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Bassano / Asiago

Giulia lo aveva lasciato ma poi si erano riavvicinati

di Gerardo Rigoni
A sinistra Henrique Cappellari; a destra la vittima, Giulia Rigon, 31 anni
A sinistra Henrique Cappellari; a destra la vittima, Giulia Rigon, 31 anni
A sinistra Henrique Cappellari; a destra la vittima, Giulia Rigon, 31 anni
A sinistra Henrique Cappellari; a destra la vittima, Giulia Rigon, 31 anni

Due comunità e due famiglie unite in una tragedia. La tragica morte di Giulia Rigon ha suscitato profondo cordoglio in tutto l’Altopiano. 
Ad Asiago, amici e parenti si sono stretti attorno ad Adriano e Oriana Rigon, i genitori della ragazza, raggiunti nella serata di domenica dall’altra figlia Valentina. Rinchiusi nella loro casa di contrada Bertigo, ricevono solamente le visite dei carabinieri della stazione di Asiago e il legale nominato quale tutor di sostegno a Giulia. La 31enne infatti era uscita da un momento di grave difficoltà e, grazie al supporto dei suoi genitori e delle strutture di assistenza, era riuscita a rimettersi in sesto tagliando i contatti con quasi tutti. Compreso il fidanzato Henrique, che aveva lasciato un anno fa per concentrarsi sulla sua vita, anche se poi i due si erano riavvicinati. Due personalità complesse, ciascuna a suo modo in passato bisognosa di essere seguita. «Questa notizia ha rattristato questo periodo, che dovrebbe invece essere di gioia - commenta Giovanna Maria Tessari, cliente abituale del negozio della famiglia Rigon -. Noi, più anziani, abbiamo visto Giulia crescere e adesso anche per noi c’è la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa di bello e prezioso». 

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Tanti i messaggi di costernazione e di dolore, anche all’Itc Pertile di Asiago, dove la ragazza aveva studiato da ragioniera. «Ricordo Giulia come una ragazza molto timida, che difficilmente entrava nelle discussioni in classe - racconta il prof. Alessio Barolo, un suo ex insegnante -. Però quando interveniva, lo faceva con ponderatezza e profondità. È stata una studentessa diligente e precisa, che accoglieva ogni compito assegnato con determinazione e precisione. La sua è una perdita per tutta la comunità e una tragedia che ci segna nel cuore». L’ex preside dell’istituto, Sergio Bonato, fatica a rendersi conto di quanto sia successo. «La nostra scuola, così come le nostre comunità, sembrano isole felici - commenta -, invece anche tra noi ci sono anime inquiete, che meritano più attenzione affinché non si ripetano più disgrazie come queste. Giulia sembrava più giovane della sua età quando è arrivata in prima, aspetto che ha mantenuto, ma aveva tanta curiosità e voglia di imparare». 
A Foza non si parlava d’altro tra domenica e ieri. In molti si chiedono se sia stata una disgrazia o se davvero uno dei ragazzi del luogo possa aver compiuto un gesto atroce. C’è anche chi avanza l’ipotesi che Giulia sia stata uccisa da qualche balordo introdottosi nel camper pensandolo disabitato. Ma soltanto le indagini potranno dare la risposta definitiva. 

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