Vicenza

A 11 anni si ferisce con la moto: il papà è indagato per lesioni

Aveva preso il motorino del suo fratellastro, si era allacciato il casco ed era partito. Ma poco dopo aveva perso il controllo, aveva urtato il cordolo di un marciapiede ed era caduto pesantemente sull’asfalto, restando ferito. Era stato soccorso e accompagnato in ospedale; aveva subito diversi traumi e anche una frattura, ed era guarito in oltre 40 giorni. La particolarità: aveva 11 anni, al momento dell’incidente. Ed ora, per quello schianto, ad essere indagato è suo padre: la sua colpa sarebbe stata quella di non controllare. L’ipotesi a suo carico, al momento, è quella di lesioni gravi.

La moto Era il giugno scorso quando il ragazzino, che ha compiuto 12 anni alla fine dell’estate, andò a far visita al padre. I suoi genitori sono separati da tempo, e il giovane vive con la mamma nell’hinterland della città, mentre il papà si è rifatto una vita con una nuova compagna, e i due figli di lei, di 14 e 17 anni. Quel giorno, in base a quanto era stato ricostruito dalla polizia stradale, che si era occupata dei rilievi (peraltro in un secondo momento), il ragazzino aveva annunciato la papà che sarebbe uscito. Era sceso in garage, aveva preso il motorino del suo fratellastro più giovane, si era allacciato il casco ed era partito per farsi un giro. Ovviamente a quell’età non è consentito, ma lo studente si sarebbe sentito di tentare la bravata. È ancora tutto da capire se fosse la prima volta, e chi gli avesse insegnato a guidare una moto; quello che è certo è che il fratello non era in casa, al momento dell’incidente; c’era solamente il padre, N.C., 45 anni, che quel giorno era a casa dal lavoro. 

L’incidente Da quanto è stato poi ricostruito, il minorenne avrebbe percorso qualche centinaio di metri, sbucando da via Cul de Ola e raggiungendo un’altra laterale di strada Anconetta. Lì, in seguito alla manovra di un’auto si sarebbe spostato troppo sulla destra, urtando il marciapiede e cadendo sull’asfalto. Il casco gli aveva evitato conseguenze più gravi. Un passante lo aveva soccorso, poi si era fermato il conducente dell’auto in manovra; uno aveva contattato N. C., l’altro il 118 perché il ragazzino piangeva dal dolore. L’ambulanza lo aveva accompagnato in ospedale, dove era emersa la frattura. Nulla di particolarmente grave, ma un’estate rovinata fra gesso e fisioterapia, lontano dagli amici e dal mare. 

La denuncia A rivolgersi per prima alle forze dell’ordine era stata la mamma del ferito, che aveva segnalato come a 11 anni non potesse certo mettersi in sella ad una moto. I successivi accertamenti hanno portato a confermare che il ciclomotore era condotto proprio dal ragazzino, e che il padre era a casa. Erano state ascoltate diverse persone che avrebbero confermato l’intera dinamica. A quel punto era stato inviato il verbale in procura, dove il pubblico ministero Mariaelena Pinna ha aperto un fascicolo ipotizzando le lesioni aggravate a carico del genitore. Quest’ultimo avrà la possibilità di farsi interrogare per chiarire la sua posizione; in un primo momento avrebbe riferito solamente che la segnalazione gli era parsa una ripicca della sua ex, con la quale i rapporti sono sempre molto tesi.

Il profilo di colpa La presunta responsabilità del genitore sarebbe quella di non avere vigilato, o di non avere impedito - nei limiti delle sue possibilità - che il figlioletto salisse sul motorino per andare a farsi un giro. Da quanto emerso finora non ne era a conoscenza, ma il motorino era comunque nella disponibilità del giovane, che avrebbe approfittato della fiducia che gli aveva accordato il padre. 

 

Diego Neri

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