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Covid, le richieste delle Regioni al governo: via i colori e isolamento solo per studenti positivi sintomatici. Zaia: «Cambiare approccio»

I presidenti Luca Zaia (Veneto) e Attilio Fontana (Lombardia) al termine della riunione dei governatori sull'emergenza Covid (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
I presidenti Luca Zaia (Veneto) e Attilio Fontana (Lombardia) al termine della riunione dei governatori sull'emergenza Covid (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
I presidenti Luca Zaia (Veneto) e Attilio Fontana (Lombardia) al termine della riunione dei governatori sull'emergenza Covid (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
I presidenti Luca Zaia (Veneto) e Attilio Fontana (Lombardia) al termine della riunione dei governatori sull'emergenza Covid (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Regioni compatte nel chiedere al governo un cambio di rotta sulla gestione dell'emergenza Covid. I presidenti chiedono, di fatto, di cominciare a concentrarsi solo sui positivi sintomatici ed evitare l'isolamento a chi non lo è. Lo scopo è quello di semplificare il tracciamento dei positivi che a causa dei numeri elevatissimi è ormai diventata una operazione impossibile per ciascuna regione.

«Oggi le Regioni hanno preso una posizione forte rispetto alla situazione del Covid. Bisogna cambiare approccio di fronte a un cambio totale di scenario. È in corso di predisposizione un documento da inviare al Ministro Speranza». Lo ha detto il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al termine di un incontro tra i Presidenti delle Regioni italiane, conclusosi poco fa a Roma e incentrato sui temi della pandemia. «Bisogna applicare le direttive dell’Ecdc europeo, e quindi pensare di concentrarci solo sui soggetti sintomatici rispetto alle regole da seguire e di togliere la suddivisone della Regioni in colori, naturalmente mantenendo il monitoraggio sull’andamento dei posti letto in area medica e in terapia intensiva».

«Rispetto alle scuole», ha aggiunto il Presidente del Veneto, «bisogna fare in modo che vadano in isolamento solo i ragazzi positivi sintomatici e che gli altri restino a scuola. Il principio generale – ha concluso Zaia – è quello della semplificazione dell’approccio prendendo atto della mutata realtà, che ci dice, ad esempio, che il contact tracing è saltato, perché con 20.000 positivi al giorno in una Regione ci sono 200.000 persone da contattare. È evidente che il modello attuale non funziona, come si è visto con il caos tamponi che non ha assolutamente risolto il problema».