Basket

La star del basket Usa, Griner in tribunale a Mosca: rischia 10 anni di carcere

La star della basket americano Wnba, due volte medaglia d’oro olimpica, Brittney Griner, è comparsa in un tribunale di Khimki, vicino Mosca, per offrire una nuova testimonianza. Griner, star delle Phoenix Mercury, 31 anni, in forza alla squadra russa di Ekaterinburg, volto noto anche ai tifosi del Famila Schio, era stata arrestata a febbraio in un aeroporto di Mosca con meno di un grammo di olio di cannabis nel suo bagaglio. Rischia fino a 10 anni di carcere.

Interrogatorio «Non avevo intenzione di infrangere la legge russa e non avevo pianificato di portare sostanze vietate in Russia. Ho fatto i bagagli di fretta», ha dichiarato Griner che è stata fermata all’aeroporto di Sheremetyevo dopo che nella sua valigia sono state trovate delle sigarette elettroniche che contenevano olio di cannabis, legale negli Stati Uniti ma non in Russia. 
L’atleta, che indossava una maglietta della sua squadra - Phoenix Mercury - e pantaloni da basket neri, ha raccontato di essere stata portata in una stanza dalla polizia russa e di essere stata costretta a firmare dei documenti senza un avvocato presente e senza che le fossero stati letti prima i suoi diritti. I documenti erano in russo, ha detto l’atleta che ha provato ad usare Google translate senza tuttavia riuscire a capire esattamente cosa stesse firmando. 
Già a inizio luglio Griner, che rischia dieci anni di carcere, si era dichiarata colpevole di traffico di droga precisando però di non conoscere le regole in vigore in Russia. «Non avevo intenzione di infrangere la legge russa», ha ribadito nella nuova udienza aggiungendo: «Non farei nulla che possa danneggiare la mia squadra».
All’udienza, la quinta, non è previsto alcun verdetto, atteso invece dopo la fine del processo, prevedibilmente all’inizio del mese prossimo. 

Le dichiarazioni «Non avevo pensato o pianificato di portare sostanze vietate in Russia», ha dichiarato Griner, che è arrivata in manette al tribunale. La giocatrice ha ricostruito la giornata del suo arresto, il 17 febbraio scorso, spiegando che quando è stata fermata all’aeroporto di Sheremetyevo le è stato chiesto di firmare diversi documenti senza nessuna spiegazione e senza un avvocato presente.

Possibile scambio Intanto gli Stati Uniti hanno presentato alla Russia una «proposta concreta» per il rilascio dei cittadini americani detenuti a Mosca, tra i quali la campionessa di basket femminile Brittney Griner che nelle ultime ore è tornata in tribunale per testimoniare nel processo a suo carico.
A rivelarlo, in una conferenza stampa al dipartimento di Stato, è stato Antony Blinken che non ha voluto fornire ulteriori dettagli «per motivi di sicurezza». Si tratta probabilmente di uno scambio di prigionieri come quello avvenuto per l’ex marine Trevor Reed, rilasciato dalla Russia dopo due anni in cambio del trafficante di droga Konstantin Yaroshenko. È una proposta «sostanziale», si è limitato a sottolineare il segretario di Stato spiegando che ne parlerà con il ministro degli Esteri Serghiei Lavrvo nella telefonata che avranno nei prossimi giorni, la prima dall’inizio della guerra in Ucraina.
L’amministrazione Biden e il dipartimento di Stato sono stati accusati in questi mesi di non essere abbastanza impegnati per il rilascio dei cittadini americani detenuti illegalmente da Mosca. Oltre a Griner, c’è Paul Whelan, un altro ex marine arrestato in Russia nel 2018 con l’accusa di spionaggio.

Leggi anche
Mosca: «Nessun motivo politico». Va a processo la stella del basket Usa Brittney Griner