L'analisi della Camera di commercio

Morti nell'anno del Covid: Vicenza è seconda in regione

Tragico conteggio: nel 2020 le morti a Vicenza sono cresciute del 19%
Tragico conteggio: nel 2020 le morti a Vicenza sono cresciute del 19%

Diciannove per cento di morti in più in un anno. E, se si restringe il dato da marzo a dicembre, l'aumento sale al 25 per cento. La Camera di commercio, sulla base dei dati Istat e Iss, zooma sul Vicentino e colloca la provincia in un contesto più ampio: è la seconda in regione, dopo Verona, per morti nell'anno del Covid.

«Nel 2020 in provincia di Vicenza si è registrato un aumento dei decessi totali del 19 per cento rispetto al valore medio del quinquennio precedente, contro il 15,6 per cento nazionale e il 16,7 per cento regionale - sintetizza il decimo flash di Economia vicentina -. Proprio in quest'ultimo ambito, la provincia berica è superata solo da Verona (+24,2 per cento), mentre nelle altre province vi sono stati incrementi inferiori». Si evidenzia inoltre che «la dinamica mensile certifica la connessione con l'andamento della pandemia: tra gennaio e febbraio si è registrato un calo dei decessi del 6,2 per cento), ma poi si innesca una verticalizzazione: +18,3 per cento a marzo e +29,1 per cento a aprile. Poi, una decelerazione: +13 per cento a maggio, +2,1 per cento a giugno e +2,6 per cento a luglio. Ad agosto si è verificato nuovamente un picco (+19 per cento), ma a settembre la mortalità nella comparazione è risultata inferiore (-1,8 per cento). In autunno è esplosa la seconda ondata con un eccesso di mortalità testimoniato dall'aumento di decessi del +16,3 per cento a ottobre, +58,4 per cento a novembre e +82,3 per cento a dicembre. Contando i decessi mese per mese, a marzo sono stati 76, 174 ad aprile, 76 a maggio, 27 a giugno, 14 a luglio, 18 a agosto, 15 a settembre, 66 ad ottobre, 377 a novembre e ben 519 a dicembre per un totale nell'arco dell'anno di 1.362».

L'obiettivo si restringe poi fino ai vari comuni del Vicentino: «Da marzo a dicembre quattro registrano un eccesso di mortalità a tre cifre - prosegue l'analisi fatta dalla Camera di commercio -: Lastebasse +150 per cento, Pedemonte +146,2 per cento, Pianezze +111,5 per cento e Gambugliano +100 per cento. Sopra il 90 per cento i decessi a Solagna e Carrè e tra l'80 e il 90 per cento l'eccesso di mortalità ad Arcugnano, Castegnero, Asiago, Zovencedo, Costabissara; Asigliano registra un +73,9 per cento, Velo d'Astico e Pove del Grappa rispettivamente +72,7 per cento e +61,1 per cento. Superiore ai 50 punti percentuali il differenziale di mortalità a Val Liona, Altavilla, Nanto, Zugliano, Sovizzo, Montecchio Precalcino. Tra i comuni più popolosi, a Vicenza l'eccesso di mortalità è stato contenuto (+7,5 per cento), ma ad Arzignano, Bassano e Valdagno si sono registrati valori ben maggiori: +43,7 per cento, +38,4 per cento e +31,8 per cento rispettivamente; a Schio il differenziale è stato del +29,2 per cento, a Thiene del +28,3 per cento e a Montecchio del +23,5 per cento».

Sempre considerando i dieci mesi pandemici dell'anno scorso «l'aumento della mortalità nel periodo marzo-dicembre 2020 rispetto allo stesso periodo del quinquennio precedente è stato del 25,1 per cento ma l'aumento negli uomini è stato superiore a quello delle donne: +27,4 per cento contro +23,1 per cento.

Per quanto riguarda l'età, nella popolazione più anziana la mortalità è stata maggiore. Nella fascia d'età di 85 anni e più l'eccesso dei decessi è stata del 33,9 per cento, nella fascia d'età 75-84 anni del 25,8 per cento e in quella 65-74 anni del 15,5 per cento», conclude l'analisi della Camera di commercio.

Karl Zilliken