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30.07.2019

L’angelo delle calamità cede il passo dopo 35 anni

Il terremoto del Friuli, battesimo del fuoco per un giovane Bicego
Il terremoto del Friuli, battesimo del fuoco per un giovane Bicego

Lascia il comando dopo 35 anni. Stefano Bicego, storico presidente del comitato di Protezione civile Valle Agno, a 65 anni di cui 43 di volontariato, passa il testimone a Matteo Dal Lago. E lo fa con il sorriso e cambiando veste, ma con la stessa passione che lo ha spinto ad iniziare l’avventura. UNA VITA AL COMANDO. «È una decisione cercata, voluta e meditata - spiega Bicego - Appena abbiamo trovato la persona più adatta è stato naturale fare un passo indietro portandomi a casa un enorme bagaglio di conoscenza, di stima per tante persone incontrate in questi anni fatti di confronti costruttivi, a volte, anche a muso duro quando è stato necessario». Il presidente uscente, per il triennio che si sta aprendo, rimarrà come consigliere con le deleghe alle relazioni esterne, alla formazione, alla segreteria e al parco mezzi. «Il mio percorso nella Protezione civile della vallata è iniziato quando il comitato era ancora solo un movimento spontaneo nato dall’emergenza del terremoto del Friuli nel 1976 - aggiunge Bicego -. Sono cresciuto con il gruppo che si è sempre più strutturato per dare risposte rapide ed efficaci alla nostra comunità, ma anche via via al territorio provinciale, regionale, nazionale ed internazionale. Ricordo le trasferte in Germania per le alluvioni del 1990, nel 1999 per il sisma a Istanbul e in Albania con la missione “Arcobaleno”». E con in tasca anche la qualifica di formatore provinciale ammette che non riuscirebbe mai a quantificare le ore dedicate al lavoro sul campo, all’aggiornamento, all’addestramento e alle prove pratiche. I RICORDI INDELEBILI. «I terremoti del Friuli e dell’Irpinia sono stati gli eventi che mi hanno segnato di più - prosegue Bicego -. In prima linea, nati da poco, ci dovevamo inventare tutto dall’organizzazione alla logistica. L’esperienza, invece, che mi è rimasta nel cuore è il sisma de L’Aquila con rapporti umani che a distanza di tempo sono sempre più solidi. Di tutto quello che ho potuto fare devo ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre fatto da sponda». LE SFIDE PER L’EREDE. Oggi le sfide future le raccoglie Matteo Dal Lago: dai cambiamenti climatici, che richiedono sempre più velocità negli interventi, alla futura Unione montana con la “Pasubio-Alto Vicentino” in cui ognuno dovrà trovare il proprio posto. «Raccolgo un’eredità importante che ho accettato per senso di responsabilità nei confronti dell’associazione e del territorio - afferma il neo presidente Dal Lago, valdagnese di 43 anni, da 8 volontario in Protezione civile -. C’è un consiglio direttivo e ci sono i volontari. Insomma non sono certo solo, ma circondato da una squadra che mi affiancherà in ogni momento. Non cerco certo le mostrine per carattere e sono convinto che ognuno debba fare la sua parte nelle situazioni di bisogno e che il gruppo è la vera forza della Protezione civile». L’ALLUVIONE 2010. Il battesimo da volontario, Dal Lago l’ha avuto con l’alluvione del 2010. Poi il terremoto ad Amatrice e Cascia fino alla tempesta Vaia: «Sono entrato in associazione quando mi sono avvicinato a Valdagno con la sede di lavoro ed è un’esperienza che consiglio a tutti. Oggi dobbiamo puntare sui giovani e accompagnarli con corsi di specializzazione ed eventi informativi come “Valle dell’Agno Emergenze 2.0” che riproporremo, in città, sabato 21 settembre. La decisione di accettare il testimone da Bicego è arrivata dopo l’autorizzazione della mia famiglia ad accettare. Passare il loro esame era per me la cosa più importante, perché proprio le famiglie sono la vera forza dei volontari». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica Molinari
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