Vicenza

Covid, focolaio all’Ipab: due operatori e 10 ospiti positivi e in isolamento

Dieci ospiti e due operatori positivi a Parco Città, nella residenza per anziani dell’Ipab in via Mollino. Sono tutti asintomatici grazie al fatto che erano vaccinati. La situazione per il momento è tranquilla, il focolaio rimane sotto controllo senza particolari problemi. Il contagio è partito da una dipendente che lavora a contatto con questo gruppo di anziani ultraottantenni, peraltro in attesa della terza dose che, per tutti i circa 380 ospiti dell’Ipab, Salvi, Trento, Monte Crocetta, Ipark, verrà somministrata da lunedì prossimo fino al 14 ottobre in base al calendario per le vaccinazioni addizionali stilato dall’Ulss. La donna, vaccinata anche lei nelle prime sedute della campagna nella primavera scorsa, è risultata positiva a uno dei periodici test di controllo disposti dall’azienda. A questo punto l’Ulss, tramite la direzione dei servizi territoriali, ha dato indicazione di eseguire uno screening aggiuntivo di verifica allargato a tutti: 96 ospiti e una trentina di operatori. In un primo tempo sono emersi solo 3 positivi. Ma al secondo tampone, eseguito nei giorni scorsi a distanza di una settimana, se ne sono aggiunti altri 9.

Gli anziani positivi si trovano in isolamento nel reparto Covid della residenza, gli altri ospiti rimangono invece nelle loro stanze, i 2 dipendenti contagiati sono a casa in quarantena e nella casa di riposo sono state applicate le misure di protezione e prevenzione. Il personale è bardato con i dispositivi di sicurezza per tutte le operazioni in cui opera a fianco degli ospiti. E le visite dei familiari sono sospese in attesa che cessi questa nuova, improvvisa emergenza. 
Oggi, intanto, arriveranno a Parco Città gli infettivologi del San Bortolo per decidere se sottoporre i 10 anziani alla terapia con gli anticorpi monoclonali, l’infusione che si pratica ai pazienti a rischio quando l’infezione viene diagnosticata precocemente per evitare il possibile ricovero in ospedale. Una metodica d’urto utilizzata finora al San Bortolo in quasi 200 malati con esiti confortanti in quasi il 95 per cento dei casi. È la direttrice generale dell’Ipab Annalisa Bergozza a monitorare costantemente uno scenario che, come detto, attualmente non desta preoccupazione, ma che, trattandosi di persone over 80, va sempre seguito con la massima attenzione anche se, appunto, secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, il vaccino, a beneficio dei vaccinati rispetto ai non immunizzati, riduce del 77 per cento il rischio di infezione, del 93 per cento le ospedalizzazioni, del 96 per cento i ricoveri in terapia intensiva e i decessi, mentre, fra gli over 80, il tasso dei ricoveri in rianimazione dei vaccinati è ben 13 volte più basso dei non immunizzati e il dato percentuale dei morti risulta 15 volte più elevato fra no-vax e renitenti. Il vaccino, dunque, protegge anche se l’infezione - pur, come visto, con conseguenze non drammatiche - può sopraggiungere anche in chi è immunizzato, soprattutto se la seconda dose è stata fatta nei primi mesi dell’anno e la potenza anticorpale, quindi, inesorabilmente cala. E questo ancora di più nei soggetti fragili, gli immunodepressi, o maggiormente esposti, anziani over 80, ospiti delle Rsa, operatori sanitari, vale a dire le categorie per le quali l’Ulss Berica ha già avviato o programmato la terza dose addizionale o “booster”. La curva pandemica, infatti, migliora ma occorre continuare a vigilare. Anche ieri oltre 100 nuovi casi nel Vicentino. Ventidue ricoverati al San Bortolo, di cui 3 in terapia intensiva. E 16 a Santorso, di cui uno in rianimazione. 

 

Franco Pepe

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