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Il giallo del camper

«I genitori di Giulia erano contrari a quel rapporto»

di Francesca Cavedagna
Parcheggio e camper sono sorvegliati dai militari dell’Arma
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Parcheggio e camper sono sorvegliati dai militari dell’Arma

«I genitori di Giulia sono sempre stati profondamente contrari al suo rapporto con Henrique. La chiamavano ogni giorno per accertarsi che stesse bene. Sapere che viveva in quelle condizioni per stargli accanto non dava loro pace. Era una relazione insana, che a lei non faceva bene, ma nessuno avrebbe mai immaginato che potesse andare a finire in questo modo tragico».
A parlare è l’avvocato Antonio Marchesini, legale di Adriano e Oriana Rigon, papà e mamma di Giulia. I familiari, chiusi nel dolore, gli hanno affidato l’incarico di raccontare l’ultimo periodo di vita della figlia: «Giulia e Henrique si erano rimessi insieme da pochi mesi, ma si conoscevano da anni: prima avevano avuto una relazione più lunga, che a lei aveva fatto del male - prosegue l’avvocato Marchesini -. Prima di reincontrare Henrique Cappellari stava meglio: aveva trovato un lavoro che le piaceva tanto, era felice di essere stata assunta a tempo indeterminato. Il loro non era mai stato un rapporto sano, a Giulia, persona fragile, frequentare quel giovane non aveva mai giovato. Nel periodo in cui erano stati distanti si era ripresa dai suoi affanni personali, si stava ricostruendo una vita e ci stava riuscendo. Poi si sono incontrati di nuovo, hanno ripreso a frequentarsi e lei, poco più di un mese fa, ha deciso di andare a vivere con lui in quel camper».

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Adriano e Oriana, per quella scelta che hanno tentato in tutti i modi di osteggiare, non sapevano darsi pace: «La mamma chiamava Giulia praticamente tutti i giorni - riprende il legale della famiglia - Si erano sentite anche sabato, aveva trovato la figlia inquieta, ma pare fosse sempre così, quando era con lui. I genitori avevano provato a farla tornare a casa, a anche solo per allontanarla dal giovane: le avevano pure proposto di prenderle un appartamento tutto per lei. Quel rapporto però, l’aveva imbrigliata, sembra non volesse più sentire ragioni. Volevano proteggerla, hanno fatto davvero l’impossibile, non erano tranquilli ma non si sarebbero mai aspettati quello che alla fine è accaduto».

La salma di Giulia è all’obitorio dell’ospedale San Bassiano, in attesa dell’autopsia. Gli inquirenti le hanno fasciato le mani, per preservare possibili prove forse conservate sotto le unghie, qualora la morte sia dovuta a una colluttazione. 

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