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Renzi ritira le ministre, si apre la crisi di governo. Conte: «Da Italia Viva grave danno al Paese»

AGGIORNAMENTO ORE 22.30 - CONTE ACCETTA LE DIMISSIONI E INFORMA IL COLLE. Le dimissioni delle ministre di Iv «mi sono state comunicate attraverso una comunicazione via mail e che accetto. Naturalmente questa sera ho informato della situazione il Presidente Mattarella». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte aprendo il Cdm.

«Cari ministri, purtroppo questa sera Italia Viva si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo. Sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando». Così, secondo quanto si apprende, il premier nel corso del Consiglio dei Ministri. «Se un partito fa dimettere le sue ministre, questo non può essere considerato un fatto estemporaneo, non si può sminuire la gravità di questa decisione. Ho provato fino all’ultimo minuto utile a evitare questo scenario, e voi siete testimoni degli sforzi fatti in ogni sede, ad ogni livello di confronto», ha aggiunto.

 

ORE 18.15 - RENZI ANNUNCIA LE DIMISSIONI DELLE MINISTRE DI IV. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha annunciato in conferenza stampa le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti.

 

La conferenza stampa di Renzi

 

CRISI APERTA DA MESI, NON DA NOI. «La crisi politica è aperta da mesi, non l'ha aperta Italia Viva». «Annunciamo le dimissioni di Teresa Bellanova, di Elena Bonetti e di Ivan Scalfarotto, come da lettera che abbiamo inviato al presidente del Consiglio. Credo siano momenti molto difficili», «ci vogliono coraggio, libertà interiore, senso di responsabilità».

DIMISSIONI SCELTA DI CORAGGIO. «Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su Instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche», ha detto Renzi. «Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su Instagram».

PRONTI A DARE UNA MANO, NON SIAMO IRRESPONSABILI. «Voteremo sì allo scostamento di bilancio, saremo dalla parte del governo, quale sarà, per il decreto ristori, ma non siamo pronti ad essere come gli altri, quelli che fingono che andrà tutto bene. Siamo pronti a dare una mano, non stiamo facendo niente di irresponsabile, se c’è una crisi politica la si affronta nelle
sedi istituzionali, non con i post su Facebook».

CONTE? NESSUNA PREGIUDIZIALE SUI NOMI. «Tocca al presidente del Consiglio decidere quale saranno gli sbocchi della crisi. Noi siamo pronti a discutere di tutto. A un Governo in questo perimetro di maggioranza, a un Governo istituzionale ma anche ad andare all'opposizione», ha detto Renzi. Quanto a Conte, «noi non abbiamo nessuna pregiudiziale né sui nomi né sulle formule».

NESSUN RIBALTONE, MAI CON SALVINI. «Non c’è ipotesi di un nostro governo che ribalti e si butti con un accordo sulla destra. Non abbiamo mai fatto un governo con Salvini e non è questo il momento per iniziare»

NO ELEZIONI ANTICIPATE. «Non si vota, si vota nel 2023» ha detto Renzi tornando a negare l’ipotesi di elezioni anticipate.

 

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ORE 16.30 - Il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale per un incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È necessario uscire velocemente dalla situazione di incertezza in cui si trovano governo e maggioranza, di fronte all'allarmante situazione causata dalla pandemia, l'indicazione del Colle al premier sull'orlo di una crisi di governo. Secondo quanto si è appreso, Conte è salito al Colle per riferire le decisioni del Consiglio dei ministri di ieri sul Recovery plan e per aggiornare il Capo dello Stato sullo stato dei rapporti all'interno della coalizione che sostiene il governo.

«Ho chiesto io il colloquio a Mattarella», ha detto Conte all’uscita dal Quirinale. «Crisi di governo? Spero di no. Una crisi non sarebbe compresa dal Paese. Il governo può andare avanti solo col sostegno di tutte le forze di maggioranza» ha detto il premier replicando ai cronisti. «Il governo non può prendere un voto qua e uno là, serve una maggioranza solida; spero non si arrivi alle dimissioni delle ministre, lavoro su un patto di legislatura».

 

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Si sarebbe intanto aperto uno spiraglio nel braccio di ferro tra il premier e il leader di Italia Viva Matteo Renzi. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti di governo, la soluzione alla crisi, ormai data per scontata, sembrerebbe a un tratto più vicina, grazie al lavoro dei pontieri che si stanno spendendo per uscire dal pantano. In prima linea per evitare lo showdown, raccontano, ci sarebbero anche il segretario dem Nicola Zingaretti e il ministro agli Affari esteri Luigi Di Maio. Iv, viene spiegato, aspetta un segnale, un atto da parte del premier prima delle 17.30, quando Renzi terrà la sua conferenza stampa. Per ora Palazzo Chigi starebbe lasciando lavorare le forze di maggioranza, un incontro con i leader - che molti vorrebbero - non è ancora in agenda. Ma chi è impegnato in prima linea nella soluzione assicura che sono stati fatti grossi passi in avanti per scongiurare la crisi.

 

«Si sono scordati di avvisarci», avvertono però fonti molto autorevoli di Italia Viva a proposito di quanto fatto trapelare. «Lo ha detto Casalino», è la valutazione telegrafica che trapela da Iv.

 

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