La tragedia

Il Vicentino paga il prezzo più alto sulla Marmolada: 7 i morti su 11 vittime identificate

Marmolada, le ricerche dopo il crollo

Ore 12.50. Identificate tutte 11 le vittime del crollo del seracco della Marmolada. Vicenza paga il prezzo più alto della tragedia: sono sette i vicentini morti. Lo ha appena confermato in conferenza stampa a Canazei il comandante dei Ris, Giampietro Lago. «Questo ci consente di chiudere il cerchio e di fermare a 11 il numero delle vittime. Tutti i dispersi reclamati dai familiari ora hanno un'identità» ha continuato Lago.

La Marmolada, la stessa montagna che tutte e sette le vittime vicentine tanto amavano, domenica scorsa ha spezzato le vite della guida alpina valdagnese Paolo Dani, 52 anni compiuti il 6 luglio mentre era dato per disperso, originario di Brogliano, conosciutissimo in tutta la Valle dell’Agno, era stato il responsabile della stazione del soccorso alpino di Recoaro-Valdagno dal 2013 al 2020, elicotterista e istruttore regionale del Soccorso alpino; di Filippo Bari 27 anni, originario di Isola ma residente a Malo, padre di un bimbo di 4 anni; di Nicolò Zavatta, 22 anni di Ponte di Mossano-Barbarano, studente all'università di Padova; di Tommaso Carollo, 48enne di Zanè, compagno di Alessandra De Camilli, 51 anni, architetto di Schio, ferita. Sul ghiacciaio sono morte anche due coppie: la guida alpina Davide Miotti, titolare del negozio "Su e giù Sport" di Tezze sul Brenta, e la moglie Erica Campagnaro, entrambi residenti a Cittadella, ed Emanuela Piran, bassanese con il compagno Gianmarco Gallina, originario di Montebelluna (Treviso) che da qualche tempo vivevano a Casella d'Asolo, nel trevigiano. A stabilire la restituzione delle salme alle famiglie, e dunque la possibilità di celebrare i funerali, ora sarà l’autorità giudiziaria.

«Anche il soggetto che mancava all’appello è stato identificato. A oggi non ci sono elementi per pensare a ulteriori soggetti interessati all’evento incidentale» ha aggiunto il comandante del Ris nel corso di un punto stampa con il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.  «Grazie alla collaborazione attiva di tutte le forze provinciali e nazionali che in questi giorni hanno operato senza sosta, siamo riusciti a recuperare tutte le persone reclamate.  A nome della Provincia autonoma di Trento e di tutta la comunità locale, esprimo vicinanza e cordoglio alle famiglie che hanno perso i loro cari in questa terribile tragedia», le altre parole del presidente trentino.

Confermate, intanto, per domani altre ricerche di soccorritori e tecnici sulla colata di ghiaccio e rocce che ha travolto gli scalatori. Si proseguirà per cercare altri reperti e resti: elementi utili all'inchiesta che è stata aperta contro ignoti per disastro colposo dal procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi. «Le ricerche sul ghiacciaio della Marmolada potrebbero proseguire per almeno due settimane» ha detto Maurizio Dellantonio, presidente nazionale del Soccorso alpino. Sul ghiacciaio ci potrebbero essere ancora resti e per questo motivo si continuerà ad operare. 

 

Ore 11.15.  L’undicesima vittima della tragedia sulla Marmolada sarebbe stata recuperata. A quanto apprende l’Ansa i resti dell’ultima persona ancora dispersa sono stati recuperati e sono in fase di identificazione. Dunque tutte le vittime per ora accertate del dramma sono state recuperate.

 

Ore 8. Proseguono le attività di ricerca di resti umani e attrezzature via terra sulla Marmolada nel giorno del lutto cittadino con la messa a suffragio delle vittime alle 18 a Canazei. Dall'alba di oggi, 20 soccorritori tra cui 2 "vedette" e tre unità cinofile sono impegnati  a valle del distacco
del seracco di Punta Rocca sulla Marmolada, per compiere le ricerche via terra programmate della colata di ghiaccio e rocce che domenica scorsa, 3 luglio, ha travolto degli scalatori.  L’incolumità degli operatori è stata garantita anche attraverso l’impiego di radar interferometrici e doppler, che registrano eventuali movimenti del ghiacciaio: i dati trasmessi in diretta dalla montagna, vengono infatti monitorati dagli esperti presso il centro operativo di Protezione Civile di Canazei. Le operazioni termineranno, nel corso della giornata, quando le temperature si alzeranno aumentando i rischi di possibili crolli, e proseguiranno solo con elicotteri e droni.

Alle 18 a Canazei, il vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol concelebrerà con l’arcivescovo di Trento la messa per le vittime della Marmolada, esprimendo così a nome di tutta la comunità diocesana vicinanza a familiari, parenti e amici delle persone scomparse, molte delle quali di origine berica. Già ieri, a margine di un altro incontro, mons. Pizziol ha
espresso il proprio dolore per la sciagura di domenica scorsa: «Sono vicino a tutti i familiari delle vittime ha detto -, penso a chi vive lo strazio di non aver più visto tornare una persona cara, in un giorno che doveva essere di riposo, serenità e rigenerazione nella natura e si è invece trasformato in dramma».
Il Vescovo, oltre alle parole di conforto e alla preghiera per chi è stato direttamente coinvolto, ha voluto rivolgere sentimenti di stima e di ringraziamento a tutti i soccorritori e volontari che da giorni lavorano nelle operazioni di salvataggio dei superstiti e di recupero dei corpi delle vittime, in condizioni davvero difficili e pericolose.

 

VENERDÌ 8 LUGLIO

Ore 18.30 - ATTESA PER LE ANALISI DEL RIS. «Sui numeri non ci sono novità rispetto a ieri: il Ris di Parma sta lavorando con impegno su tutto il materiale di cui dispongono. Stiamo quindi attendendo le loro analisi». Lo ha detto, in conferenza stampa, il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, in riferimento al lavoro dei identificazione delle vittime del disastro della Marmolada. I risultati delle comparazioni tra i profili genetici dei resti sono attesi per la giornata di domani (sabato 9 luglio, ndr).
«È in corso un’importante attività dei militari del reparto dei investigazione scientifica, che hanno eseguito il campionamento genetico dei resti rinvenuti sulla scena della tragedia e ora procedono nella comparazione dei profili genetici con i famigliari che reclamano l’assenza di un proprio caro. Contiamo di ottenere i risultati al più presto, nella giornata di domani», ha specificato il tenente colonnello Michele Capurso, del comando provinciale dei carabinieri di Trento.
Le ricerche sul campo da parte della squadra interforze, a quanto precisato da Fugatti, proseguiranno anche domani e nei prossimi giorni, al pari di quelle con i droni. 

Marmolada le immagini dal drone (video vigili del fuoco di Trento)

 

Ore 18 - LEGALE FAMILIARI CHIEDE ACCERTAMENTI SULLE COMPETENZE. In una lettera diffusa dall’avvocato Massimo Simonini, legale dei famigliari degli escursionisti Davide Miotti e Erica Campagnaro, la cui sorte non è ancora nota, si chiede «se non vi fossero autorità pubbliche preposte a verificare lo stato di un crepaccio, che per sua natura può causare distaccamenti, situato a monte di una meta turistica ad alta frequentazione» come la Marmolada. La lettera segue l’intervento della glaciologa dell’Università degli studi di Milano, Adele Diolaiuti, che su Radio Rai Tre, riferendosi alla Marmolada avrebbe parlato - sempre secondo il legale - di «un distacco del ghiacciaio causato da un crepaccio molto ampio». «Si chiede che le indagini facciano luce sul ruolo che possono avere avuto in questa tragedia l’Ufficio previsioni e pianificazione della Provincia autonoma di Trento e l’ufficio della Protezione civile», conclude il legale.

 

Ore 16 - IDENTIFICATE LE DUE VITTIME CECHE. Sono Pavel Dana e Martin Ouda i due escursionisti deceduti a causa del crollo del seracco della Marmolada e identificati ieri. Lo conferma all’Ansa fonti investigative. Il riconoscimento è avvenuto a Canazei da parte degli famigliari, accompagnati dal console.

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Ore 13 - «RITROVATI REPERTI IMPORTANTI». «Oggi sono stati ritrovati reperti importanti. Ora dovranno essere effettuate le analisi per capire capire se ci sono nuovi riscontri. Non vi è ancora nessuna certezza». Lo ha detto all’Ansa il comandante della stazione del soccorso alpino di Passo Rolle, Riccardo Manfredi, impegnato nelle operazioni sull’area del disastro della Marmolada. A quanto riferito da Manfredi, l’intervento di ricognizione effettuato nella mattina di oggi è stato proficuo. L’abbassamento delle temperatura ha causato un consolidamento della colata di fango, roccia e ghiaccio, che ha permesso di estendere l’arco temporale delle ricerche sul campo. «I cani si stanno dimostrando fondamentali», ha concluso Manfredi.

 

Ore 9 - TROVATI ALTRI RESTI. Dal ghiacciaio della Marmolada, secondo quanto riporta l'Ansa, emergono altri resti delle vittime del seracco crollato domenica scorsa. Attrezzatura tecnica e resti organici sono stati rinvenuti dagli operatori nell’ambito della ricognizione «vista e udito» sul luogo del disastro. Le ricerche, ancora in corso, si stanno svolgendo sulla parte bassa della colata di ghiaccio, roccia e fango, compresa una zona non interessata dal sopralluogo di ieri mattina.

Al momento le vittime accertate del disastro sono dieci. Entro sera è atteso l’esito del primo
confronto tra il dna dei resti delle vittime non ancora identificate.

Nell’area a valle del distacco del seracco di Punta Rocca, sulla Marmolada, sono in corso le operazioni di ricerca da terra, in stretto collegamento con il Centro di Protezione civile di Canazei, con vigili del fuoco volontari e psicologi. In quota 14 donne e uomini di Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza con due unità cinofile, Centro Addestramento Alpino di Moena della Polizia di Stato, Corpo Vigili del Fuoco permanente di Trento e la Squadra di Soccorso Alpino dell’Arma dei Carabinieri. Le operazioni sono iniziate alle 6.15 e si concluderanno finché le condizioni meteo di sicurezza lo renderanno possibile.

 

Ore 7 - ANCORA QUATTRO CORPI SENZA NOME. La Marmolada si è portata via 10 vite. Ieri è stata rintracciata e recuperata la decima vittima del pauroso crollo che domenica ha travolto gli alpinisti impegnati ad affrontare la Regina delle Dolomiti. E nel bilancio, che resta provvisorio anche se si sta delineando sempre più chiaramente, è necessario contare anche cinque dispersi. Al momento è questo il numero delle persone che sono state reclamate. I corpi identificati sono quindi sei. Oltre ai tre escursionisti vicentini, il maladense di 27 anni Filippo Bari, Tommaso Carollo, 48 anni, originario di Zané e Paolo Dani, guida alpina valdagnese di 52 anni, c'è anche l'alpinista trentina originaria di Levico Liliana Bertoldi, 54 anni. Ieri, grazie al riconoscimento delle famiglie che sono state accompagnate dal console ceco Jirí Kudela è stato dato un nome a due alpinisti che erano arrivati dalla Cechia.

Ieri il governatore del Veneto Luca Zaia è salito a Canazei: «È stato utilizzato l'unico elicottero certificato per queste operazioni, con tre operatori assicurati che possono essere sollevati in caso di distacchi. Tanti i reperti biologici e tecnici rinvenuti. Noi confidiamo che, con l'aiuto prezioso dei Ris, si possa nel giro di 48 ore, avere alcune risposte rispetto a persone che oggi sono definite reclamate o disperse».

Da mercoledì una squadra dei carabinieri del Ris di Parma sta analizzando i campioni biologici raccolti sui resti rivenuti dagli operatori. Attesi oggi i primi risultati.

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GIOVEDÌ 7 LUGLIO

Ore 18.30 - ZAIA, TEDESCHI STANNO BENE, GRAVE ALTRO PAZIENTE. «I signori tedeschi feriti che sono a Feltre e Belluno ci fanno ben sperare. Sulla situazione di Treviso, sto parlando del paziente in terapia intensiva (il trentino Davide Carnielli, ndr), ci sono degli aspetti, è delicata perché ci sono aspetti neurochirurgici e cardiochirurgici con politraumi: un trauma cranico importante e un trauma toracico. Ci sono due team operativi e il personale sanitario è concentrato su questo paziente e viene fatto l’impossibile con le cure e speriamo che se ne venga fuori». Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, parlando con i giornalisti a Canazei. Altri quattro feriti sono invece ricoverati in Trentino.

 

Ore 18.05 - DOMANI UNA SQUADRA TORNERÀ SULLA ZONA DEL DISASTRO. Domani mattina una squadra di ricerca interforze «vista e udito» tornerà sull’area interessata dal distacco del ghiacciaio della Marmolada. Lo ha fatto sapere in conferenza stampa il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Le operazioni si svolgeranno con le stesse modalità utilizzate oggi. «Nella mattinata di domani si proseguirà con le operazioni di ricerca con le stesse modalità attuate oggi. Sì inizierà alle 6.15 con la squadra sul posto e si proseguirà fino alle 9 circa, a seconda delle condizioni e delle temperature», ha spiegato Fugatti.
La squadra sarà formata sempre da 14 persone operative, sulla base di un calcolo di rischio, è da due con funzione di sentinelle. Vi sarà un avvicendamento di alcuni componenti della squadra.

 

Ore 13.50 - SULLA MARMOLADA RECUPERATO IL DECIMO CORPO. I soccorritori hanno recuperato altri resti delle vittime sotto la frana della Marmolada. A quanto risulta, apparterrebbero ad una decima vittima. Il bilancio è quindi di 10 vittime e ancora un disperso.

 

Ore 13 - RICONOSCIUTI ALTRI 2 CORPI: SONO CITTADINI DELLA REPUBBLICA CECA.  «Oggi sono stati riconosciuti altri due corpi: si tratta di due cittadini della Repubblica Ceca». Così, in conferenza stampa, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti che durante il suo intervento, ha assicurato che le operazioni di ricerca continueranno. «Non vi è l’intenzione di fermarsi», ha concluso. Secondo l'ultimo bilancio presentato da Fugatti i morti accertati della tragedia sulla Marmolada sono 9 dei quali sei già riconosciuti: tra questi ci sono i tre vicentini Filippo Bari, 27 anni di MaloPaolo Dani, 52 anni di ValdagnoTommaso Carollo, 48 anni di Zané. Le altre vittime riconosciute sono Liliana Bertoldi, 54 anni di Levico (Trento) e i due cittadini cechi. I feriti sono 7, i dispersi 5.

 

Zaia: "Il bilancio delle vittime del crollo sulla Marmolada e' definito, 11 tra morti e dispersi"

Ore 12 - TRA MORTI E DISPERSI, BILANCIO DEFINITO. «Il bilancio di questa tragedia è pressoché definito: ci sono undici persone tra i deceduti e i dispersi. Ad oggi l’identificazione degli otto deceduti riguarda tre veneti identificati e una donna trentina. Dei feriti, sette (tre dei quali in Veneto) sono ancora in ospedale e un paio sono gravi». Così, il governatore del Veneto, Luca Zaia, all’arrivo al centro operativo dell’Aiut alpin di Canazei. Il conteggio di 11 è riferito verosimilmente al fatto che alla vittima ancora senza nome vengono attribuiti i resti di una persone che era invece nel conteggio dei dispersi: di conseguenza il computo totale passa da 12 a 11.

«Partecipiamo al lutto indetto in Val di Fassa. Non sono belle giornate queste: pensiamo che ci sono ancora delle persone da riconsegnare ai famigliari e solo quattro degli undici morti e dispersi sono stati identificati» aggiunge Luca Zaia.

 

Ore 10 - NUOVA RICOGNIZIONE ALL'ALBA:  RITROVATI ALTRI RESTI DEI DISPERSI. Altri resti e attrezzatura tecnica, riconducibile a persone date attualmente per disperse, sono stati ritrovati questa mattina in Marmolada dai soccorritori, impegnati dall'alba in una ricognizione "vista udito" sui detriti del seracco crollato domenica. Il materiale è poi stato trasportato a valle e consegnato per le analisi.

Una squadra interforze e altamente specializzata, con 14 operatori e con i 2 cani della Guardia di Finanza, hanno condotto il sopralluogo, conclusosi alle 9.15, per cercare eventuali tracce non ancora individuate dai frequenti sorvoli di droni ed elicotteri. Verso le 6 l'elicottero ha portato in quota gli operatori per ispezionare la parte più bassa del distaccamento. Le operazioni si sono svolte con un controllo di sicurezza, compatibile con la situazione esistente grazie a sistemi di valutazione della temperatura. Coinvolti nelle operazioni il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza con due unità cinofile, il Centro Addestramento Alpino di Moena della Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco permanenti di Trento e il Soccorso Alpino dell'Arma dei Carabinieri

Sempre a quanto si apprende, dovrebbero arrivare già domani mattina i primi risultati dal Ris di Parma, che dovrebbe ricondurre tutti i reperti sia organici che tecnici alle vittime. La fase successiva sarà invece comparare questi Dna con quelli prelevati ai parenti per dare un nome ai corpi ancora non identificati.

È atteso per il pomeriggio l'arrivo a Canazei, in Trentino, della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. In mattinata giungerà anche il governatore del Veneto, Luca Zaia.

 

 Ore 8 - DUE CORPI ERANO LEGATI TRA LORO DA UNA FUNE. Il ghiaccio ha restituito impietoso due corpi. Due corpi straziati da quella gigantesca onda tagliente di roccia e detriti che si è scagliata, improvvisa e imprevedibile, dalla cima della Marmolada domenica scorsa, poco prima delle 14. Ieri il lavoro di ricerca della Protezione civile ha portato alla scoperta e al recupero di altri due cadaveri. Da indiscrezioni si apprende che erano legati tra loro da una fune tecnica. Evidentemente, facevano parte della stessa cordata. È stato ritrovato anche un altro resto umano. Di chi si tratta? Due squadre del Ris di Parma, arrivate in mattinata al Centro di Protezione civile, sono già al lavoro. Adesso spetta a loro il delicato compito di dare un nome a quei corpi per ricomporre identità e salme che le famiglie attendono con disperazione.

Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, dopo il vertice tecnico di fine giornata, ha fatto il quadro della situazione: «Le vittime accertate salgono a 9, due in più rispetto al giorno precedente. Di queste, 4 sono state riconosciute dai familiari e 5 sono non identificate. I feriti risultano 7 di cui 4 ricoverati a Trento (2 in ortopedia, uno in chirurgia e uno in neurochirurgia alta intensità) e 3 sono negli ospedali veneti di Feltre, Treviso e Belluno». Non si tratta di freddi numeri: c’è tutta la consapevolezza e il rispetto del dolore e della rabbia dei familiari e delle persone coinvolte per una tragedia che verrà ricordata nella storia delle montagne. Una tragedia che ha colpito profondamente il Vicentino.

Le vittime accertate al momento sono Filippo Bari, 27 anni di MaloPaolo Dani, 52 anni di ValdagnoTommaso Carollo, 48 anni di Zané e Liliana Bertoldi, 54 anni di Levico (Trento). Risultano ancora formalmente dispersi Davide Miotti, guida alpina, e la moglie Erica Campagnaro gestori di un esercizio a Tezze sul Brenta. Poi Emanuela Piran di Bassano e il compagno Gianmarco Gallina. E Nicolò Zavatta, 22 anni di Barbarano-Mossano.

 

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MERCOLEDÌ 6 LUGLIO

Ore 18 - LE VITTIME ACCERTATE SALGONO A 9. Sale a nove il numero delle vittime accertate della tragedia della Marmolada. Lo ha detto il governatore della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nel corso di un punto stampa a Canazei, dopo che nel pomeriggio i droni avevano individuato altri resti sotto la valanga. Sono dunque due, e non tre come era emerso in un primo momento, i corpi ritrovati. Delle 9 vittime accertate, sono 4 quelle riconosciute: Filippo Bari, 27 anni di Malo, Paolo Dani, 52 anni di Valdagno, Tommaso Carollo, 48 anni di Zanè, e Liliana Bertoldi, 54 anni di Levico (Trento). 

 

Ore 17.30 - PROCURATORE TRENTO, ESCLUSA LA PREVEDIBILITÀ. «La prevedibilità dell’evento è esclusa, non c’è, noi apriamo tutte le porte che abbiamo davanti per verificare cosa è successo e ricostruire il fatto». Lo ha detto all’Ansa il procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi, sull’inchiesta per disastro colposo aperta in seguito al disastro della Marmolada. «Sentiremo persone, vedremo filmati e coinvolgeremo il mondo scientifico per fare prove per capire, dal punto di vista idraulico, come mai c’era questa grossa massa d’acqua», ha aggiunto il procuratore.

 

Ore 15.05 - TROVATI ALTRI TRE CORPI. Altre tre corpi sono stati trovati poco fa dai soccorritori sotto la valanga sulla Marmolada. Lo comunica la Protezione civile del Veneto.

L’ipotesi è che si tratti dei corpi di alpinisti appartenenti alla stessa cordata. Il bilancio (ancora provvisorio) salirebbe così a 10 vittime.

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Ore 13.20 - MARMOLADA, «È CHIUSO SOLO IL GHIACCIAIO». «Le montagne della zona sono aperte e così i rifugi e il transito dei mezzi lungo il Fedaia. Chiuso è solo il ghiacciaio della Marmolada». Lo precisa all'Ansa il sindaco di Rocca Pietore, Severino Andrea De Bernardin, sottolineando che «sta passando un messaggio sbagliato. Sembra che qui non si possa più andare da nessuna parte e lo credono anche i residenti». «Si può fare il giro del lago di Fedaia - dice - così come salire al rifugio Falier e andare in zona parete sud della Marmolada e nella prospicente Ombretta». «Non solo - prosegue De Bernardi - Padon, Mesola e Mesolina con i loro rifugi sono aperti così come la famosa via ferrata delle Trincee».

Sul futuro della funivia che da Malga Ciapela porta con tre balzi fino a Punta Rocca annuncia la parziale riapertura. «Forse già domani - annuncia - i primi due tronconi potranno essere attivi, il che significa salire al Serauta e visitare la cosiddetta zona sacra dedicata ai percorsi storici della Grande Guerra così come il museo del rifugio».

«Resterà chiusa solo la tratta per Punta Rocca - conclude - per rispetto dell’immane tragedia accaduta, ma soprattutto per evitare il turismo del macabro».

 

Ore 11 - ZAIA: «IMPEGNO MORALE RESTITUIRE I CORPI DEI DISPERSI». «Abbiamo l’obbligo morale di restituire i corpi alle loro famiglie; è l’impegno che io e il presidente della Provincia di Trento Fugatti ci simo presi e che abbiamo chiesto ai volontari e al tavolo di coordinamento». Lo ha detto Luca Zaia, governatore del Veneto, a "Radio anch’io" su Rai Radio1, sulla tragedia della Marmolada e sulla sorte dei cinque dispersi. «Ho incontrato i familiari a differenza di molti che parlano e non li hanno visti - ha aggiunto -. Si respira l’aria di una tragedia, dell’angoscia di chi non vede più il proprio figlio, coniuge, fratello. «Questa tragedia - ha concluso - è eccezionale quanto imprevedibile».

 

Ore 8.30 - PROSEGUONO ANCHE OGGI LE RICERCHE CON I DRONI. Anche questa mattina, come avvenuto ieri, quattro droni sono in volo sul ghiacciaio della Marmolada, sul luogo del disastro. Due droni della soccorso alpino veneto e altri due dei vigili del fuoco di Trento passeranno al setaccio la zona in cui la frana di ghiaccio ha travolto gli alpinisti che domenica stavano salendo lungo la via normale. Oltre ai droni, ci sono anche due operatori della guardia di finanza a capanna Ghiacciaio.

Intanto proseguono le attività di trasporto del materiale tecnologico necessario per l’intervento «vista e udito» di una squadra scelta di soccorritori che, assieme ad Unità cinofile, potrebbe tornare sul ghiacciaio giovedì per fare delle ricerche sul posto: la neve nella parte bassa del via normale su cui è rovinata la frana si sta sciogliendo e la polvere ed il pietrisco rendono difficoltoso l’utilizzo dei droni che non «vedono» chiaramente resti e attrezzatura sparsi sul ghiacciaio, per questo si pensa all’intervento con operatori scelti, malgrado il rischio di ulteriori crolli. Una situazione che comunque è in fase di valutazione, dal momento che l’intervento è ritenuto molto pericoloso. Tra oggi e domani sono previsti forti temporali e la speranza dei soccorritori e che la pioggia possa in qualche modo ripulire la superficie e consentire una visuale migliore agli operatori che eventualmente interverranno. 

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Ore 7 -  Sono 7 i morti accertati nella tragedia della Marmolada, di cui quattro riconosciuti: i vicentini Filippo Bari, 27 anni di Malo, Paolo Dani, 52 anni di Valdagno, Tommaso Carollo, 48 anni di Zanè, e della trentina Liliana Bertoldi, 54 anni di Levico. Cinque le persone che risultano al momento disperse, quattro vicentini e un trevigiano. Resta il rischio del distacco di una parte pericolante del ghiacciaio. Il ghiacciaio è stato chiuso «per rispetto dell’immane tragedia accaduta, ma soprattutto per evitare il turismo del macabro», come ha precisato il sindaco di Rocca Pietore.

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MARTEDÌ 5 LUGLIO

Ore 19 - QUARTA VITTIMA RICONOSCIUTA, È UNA DONNA TRENTINA. La quarta vittima del disastro in Marmolada ufficialmente riconosciuta è Liliana Bertoldi, 54 anni, di Levico (Trento). Conosciuta in tutto il Trentino, lavorava come ambulante con un furgone per la vendita di polli allo spiedo. La Procura di Trento conferirà ufficialmente al Ris di Parma l’incarico dell’analisi del Dna sui resti delle vittime.

Liliana Bertoldi, 54 anni, di Levico (Trento) è la quarta vittima riconosciuta (Foto Facebook)
Liliana Bertoldi, 54 anni, di Levico (Trento) è la quarta vittima riconosciuta (Foto Facebook)

 

Ore 15.45 - I DISPERSI SCENDONO A CINQUE. È sceso a cinque il numero di dispersi nel disastro della Marmolada. Il bilancio, provvisorio, è di sette corpi recuperati, di cui quattro riconosciuti, due in fase di riconoscimento e uno che rimane sconosciuto. L’ultima vittima riconosciuta ufficialmente è una persona residente in Trentino: Liliana Bertoldi, 54 anni, di Levico, che lavorava come ambulante con un furgone per la vendita di polli allo spiedo.

Al momento risultano ancora dispersi Davide Miotti, guida alpina titolare di un negozio a Tezze sul Brenta e la moglie Erica Campagnaro, Emanuela Piran di Bassano con il compagno Gianmarco Gallina di Montebelluna e il giovane Niccolò Zavatta di Barbarano Mossano.

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Ore 15 - CHIUSURA TOTALE DEL MASSICCIO. La Marmolada sarà off limits in seguito ad un’ordinanza di chiusura da parte del sindaco di Canazei Giovanni Bernard. Il provvedimento, che ha al momento una durata indefinita, segue l’ordinanza di chiusura parziale di domenica ed è ritenuto necessario per operare in sicurezza e allontanare curiosi dall’aria del disastro.

 

Ore 14 - RINTRACCIATE 5 PERSONE. Sono scesi a 8 i dispersi dopo il crollo del seracco sommitale in Marmolada. Ieri il numero era 13. Quattro alpinisti stranieri che risultavano dispersi sono invece stati rintracciati in buona salute. Tra i cinque individuati anche il ragazzo trentino di 30 anni di Fornace ricoverato in prognosi riservata a Treviso, ma che non sarebbe in pericolo di vita.

 

Ore 11.30 - DA SORVOLI ODIERNI TROVATI INDUMENTI. Alcuni indumenti, non si sa se riconducibili alle vittime del disastro della Marmolada o a reperti precedenti, sono stati individuati stamani nel corso delle ispezioni con droni in corso nella zona del disastro.  Lo ha riferito ai giornalisti Fausto Zambelli, assistente di volo del nucleo elicotteri della Provincia di Trento. Zambelli ha riferito inoltre che «si vedrà ora se e come recuperare questi reperti, e se questo significhi che vi sono delle vittime o se appartengono a escursioni storiche precedenti».

 

Ore 8 - RIPRENDONO LE RICERCHE. Riprendono stamani sulla Marmolada le ricerche dei dispersi nella frana di domenica con lo stesso sistema utilizzato nella giornata di ieri. Verranno utilizzati in particolare quattro droni, due nella parte alta e due nella parte medio-bassa del seracco precipitato. La base delle squadre e dei comandi dei droni sono al Rifugio Capanna Ghiacciaio, la struttura sfiorata dalla valanga. Oltre al Soccorso alpino Cnsas opera una squadra del Soccorso alpino della Guardia di Finanza (Sagf).
Secondo quanto riferito, il monitoraggio prosegue negli stessi punti esaminati ieri dal volo dei droni in superficie; in caso di reperti si interverrà per i rilievi fotografici ed eventualmente poi per un veloce prelievo.

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Ore 7 - TRE VITTIME VICENTINE, QUATTRO DISPERSI. LO STRAZIOE DEI PARENTI. Si respira disperazione al terzo piano della sede dei vigili del fuoco di Canazei, diventata centro operativo della protezione civile per il disastro in Marmolada. Qui sono stati convocati i familiari delle 7 vittime e dei 13 "reclamati", i dispersi. Chi, cioè, non si è più fatto sentire da quel tragico momento che entrerà nella storia: le 13.40 di domenica 3 luglio. Per il caldo si è staccato un seracco di ghiaccio che ha trascinato detriti e rocce grandi tanto quanto due campi da calcio e profondo oltre 30 metri. E tutto si scaglia senza pietà tra Punta Rocca e Punta Penia, lungo l'itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta. Il disastro inghiotte le vite di sette scalatori. Questo il triste (provvisorio) bilancio. Tre i vicentini: Filippo Bari, 27 anni di Malo, Paolo Dani, 52 anni di Valdagno, e Tommaso Carollo, 48 anni di Zanè. Tra i dispersi figurano Davide Miotti, guida alpina di Tezze sul Brenta. C'era la moglie con lui, Erica Campagnaro. E ancora: Emanuela Piran di Bassano con il compagno Gianmarco Gallina di Montebelluna. Il giovane Niccolò Zavatta di Barbarano Mossano. I loro cari sono tutti qui, assistiti da un team di psicologi, dai volontari della protezione civile, dalle forze dell'ordine e le autorità che stringono loro le mani e dimostrano tutta la vicinanza che umanamente si può dimostrare. Ma non c'è sollievo. Ogni minuto che passa è un macigno sul cuore: qualcuno esce sul terrazzo per cercare l'aria che manca e guardare quella montagna che, per una tragica fatalità, ha cambiato loro la vita. Un momento prima o un momento dopo sarebbe stato diverso. Come è successo agli otto scampati alla tragedia: tre sono ricoverati in ospedale veneti. A Treviso c'è un uomo che combatte tra la vita e la morte. Non si conoscono le sue generalità, è sfigurato. A Feltre un 65enne straniero in terapia intensiva. Un altro a Belluno. E tra i superstiti ci sono Alessandra De Camilli, compagna di Carollo e Riccardo Franchin, di Barbarano di Mossano.

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LUNEDÌ 4 LUGLIO

Ore 19 -  TREDICI DISPERSI, PROSEGUONO LE RICERCHE. Le ricerche sul ghiacciaio continuano, anche se i soccorritori lavorano in una situazione di precarietà perché c’è il rischio di nuovi crolli. Si è alzato in volo l’elicottero della Guardia di Finanza attrezzato con il sistema "Imsi Catcher", per intercettare i segnali dei cellulari accesi. Sono in corso anche le indagini tecniche dei glaciologi della Provincia autonoma di Trento, mentre è confermata la chiusura dell’area con ordinanza del sindaco di Canazei, Giovanni Bernard.

Il rischio di ulteriori distacchi non permette di intervenire da terra, per cui anche nei prossimi giorni, fa sapere il Soccorso alpino trentino, le operazioni proseguiranno con le stesse modalità attuate oggi. Saranno quindi anche i droni a sorvolare la zona del disastro per cercare di individuare qualsiasi reperto, che sarà fotografato e recuperato velocemente dai soccorritori. Il pendio della Marmolada è monitorato giorno e notte ma sono possibili solo recuperi in superficie, perché è impossibile scavare: la massa di neve si è talmente consolidata «che non si può incidere nemmeno con un piccone», come ha spiegato il Corpo nazionale del soccorso alpino.

 

Ore 17.45 -  SCENDONO A 13 I DISPERSI, INCOLUME UN AUSTRIACO. Scende a 13 il numero delle persone oggetto delle ricerche dopo la frana che si è staccata ieri dal ghiacciaio della Marmolada. Un escursionista austriaco che figurava nella lista dei dispersi è stato contatto dalle autorità consolari austriache e ha dato notizie poco fa. Lo fa sapere la Provincia di Trento.

 

Ore 16.30 - DRAGHI: «IL GOVERNO LAVORI PERCHÉ NON ACCADA PIÙ». «Questo è un dramma che certamente ha dell'imprevedibilità ma certamente dipende dal deterioramento dell'ambiente e della situazione climatica». Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in una dichiarazione rilasciata a Canazei (Trento), dove è stata allestita la centrale operativa che sta coordinando le operazioni di soccorso e ricerca a seguito del crollo sulla Marmolada. «Oggi - ha sottolineato Draghi - l'Italia piange queste vittime» ma «il Governo deve riflettere e prendere dei provvedimenti perché quanto è accaduto abbia una probabilità bassissima di succedere o possa addirittura essere evitato».

 

Ore 16 - DRAGHI E ZAIA INCONTRANO I FAMILIARI DELLE VITTIME. Il premier Mario Draghi e il governatore del Veneto Luca Zaia hanno incontrando alcuni parenti delle vittime del disastro della Marmolada, a Canazei. 

«Le ricerche continuano dopo il temporale. lo dobbiamo ai familiari e a chi è ancora lassù». Lo ha detto Zaia intervenendo a Canazei al punto stampa. «Il Veneto sta pagando una situazione pesante con tre vittime, tutte vicentine, sette dispersi, tre ricoverati, due sono stranieri tedeschi. Una situazione pesante che mai avrei pensato di dover affrontare». Zaia ha precisato che dei tre ricoverati in veneto, due sono tedeschi, uno all’ospedale di Belluno e l’altro in rianimazione a Feltre. C’è poi un 40enne non identificato in terapia intensiva a Treviso.

Marmolada, Zaia: «Il Veneto paga un prezzo pesante» (GIACOMUZZO)

 

Ore 14 - QUATTRO RITROVATI, I DISPERSI SCENDONO A 15. L’angoscia che si respira a Canazei, dove è stato creato il quartier generale delle ricerche di morti e dispersi sulla Marmolada, si è attenuata, con una buona notizia giunta da poco: quattro persone ritenute disperse nel crollo del seracco sono state rintracciate e sono in salvo. La conta dei dispersi scende così da 19 a 15 persone.

 

Ore 13 - QUATTRO VICENTINI TRA LE VITTIME. Si aggrava di ora in ora il bilancio della tragedia della Marmolada. Un altro corpo senza vita è stato recuperato dai soccorritori; i morti salgono così a sette. Sono invece diciannove i dispersi, otto i feriti, di cui due in gravi condizioni. Dei 19 dispersi, 11 sono italiani, di cui 3 trentini e 8 veneti. Otto sono stranieri.

Quella Vicentina è la provincia più colpita dal dramma. Tra le vittime accertate ci sono: Filippo Bari, 27enne di Malo; Paolo Dani, 52 anni, esperta guida alpina, di Valdagno; Tommaso Carollo, di Thiene; Davide Miotti, 51 anni, guida alpina, titolare del negozio "Su e giù sport" di alpinismo in via Nazionale a Tezze sul Brenta, mentre risulta dispersa la moglie Erica Campagnaro. All'appello mancano altri due vicentini (dispersi), mentre due sono tra i feriti (un 27enne di Barbarano Mossano e una scledense). Ma il bilancio pare destinato ad aggravarsi.

Marmolada, i parenti delle vittime al palazzetto del ghiaccio di Canazei (GIACOMUZZO)

 

Ore 12 - AVVISTATI RESTI SULLA COLATA DI GHIACCIO, RICERCHE COMPLICATE DALLA PIOGGIA. Squadre di soccorritori sono state inviate in mattinata nella zona del disastro della Marmolada, per l’avvistamento di alcuni resti sulla colata di ghiaccio e neve. Le ricerche, ha precisato, l’assessore veneto alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, sono state riavviate dopo che l’ispezione con droni sulla zona ha portato ad individuare «alcuni elementi». Tuttavia, le operazioni sono rese difficoltose dalla pioggia che ha iniziato a cadere anche in quota, complicando le ricerche dell'elicottero che sta volando per cercare di avvistare i corpi o eventuali superstiti.  

Marmolada, l'assessore Bottacin (GIACOMUZZO)

Al momento sono 6 le vittime confermate: tre italiani, tra cui un vicentino, un cecoslovacco, un uomo ed una donna non ancora identificati. Il bilancio è verosimilmente destinato ad aggravarsi.  Da quanto si apprende dagli inquirenti sono fino ad ora 19 le persone che sono state in qualche modo "reclamate" come assenti in seguito al disastro in Marmolada. I morti potrebbero essere dunque più del doppio dei sei accertati. Sono in corso verifiche sulle targhe di vetture italiane e straniere ancora nei parcheggi attorno a passo Fedaia.

Nel frattempo a Canazei sono arrivati i parenti di vittime e dispersi. I corpi ritrovati sono tutti al Palaghiaccio, dove è stata allestita la camera ardente e dove in mattinata è iniziato il doloroso rito dei riconoscimenti. «Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione», ha spiegato ai cronisti il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

Un elicottero sopra la zona della tragedia sulla Marmolada (Ansa)
Un elicottero sopra la zona della tragedia sulla Marmolada (Ansa)

 

Ore 10 -  UN VICENTINO TRA LE SEI VITTIME. Ci sono tre vittime italiane identificate in seguito al crollo di un seracco sulla Marmolada in Trentino. Una di esse è originaria della provincia di Vicenza - da qui proveniva una comitiva di 4 persone, le altre 3 mancanti all'appello - l'altra della provincia di Treviso; sono entrambi guide alpine. Anche una terza persona identificata sarebbe veneta. Tra i dispersi inoltre, che al momento sarebbero una ventina, ci sarebbe anche un uomo sui 50 anni di Alba di Canazei. Intanto sui social è comparso in queste ore un selfie che riprende sulla vetta, prima del distacco del seracco, uno dei vicentini dispersi, Filippo Bari, di 27 anni.

I soccorritori sono al lavoro ma temono di non riuscire più a trovare persone ancora in vita: «Difficile riconoscerle, i corpi sono straziati».

 

Ore 9 - IL PUNTO DELLA SITUAZIONE ALLE 12. Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia sarà presente questa mattina alle 12 alla caserma dei vigili del fuoco di Canazei, dove è stata allestita la centrale operativa di coordinamento delle operazioni di soccorso e ricerca in seguito al crollo di ieri sulla Marmolada. All’appuntamento saranno presenti il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che insieme alle autorità locali e ai soccorritori faranno il punto della situazione.

Marmolada, il punto del soccorso alpino di Canazei

 

Ore 8 - RIPRESE LE RICERCHE DOPO LA NOTTE. I vigili del fuoco hanno presidiato tutta la notte con i droni, dotati di termocamere, la zona del crollo in Marmolada e tra poco si alzeranno in volo anche i droni del Soccorso alpino del Trentino. Al momento non vi sono notizie sull'esito dei sopralluoghi. Nel frattempo a Canazei sono arrivati due gruppi di parenti di vittime e dispersi, che sono saliti di numero: sono infatti quattro in più dei 16 comunicati ieri. Le vittime sono tutte al Palaghiaccio di Canazei, dove è stata allestita la camera ardente e dove i parenti, in mattinata, inizieranno il doloroso rito dei riconoscimenti dei corpi. Al momento sono 6 le vittime confermate: tre italiani, un cecoslovacco, più un uomo ed una donna non ancora identificati, ma il bilancio è verosimilmente destinato ad aggravarsi. Le condizioni meteorologiche saranno determinanti per valutare l'intervento diretto dei soccorritori: il freddo e le basse temperature sono fondamentali per garantire un minimo di sicurezza alle operazioni, visto che sulla montagna è rimasto un'enorme quantità di ghiaccio pericolante.

 

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