Thiene

«Un "lord" gentile e generoso che viveva per la montagna»

Il thienese Giordano Pertile era un appassionato di montagna, esperto e prudente, raccontano gli amici
Il thienese Giordano Pertile era un appassionato di montagna, esperto e prudente, raccontano gli amici
Il thienese Giordano Pertile era un appassionato di montagna, esperto e prudente, raccontano gli amici
Il thienese Giordano Pertile era un appassionato di montagna, esperto e prudente, raccontano gli amici

Aveva una grande voglia di vivere e una passione immensa per la montagna. Una passione che purtroppo ieri lo ha tradito. La scomparsa di Giordano Pertile, 48 anni, precipitato per oltre 40 metri sulla Gusela di Giau mentre in cordata con la propria compagna stava scalando la via Dallago, è stato un fulmine a ciel sereno per tutte le persone che lo conoscevano, in particolare per gli amici di sempre che lo ricordano come un vero signore, «un lord».
Thienese doc, viveva in via Kennedy al civico 37 e gestiva le proprietà immobiliari della famiglia. Fidanzato con Elisa Collareda, era l’unico figlio di Guido Pertile e Carla Maria Carollo, conosciuti per essere stati i proprietari dell’Hobby Legno a Sarcedo. Dopo la famiglia, uno dei primi amici a ricevere la sconvolgente notizia della sua scomparsa è stato il compagno di avventure di sempre Paolo Cattelan. «Sono ancora sotto choc e non mi rendo conto di quello che è accaduto - sospira -. Giordano era come un fratello per me. Ho perso un grande amico con il quale ho sempre condiviso tutto, tranne la passione per la montagna che in lui era cresciuta sempre di più con il trascorrere del tempo. Della montagna amava qualsiasi sport, in particolare lo sci e le ferrate. Era una persona speciale, buona d’animo, generosa, tranquilla, educata e soprattutto aveva una grandissima voglia di vivere. La sua è una davvero grande perdita».
Aveva frequentato assieme a lui le scuole elementari Livio Gemmo, amico di sempre che si è detto incredulo per l’accaduto. «Mi pare impossibile che Giordano non ci sia più - afferma Gemmo -. Ci siamo sempre frequentati, anche se negli ultimi anni ci eravamo un po’ persi di vista. Ma l’affetto e la stima per lui non erano mai cambiati. Giordano era una persona splendida, molto educato e gentile, lo definirei un vero lord. È sempre stato un grande sportivo, super appassionato di montagna tanto che aveva preso una casa ad Alleghe per poter essere più vicino ai luoghi che frequentava abitualmente per le sue ferrate. Negli anni si era costruito una grande esperienza ed era sempre molto prudente, per questo sono ancora più destabilizzato nel sapere che è morto in questo tragico modo, scivolando durante una scalata».
Anche l’amico Enrico Chiomento è rimasto sconvolto quando ha saputo dell’incidente che ha subito Giordano, uomo che vuole ricordare soprattutto per il suo bel carattere: «Era un ragazzo d’oro, sempre sorridente, posato tanto che non l’ho mai visto arrabbiato neppure una volta - dice -. Per me era un vero lord, una gran brava persona che mi mancherà tantissimo. E poi era sempre allegro e di grande compagnia. Stimato da tutti, curava molto il suo corpo e la sua mente per poter affrontare la montagna nel miglior modo possibile. Ed è sconvolgente che proprio lo sport che più amava gli sia stato fatale».
È stato tanto il tempo che hanno condiviso negli ultimi otto anni, l’ultima scalata insieme solo due settimane fa: «Proprio in quell’occasione - racconta Pietro, amico di arrampicate - abbiamo fatto i conti delle nostre uscite, e sono tante. Con Giordano mi trovavo bene perché era una delle poche persone che sopportavano il mio carattere particolare. Forse anche per questo ci eravamo ripromessi di continuare a scalare anche da vecchi, magari facendo vie più facili, ma con la stessa voglia di divertirci. Purtroppo non sarà così». Molto più di un compagno di sport, Giordano era per lui un punto di riferimento: «Aveva molta esperienza, non faceva niente di avventato. Purtroppo questa è la montagna. Mi auguro solo che non abbia sofferto».

Silvia Dal Maso