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Le indagini dei Ris

Il giallo di Bassano, riscontri all'ipotesi di omicidio. Il fidanzato di Giulia in ospedale

di Francesca Cavedagna
I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche in via Capitelvecchio (Foto Ceccon)
I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche in via Capitelvecchio (Foto Ceccon)
I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche in via Capitelvecchio (Foto Ceccon)
I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche in via Capitelvecchio (Foto Ceccon)

Nove ore di sopralluogo. Tanto sono durate le indagini tecniche dei militari del Ris di Parma, chiamati a Bassano in via Capitelvecchio a fare chiarezza sulla morte di Giulia Rigon. I carabinieri con le tute bianche, dalle 9 di ieri mattina fino a pomeriggio inoltrato, hanno esaminato palmo a palmo l’abitacolo del camper Ford bianco, teatro del decesso della giovane commessa di 31 anni, ma anche tutta l’area circostante, posta sotto sequestro dopo il ritrovamento del cadavere e costantemente sorvegliata dai militari della caserma di Bassano. Secondo indiscrezioni è emerso che gli investigatori del reparto emiliano avrebbero trovato elementi sostanziali a conferma dell’ipotesi di femminicidio. Intanto, sempre ieri, Henrique Cappellari, fidanzato della vittima, al momento l'unico indagato nell’inchiesta per omicidio aggravato, è stato ricoverato all’ospedale San Bassiano perché trovato per la strada in stato confusionale, dettato dal possibile abuso di sostanze stupefacenti. Il giovane di 29 anni, palesemente stravolto dal susseguirsi degli eventi, resta il primo sospettato del crimine, ed è tuttora indagato a piede libero. 

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Il Ris Erano da poco passate le 9 quando la squadra del Reparto investigazioni scientifiche di Parma ha raggiunto via Capitelvecchio. L’intervento era stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Vicenza, che indaga su quello che è ritenuto l’omicidio di Giulia Rigon, commessa di 31 anni, da pochi mesi assunta a tempo indeterminato dall’ipermercato Battocchio di Romano d’Ezzelino, e originaria dell’Altopiano, dove la famiglia gestisce da decenni un piccolo market. I rilievi si sono concentrati sulla ricerca di possibili prove lasciate dal killer: tracce di sangue, evidenziate col luminol, composto che attraverso una lampada a luminescenza intercetta sostanze ematiche anche quando sono state lavate o rimosse, attraverso un processo che si basa sulla presenza di ferro, contenuto nell’emoglobina, che agisce da catalizzatore nella luminescenza. 

Giulia Rigon, 31 anni
Giulia Rigon, 31 anni

 

Le indagini Ma non si è cercato solo il sangue, certamente lavato via anche all’interno del camper Ford bianco da Henrique Cappellari, che prima di dare l’allarme ha pulito sia il corpo ormai esanime di Giulia che l’abitacolo del mezzo; gli investigatori hanno cercato anche impronte, e segni di una possibile difesa da parte della vittima. Poi nell’indagine sono entrate le immagini delle telecamere della zona, esaminate nel dettaglio dagli inquirenti, e i tracciati telefonici. Anche da questi accertamenti sarebbero emersi indizi significativi che potrebbero mettere un punto fermo alle indagini, confermando l’ipotesi dell’omicidio aggravato, e un nome al responsabile.

L’autopsia Oggi il pubblico ministero Serena Chimichi conferirà l’incarico al medico legale che effettuerà l’autopsia sul corpo della povera commessa. L’esame potrebbe essere effettuato già nel pomeriggio. Questo accertamento, secondo gli inquirenti, potrebbe fornire ulteriori decisivi elementi per delineare i contorni del giallo, ma soprattutto per determinare le cause del decesso.

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Il fidanzato Nel frattempo Henrique Cappellari, unico indagato a piede libero nell’inchiesta per omicidio volontario aggravato, sembra non riuscire a gestire la tensione del momento. Domenica scorsa, dopo oltre dieci ore di interrogatorio, avvenuto nella caserma di via Emiliani, nel quale era assistito dal suo legale, seppur continuando a negare con forza e determinazione ogni responsabilità sulla tragedia, aveva manifestato intenti di autolesionismo e i sanitari dell’ospedale San Bassiano erano stati immediatamente chiamati dai carabinieri per praticare le cure del caso. Subito dopo il giovane era stato accompagnato in una parrocchia del Bassanese che gli aveva dato ospitalità, visto che il camper, sua unica dimora, è sotto sequestro. Ma già nella mattinata di lunedì si era allontanato dalla sistemazione. Verso le 11 di ieri è stato intercettato dai militari bassanesi in centro città, dove si aggirava in palese stato confusionale. Cappellari è stato quindi accompagnato al Pronto soccorso di via dei Lotti, dove ai sanitari avrebbe ammesso di aver fatto uso di sostanze psicotrope. Il giovane è stato quindi curato, poi sottoposto a un approfondito colloquio con uno psichiatra dell’Ulss 7 Pedemontana, che verso le 17 ha dichiarato il suo recuperato buono stato di salute psicofisica e firmato le dimissioni. Henqrique è così tornato in parrocchia in attesa dei prossimi sviluppi della vicenda. 

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