La grande opera

Tav a Vicenza est, un rebus. «Lavori da 2 a 5 anni. I soldi? Non ci sono»

All'assemblea a Ca' Balbi alcune sorprese: i tecnici Rfi spiegano che lo scavalco a Settecà si può ristudiare e il sindaco Rucco si schiera per la galleria.
La sala piena ieri per il dibattito sulla Tav a est
La sala piena ieri per il dibattito sulla Tav a est
La sala piena ieri per il dibattito sulla Tav a est
La sala piena ieri per il dibattito sulla Tav a est

Lo scavalco a Settecà? «È solo un righetto», dice Rfi. I soldi per la Vicenza-Padova? «Al momento non ci sono», ribadisce Rfi. Il progetto? «Per me non c'è alcun progetto e comunque tra le due ipotesi io preferisco la galleria. Poi deciderà il Consiglio dopo il percorso partecipativo», risponde Rucco.

L'assemblea

Sala piena, 260 i posti a sedere disponibili, e contestazioni con cartelli, domande incalzanti e rumore di fondo. È iniziato così, dal teatro Ca' Balbi di Bertesinella, il percorso partecipativo sul primo tratto del terzo lotto funzionale della linea Alta capacità-alta velocità. Tradotto: la linea Tav dall'uscita della stazione di Vicenza fino al nodo Camisano (Stanga). Al tavolo dei relatori: tecnici di Rfi, con Luigi De Amicis, e Italferr, con l'ingegnere Fabrizio Arduini, chiamato ad illustrare le tavole progettuali.

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Le due ipotesi

Due le ipotesi presentate, quelle di cui si sta parlando da mesi e approdate in commissione territorio a maggio: la soluzione in trincea (con 330 metri in effettiva galleria) e quella in superficie. Ipotesi che però potrebbero anche non essere le uniche. Come ha sottolineato il sindaco Francesco Rucco introducendo l'incontro: «Non sono ipotesi che dobbiamo necessariamente sposare stasera; se ci sono anche soluzioni alternative siamo qui con Rfi per eventuali approfondimenti». Sono due, però, intanto quelle sul piatto, con differenze su diversi piani, a partire dalla durata dei lavori: 4 anni e mezzo per realizzare i due chilometri di tratto con la soluzione interrata e 700 giorni per la soluzione in superficie.

L'impatto ambientale

A creare dibattito e malcontento in una parte di pubblico, però, vari passaggi, su tutti l'impatto ambientale. Sul palco anche 4 rappresentanti della cosiddetta "società civile" che hanno posto quesiti e preoccupazioni. Tra loro Alessandro Mariotto subito all'attacco: «Perché non volete essere trasparenti e dire che avete già scelto per l'ipotesi in superficie?». «No - è stata la replica - siamo qui per presentare le due soluzioni. In una prima fase avevamo scelto la più semplice dal punto di vista ferroviario (leggi, in superficie), poi il sindaco ci ha spinti a mettere in campo un'altra soluzione, quella dell'interramento». E in replica alle preoccupazioni sull'impatto ambientale dell'intera opera, i tecnici di Rfi hanno ribadito: «È inutile negarlo: la cantierizzazione creerà problemi, ma attueremo tutto quanto previsto dalle norme per mitigare le attività di cantiere. Siamo controllati perché dobbiamo effettuare un monitoraggio costante». Rincara la dose Angela Rotella, in rappresentanza dei comitati. «Questo non è un vero confronto. Ci fanno scegliere tra un male e l'altro».

Lo scavalco di Settecà

Si passa poi a un altro punto cruciale. Lo scavalco di Settecà. A tirarlo in ballo Marco Restini, volontario della parrocchia. «Questo è un confronto inficiato perché non si dice nulla su cosa sia previsto dopo il nodo-Camisano. Vista la totale contrarietà di posizionare il viadotto a Settecà, Rfi ha trovato una nuova collocazione per quest'opera?». «In realtà non c'è nulla - è stata la replica dei tecnici di Rfi - dallo snodo di Camisano verso Grisignano ci troviamo nella fase dello studio di fattibilità 2014 che poi è stato aggiornato al 2021 ma è sempre uno studio di fattibilità, quindi una righetta, che serve per cominciare a ragionare sui vincoli intervenuti. Già da tempo abbiamo dato mandato a Italferr di studiare possibili e diverse soluzioni per l'uscita a est da Vicenza verso Grisignano di Zocco». E ha aggiunto: «Solo una battuta. Parlate di un'infrastruttura (lo scavalco ndr) come se la conosceste. Sul sito del Comune non c'è lo scavalco di Settecà, c'è un esempio, e conosciamo la dipositiva di cui si parla perché l'abbiamo prodotta noi, per fare vedere come potrebbe essere uno scavalco». E alla domanda del pubblico «Che senso aveva allora metterla?». «Era puramente indicativa per far vedere com'è uno scavalco», la replica.

I finanziamenti

Sarà. Sta di fatto che tra un'ipotesi, uno scavalco e tante protesta c'è una certezza: «Per la Vicenza-Padova - chiude Rfi - oggi non ci sono i soldi» fatta eccezione per i 25 milioni del progetto - «ma i finanziamenti arriveranno». Intanto la discussione riprenderà il primo dicembre, quando ci sarà il consiglio comunale sul terzo lotto funzionale dell'opera; contemporaneamente in piazza dei Signori è già stata annunciata la protesta dei comitati.

Alessia Zorzan