Giallo a Bassano

Giulia trovata morta nel camper. Il fidanzato interrogato ore: «È caduta, non l’ho colpita»

La vittima: Giulia Rigon, 31 anni di Asiago
La vittima: Giulia Rigon, 31 anni di Asiago
La vittima: Giulia Rigon, 31 anni di Asiago
La vittima: Giulia Rigon, 31 anni di Asiago

È stata trovata morta all’alba di ieri all’interno di un camper nel parcheggio di via Capitelvecchio, nella prima periferia di Bassano. La vittima è Giulia Rigon, 31 anni di Asiago; da settembre lavorava al supermercato Battocchio di Romano. Il suo corpo senza vita era all’interno di un camper Ford umido, coi vetri completamente appannati, in mezzo a caos e sporcizia, con un cane spaventato nascosto sotto i sedili del lato guida. Fuori dal mezzo c’erano alcune gocce di sangue. Accanto al Ford era parcheggiata la Fiat Punto della vittima. Poco più in là, altri due camper e un’auto con gli pneumatici a terra. La procura di Vicenza, con il pubblico ministero Serena Chimichi, indaga per omicidio. Tra i principali sospettati c’è il fidanzato della vittima, Henrique Cappellari, lo stesso che ha dato l’allarme, interrogato per l’intera giornata di ieri dai carabinieri. 

Il vecchio camper Ford in cui è stata trovata la donna (Foto Ceccon)
Il vecchio camper Ford in cui è stata trovata la donna (Foto Ceccon)

 

Cappellari, 29 anni, avrebbe detto agli inquirenti di aver trovato la fidanzata senza vita e di non sapere quali siano le cause della morte. Prima di dare l’allarme al 118, il 29enne ha chiamato il padre di Giulia Rigon: «Giulia sta male, non mi risponde», avrebbe detto al genitore, che gli avrebbe risposto di portarla all’ospedale o di chiamare subito l’ambulanza. Solo dopo è partita la telefonata alla centrale operativa che ha fatto scattare i soccorsi. L’uscita dell’ambulanza sarebbe stata giustificata da un intervento a seguito di una lite. La domanda fondamentale che resta aperta, quindi, è se la giovane sia stata uccisa in seguito a un litigio, e da chi? C’erano altre persone all’interno di quel camper? Se la morte fosse stata causata dal fidanzato, si tratterebbe di femminicidio. L’ennesimo. Eppure Henrique Cappellari, nelle lunghe ore di interrogatorio davanti agli investigatori dei carabinieri e al pubblico ministero Chimichi, durato dalle 9 fino alla tarda sera di ieri, avrebbe sempre negato ogni responsabilità sul dramma, spiegando agli inquirenti che quella ferita sulla fronte «Giulia se la sarebbe causata cadendo» e che lui «non l’avrebbe mai colpita». Ma è la verità? E il decesso è stato causato davvero solo da quella ferita apparentemente superficiale? Molte risposte arriveranno dall’autopsia sulla giovane, fissata nelle prossime ore. Gli accertamenti metteranno un punto fermo sulle cause della morte, che da una prima ispezione del cadavere sembra essere sopraggiunta in seguito a percosse. Tra le certezze anche quella che Giulia sia morta molte ore prima dell’allarme, forse nella serata di sabato. Perché Cappellari ha atteso così tanto prima di chiamare i soccorsi? E perché il corpo di Giulia era completamente umido, come se fosse stato appena lavato, inclusi i capelli? Forse qualcuno ha cercato di cancellare le tracce più evidenti del delitto? La svolta nelle indagini potrebbe essere vicina. 

Francesca Cavedagna