Un tragico destino

Giulia Rigon aveva rifiutato un alloggio sociale. Voleva avere vicino Henrique

Le indagini dei Ris sul camper dove ha trovato la morte Giulia Rigon per mano del suo fidanzato (Foto Ceccon)
Le indagini dei Ris sul camper dove ha trovato la morte Giulia Rigon per mano del suo fidanzato (Foto Ceccon)
Le indagini dei Ris sul camper dove ha trovato la morte Giulia Rigon per mano del suo fidanzato (Foto Ceccon)
Le indagini dei Ris sul camper dove ha trovato la morte Giulia Rigon per mano del suo fidanzato (Foto Ceccon)

Un rapporto affettivo malato, come purtroppo ha dimostrato la tragedia, alimentato da una ragazza, Giulia Rigon, che si era legata a quel ragazzo sbagliato e che nonostante questo aveva più volte rifiutato qualsiasi aiuto da parte dei suoi genitori che lo avevano capito e che cercavano di dissuaderla in tutte le maniere. Ma non c'è stato verso, purtroppo. Lei voleva a tutti i costi vivere accanto ad Henrique Cappellari, che alla fine l'ha uccisa. I due da circa un mese avevano ripreso a convivere in un camper parcheggiato in via Capitelvecchio. Quel camper dove Giulia è stata massacrata di botte come hanno accertato le indagini dei carabinieri del Ris e l'esito dell'autopsia.

E pensare che a Giulia Rigon, che era seguita da un'amministratrice di sostegno incaricata dal tribunale, stato offerto un alloggio dopo il periodo di prova e l'assunzione all'Iper Battocchio di Romano d'Ezzelino. Per lei era stato un salto professionale, grazie alla fiducia dei Battocchio e alla sicurezza del lavoro, che aveva fatto ben sperare la sua famiglia e gli assistenti sociali che la aiutavano, convinti che avrebbe ripreso in mano le redini della sua vita. Alla prospettiva di una casa, Giulia aveva subito accettato di avviare la procedura, fino a quando le è stato detto che però Henrique non avrebbe potuto condividerla con lei. A quel punto Giulia ha esplicitamente detto che senza Henrique avrebbe rifiutato l'appartamento, preferendo il camper.

 

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Persino davanti al giudice tutelare, a cui è stato affidato il caso, e che sosteneva la volontà della famiglia di cercare di allontanarla da Cappellari valutato come pericoloso, Giulia è stata inflessibile: o il suo fidanzato la accompagnava nella nuova sistemazione oppure avrebbe rifiutato. E così è stato: la donna era in possesso dei suoi diritti e non si poteva imporle nulla. Certo, il rapporto tra i due ragazzi era molto conflittuale, malato appunto, tanto che - come si rileva dal comunicato firmato dal procuratore Lino Giorgio Bruno -, la donna aveva trascorso un periodo in una comunità protetta a causa di disturbi psichiatrici. Per questo i genitori e gli assistenti sociali volevano aiutarla, mentre lei, purtroppo, è andata incontro al suo inconsapevole e tragico destino.

Francesca Cavedagna