Barbarano Mossano

Zaino e chitarra in chiesa: quanto dolore per Nicolò, la vittima più giovane della Marmolada

Zaino e chitarra: erano le cose a cui Nicolò Zavatta teneva di più, da appassionato musicista e alpinista (Foto TROGU)
Zaino e chitarra: erano le cose a cui Nicolò Zavatta teneva di più, da appassionato musicista e alpinista (Foto TROGU)
Zaino e chitarra: erano le cose a cui Nicolò Zavatta teneva di più, da appassionato musicista e alpinista (Foto TROGU)
Zaino e chitarra: erano le cose a cui Nicolò Zavatta teneva di più, da appassionato musicista e alpinista (Foto TROGU)

Uno zaino e una chitarra: oggetti che rappresentavano la felicità, i momenti di svago e di passione e che ieri sull'altare della chiesa di Barbarano Mossano purtroppo hanno invece evocato dolore e lacrime. Perché quella chitarra e quello zaino sono stati parte della breve vita di Nicolò Zavatta, morto a soli 22 anni nel crollo del ghiacciaio sulla Marmolada.

Ieri quasi mille persone erano presenti alla veglia di preghiera organizzata dall'Unità Pastorale di Barbarano Mossano Villaga per ricordare il ventiduenne escursionista di Ponte di Mossano. La pur ampia Chiesa di Santa Maria Assunta è stata occupata in largo anticipo sull'orario d'inizio da quanti hanno voluto esprimere la propria vicinanza al papà Michele, alla mamma Francesca e alla sorella Anna, seduti in prima fila. Molti, dunque, sono rimasti a seguire la veglia sul sagrato mentre la Protezione civile Ana gestiva il grande flusso di persone. La deposizione davanti all'altare, da parte di quattro ragazzi, della chitarra di Nicolò, di uno zaino, di un casco e di una corda da alpinista ha rappresentato il momento più toccante della funzione religiosa officiata dal parroco don Giuseppe Scanagatta e seguita con un foglietto dai fedeli alternando preghiere, riflessioni e canti del coro parrocchiale i cui giovanissimi componenti non hanno trattenuto le lacrime. Presenti alla veglia anche don Maurizio Montagna, sempre dell'Unione parrocchiale, ed ex componenti quali don Pietro Marchetto, don Daniele Vencato e don Samuele Stocco con alcuni frati del convento di San Pancrazio.

La chiesa gremita di Barbarano Mossano per il momento di preghiera dedicato a Nicolò (Foto TROGU)
La chiesa gremita di Barbarano Mossano per il momento di preghiera dedicato a Nicolò (Foto TROGU)

Il tema della montagna è stato un po' il filo conduttore della veglia spaziando dalle iniziali parole dello scalatore di Renato Casarotto a quelle dell'alpinista austriaco Kurt Diemberger per finire con quelle di Reinhold Messner. Durante la funzione religiosa don Giuseppe ha anche rivolto un pensiero a Riccardo Franchin di Ponte di Barbarano, alla presenza dei genitori Mario e Paola, salvatosi miracolosamente dalla frana per poi estendere una preghiera a tutte le vittime della tragedia della Marmolada. 

«Una veglia che ha costituito un grande abbraccio alla famiglia di Nicolò da parte della comunità testimoniando di essere stata profondamente scossa da questa tragedia», ha commentato il sindaco Cristiano Pretto intervenuto assieme al vice Giorgio Fracasso, a vari assessori e consiglieri comunali. «Ora siamo in attesa del nulla osta dell'autorità giudiziaria per poter dare l'ultimo saluto a Nicolò. Sarà un altro duro momento per la nostra provata comunità».

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Felice Busato