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06.08.2019

Corinaldo, la banda dello spray
e i quattro colpi nel Vicentino

Clienti all'esterno della discoteca Nordest. ARCHIVIO
Clienti all'esterno della discoteca Nordest. ARCHIVIO

VICENZA. Lo spray al peperoncino, poi le razzie  delle collane. Ha colpito anche nel Vicentino la banda sospettata di aver provocato la strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, ad  Ancona. È scritto nell’ordinanza del giudice che ha portato in carcere Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada, Badr Amouiyah, tra i 19 e i 22 anni,  e Andrea Balugani, di 64, il presunto ricettatore, tutti residenti in provincia di Modena. Un altro membro della banda, Eros Amoruso, è invece deceduto durante l’inchiesta. La disgrazia nella discoteca in provincia di Ancona, nella quale morirono sei persone, risale alla notte tra il 7 e l’8 dicembre dell’anno scorso.

 

Video: Corinaldo, il momento del crollo

 

Prima di quella data, alcuni membri del sodalizio erano entrati in azione il 24 novembre alla discoteca Liv di Bassano, dove era stato utilizzato lo spray urticante per «la consumazione di furti». Nella notte tra il 23 e il 24 febbraio di quest’anno altri tre presunti componenti della gang sono invece stati al Viclub di via del Commercio in città. In questo caso sono ancora «in corso gli accertamenti per verificare l’eventuale consumazione di furti», scrive il giudice nell’ordinanza. Il 3-4 marzo il gruppo ha colpito alla discoteca Nordest di Caldogno. Tra il 4 e il 5 maggio, infine, un’altra squadra è tornata al Liv di Bassano. Durante alcune conversazioni telefoniche i giovani finiti in cella fanno inoltre riferimento a una quinta incursione da compiere all’Amis, sempre  in via del Commercio in zona industriale, la sera successiva all’accesa discussione avvenuta al Nordest.

 

 

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