La disavventura

L'odissea di 50 studenti vicentini bloccati due giorni in aeroporto a Dublino

Un velivolo della flotta della Aer Lingus in un'immagine d'archivio
Un velivolo della flotta della Aer Lingus in un'immagine d'archivio
Un velivolo della flotta della Aer Lingus in un'immagine d'archivio
Un velivolo della flotta della Aer Lingus in un'immagine d'archivio

La vacanza studio in Irlanda si conclude con un’odissea. Un gruppo formato da oltre 50 studenti vicentini (tra loro anche qualche padovano) delle superiori e dai loro accompagnatori è rimasto bloccato per 48 ore all’aeroporto di Dublino senza sapere quando sarebbe potuto tornare in Italia. Tra voli prima annunciati, poi in ritardo e infine cancellati e aerei troppo piccoli per poter ospitare l’intera comitiva, allievi e docenti sono riusciti a imbarcarsi solo ieri pomeriggio su un volo diretto a Milano Malpensa, grazie all’interessamento del ministero degli Esteri e dell’ambasciata italiana nella capitale irlandese. Il gruppo ha poi raggiunto Vicenza in pullman attorno alla mezzanotte, stanco e provato dalla disavventura.

Il viaggio studio era stato organizzato dall’agenzia veneziana “Obiettivo lingua” di Spinea, che opera nel settore dal 1998 e che non è stato possibile raggiungere ieri perché al telefono non rispondeva nessuno. Della comitiva facevano parte studenti tra i 15 e i 18 anni che frequentano diversi istituti vicentini, tra i quali il Rossi e i licei Pigafetta e Lioy, ma c’erano anche alcuni ragazzi di Este. «Erano partiti per il viaggio studio il 10 giugno e dovevano rientrare venerdì scorso con un aereo della Aer Lingus. Il volo ha però cominciato ad accumulare un’ora di ritardo, poi due, poi tre, fino a quando è stato cancellato - ha raccontato la madre di una studentessa -. È paradossale perché nessuno ha spiegato il motivo». In assenza di informazioni certe, sui cellulari di studenti e genitori era circolata persino la notizia che l’aeroporto di Dublino fosse stato chiuso a causa di una nube di cenere prodotta dall’eruzione di un vulcano islandese, ma si trattava di un lancio di agenzia che risaliva al 2010. 

«Hanno dovuto trascorrere la prima notte in aeroporto con la polizia irlandese che li ha addirittura fatti sgomberare da un bar. Mio figlio e molti altri hanno dormito sul pavimento - ha spiegato un altro genitore, particolarmente arrabbiato -. La compagnia aerea li ha fatti andare in albergo solamente sabato pomeriggio. I ragazzi hanno dormito fino alle 3 (di ieri, ndr) perché avevano detto loro che ci sarebbe stato un altro volo in partenza alle 7.40. Quando sono tornati in aeroporto, però, l’aereo era troppo piccolo ed è potuta salire solo una decina di studenti, quelli che hanno dai 16 anni in su. Gli altri non possono volare senza un adulto che li accompagna. La compagnia aerea avrebbe spiegato alla comitiva che non poteva mettere a disposizione un aereo più grande perché non aveva un pilota autorizzato per poterlo pilotare. È assurdo».

Il caso era stato segnalato sabato alla Farnesina e all’ambasciata italiana a Dublino, che si sono subito attivate per risolvere la situazione. Anche il consigliere regionale Joe Formaggio, contattato da alcuni genitori dei ragazzi, ha cercato di attivare tutti i canali possibili. La svolta è arrivata ieri pomeriggio, quando studenti e docenti accompagnatori sono potuti salire a bordo di un volo della Aer Lingus con destinazione Milano Malpensa. «Ho accompagnato personalmente i ragazzi e i loro insegnanti ai controlli di sicurezza - ha sottolineato al telefono Donato Scioscioli, vice capo missione e consigliere commerciale all’ambasciata italiana a Dublino -. Non conosco i motivi della cancellazione del volo di venerdì scorso, perché noi siamo entrati in campo quando questa situazione era già un dato di fatto. La situazione ha colto un po’ tutti di sorpresa. Trattandosi di un gruppo con numeri importanti, non è stato facile risolvere il problema». 

Valentino Gonzato