Barbarano Mossano

Marmolada, Riccardo è tornato a casa. «Con il dolore per l'amico perduto»

Una bella immagine di Riccardo Franchin, grande appassionato di montagna
Una bella immagine di Riccardo Franchin, grande appassionato di montagna
Una bella immagine di Riccardo Franchin, grande appassionato di montagna
Una bella immagine di Riccardo Franchin, grande appassionato di montagna

Ha riabbracciato i genitori e lo ha fatto finalmente a casa sua, a Ponte di Barbarano Mossano. Riccardo Franchin, uno dei miracolati della Marmolada, ha lasciato l'ospedale Santa Chiara di Trento ed è tornato nella sua abitazione. Sta meglio, ma non bene, le lesioni riportate in quel maledetto incidente si fanno ancora sentire. E si fanno sentire ancora le ripercussioni psicologiche. Riccardo ha una ferita profonda in cuore, se possibile più forte di quella fisica per aver perso l'amico Nicolò Zavatta con il quale aveva condiviso l'avventura sulla Marmolada.

A distanza di nove giorni dal dramma, dunque, Franchin, 27 anni, ha potuto fare ritorno nella sua casa di via Pascoli. «Riccardo è in buone condizioni, ma deve osservare un riposo assoluto con una convalescenza che si annuncia lunga per evitare una possibile ricaduta del trauma subito al fegato» spiega il papà Mario che per nove giorni si è alternato con la moglie Paola nei viaggi quotidiani fino a Trento per assistere il figlio. «Un rientro a casa che rappresenta per tutti noi un grande sollievo anche se il pensiero va ora alle sofferenze dei familiari delle varie vittime di questo disastro ad iniziare da quelli di Nicolò che era partito il giorno prima con tanto entusiasmo con Riccardo per affrontare questa escursione». Mario e la moglie hanno partecipato lunedì sera alla veglia di preghiera per Nicolò che ha richiamato nella Chiesa di Barbarano e sul sagrato quasi un migliaio di persone. «Una grande testimonianza di solidarietà e vicinanza della comunità al grande dolore che sta provando la famiglia di Nicolò con la quale siamo in costante contatto» conclude Mario.

Sollevato anche il sindaco Cristiano Pretto appena appesa la bella notizia e che aveva avuto modo di sentire due volte al telefono il giovane alpinista durante la sua degenza. «Tutto il paese attendeva questo bel momento, ora l'augurio è che Riccardo possa velocemente ristabilirsi attorniato dal calore dei familiari e dall'affetto degli amici». Il pensiero del primo cittadino va ora all'ultimo saluto che sarà dato a Nicolò dopo l'atteso nullaosta previsto per fine settimana. «Si attende una nuova grande partecipazione dopo quella avuta dalla commovente veglia di preghiera di lunedì scorso per Nicolò nella Chiesa di Barbarano per cui siamo propensi a chiudere tutta l'area della piazza». Certo è che il piccolo centro di Barbarano Mossano ha pagato un pezzo altissimo in questa tragedia, con un ragazzo di soli 22 anni morto e un altro rimasto ferito.

Riccardo ricorda ancora i momenti tremendi del distacco di ghiaccio, della frana gelida mista a sassi staccatasi dalla Regina delle Dolomiti. «Quando mi sono reso conto di quello che stava accadendo ho iniziato a correre, a correre, ma ad un certo punto sono stato investito dalla valanga. Nemmeno il tempo di provare dolore e ho perso i sensi. Poi mi sono svegliato, ma ero confuso, dolorante, ma vivo. Mi sono guardato intorno e non c'era nessuno». Poi sono arrivati i primi soccorritori e l'elicottero che ha portato il ragazzo all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove era stata ricoverata anche un'altra vicentina, la scledense Alessandra De Camilli. Due destini segnati dalla perdita di persone care, quelli di Riccardo e Alessandra. Lui non rivedrà più l'amico Nicolò, mentre lei non potrà più riabbracciare il suo compagno Tommaso Carollo, un'altra delle vittime vicentine della tragedia. Anche Alessandra piano piano si sta riprendendo, ma per lei sarà ancora più lunga l'uscita dal tunnel per via delle tante fratture riportate. Prossimamente verrà trasferita da Trento all'ospedale di Santorso.

Felice Busato