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14.04.2019

Museo digitale per la storia del tessile

Il rendering di come dovrebbe essere l’ingresso del museo una volta completato.MOLINARI
Il rendering di come dovrebbe essere l’ingresso del museo una volta completato.MOLINARI

Il Mumat fa posto al Tess. E non sarà un museo tradizionale perché, quello che sulla carta è già nato, sarà un percorso multimediale alla riscoperta della storia del tessile e della Città dell’Armonia. Questo il filo conduttore dei 2.000 metri quadrati che la casa di produzione Filmwork di Trento ha proposto per dare nuova vita al vecchio museo delle macchine tessili ospitato nell’istituto tecnologico “Vittorio Emanuele Marzotto”. PROGETTO. Un’idea che nasce circa un anno fa con il protocollo d’intesa tra Provincia, Comune e scuola e che si aggancia al più ampio “Progetto chiave 2” che prevede, con il supporto del Gal Montagna Vicentina, anche la ristrutturazione dell’ex casa del preside. Con uno stanziamento di 15 mila euro l’Amministrazione ha incaricato la società trentina, esperta in allestimenti museali ed installazioni multimediali, di immaginare una nuova veste allo spazio espositivo. «Durante il sopralluogo dei progettisti abbiamo individuato i focus che volevamo emergessero nell’opera di riallestimento -ha spiegato l’assessore alla cultura Michele Vencato-. Nella nostra idea dovevano emergere la tradizione tessile della città e la vita dei suoi abitanti, la storia imprenditoriale della famiglia Marzotto e il patrimonio architettonico della Città Sociale. Lo spazio, che è stato creato da Filmwork, accoglierà il visitatore nella sala dei Fusi in cui in 4 exhibit percorrerà attraverso video-audio installazioni “la giornata di una famiglia di operai nel 1956”, “la famiglia Marzotto”, “la Città Sociale o dell’Armonia” e “la storia del tessile in Europa, in Italia e a Valdagno”. A seguire si aprirà una sala polifunzionale e modulabile, con uno schermo su cui si proietterà la storia della moda ed una passerella rimovibile per congressi e workshop. E poi spazio per un’aula didattica e l’archivio digitale». COSTI. I costi preventivati, in prima battuta, perché il “Tess” diventi realtà ammontano a circa 800 mila euro. E per far partire la prima fase ed ottenere finanziamenti per la parte tecnologica e digitale, a gennaio, il Comune ha partecipato al bando Interreg Italia-Austria per portare a casa 190.000 euro. «L’importante era avere in mano un progetto valido da presentare in modo da non perdere occasioni -ha aggiunto l’assessore all’urbanistica Michele Cocco-. Questa è una proposta impegnativa che si inserisce sia nell’idea di turismo che si vuole far crescere nell’area che di riqualificazione della Città dell’Armonia». RIGENERAZIONE URBANA. «Normalmente si usa l’espressione per luoghi abbandonati -ha proseguito Luca Dal Bosco di Filmwork-. In questo caso si tratta di uno spazio ancora attivo, ma non sfruttato come si potrebbe». A confermare che con il Tess si riscopre il proprio Dna è anche il sindaco Giancarlo Acerbi: «Il progetto rientra nello sforzo di questi anni per valorizzare gli asset culturale ed economico della città, ripercorrendo la storia e valorizzando il patrimonio architettonico in veste moderna». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica Molinari
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