Thiene

Senza merenda
a scuola per capire
che cos’è la fame

Per un giorno bottiglia d’acqua al posto della merenda e un contenitore per le offerte. STUDIOSTELLA-CISCATO
Per un giorno bottiglia d’acqua al posto della merenda e un contenitore per le offerte. STUDIOSTELLA-CISCATO
Per un giorno bottiglia d’acqua al posto della merenda e un contenitore per le offerte. STUDIOSTELLA-CISCATO
Per un giorno bottiglia d’acqua al posto della merenda e un contenitore per le offerte. STUDIOSTELLA-CISCATO

Un giorno senza merenda per capire la fame nel mondo. Ieri i circa 150 bambini dell’elementare “Zanella” di Lampertico a Thiene hanno provato a vestire i panni di quei loro coetanei che ogni giorno nel mondo non possono disporre di cibo a sufficienza. Gli alunni si sono portati da casa solo una bottiglietta d’acqua e 50 centesimi, da depositare all’interno di diversi salvadanai che poi verranno destinati a una scuola in Libano, per bimbi siriani scappati dalla guerra. «Questa iniziativa fa parte del progetto “Uno sguardo verso l’altro” inserita nel piano dell’offerta formativa - spiega il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo thienese Francesco Crivellaro - È stata proposta ai rappresentati dei genitori che hanno appoggiato il progetto. Quasi tutti gli alunni hanno aderito all’iniziativa, accogliendola molto positivamente. Chi ha voluto comunque mettere la merenda nello zaino del proprio figlio è stato libero di farlo. Nessuno ha posto obblighi». Prima di questa ricreazione senza snack e panini, pochi giorni fa i ragazzi hanno avuto modo di conoscere Rabeah Alhaj Yhia, consigliere comunale di Altavilla di origine siriana e cittadina italiana dal 2004 che ha parlato di cultura araba, ma anche di dittatura e guerra vista con gli occhi di un bambino.

Ieri, davanti al cancello della “Zanella” in attesa della campanella di fine lezioni, molti genitori hanno approvato l’iniziativa scolastica, mentre sono stati pochi i pareri contrari.

«Penso sia giusto che i nostri figli sappiano cos’è la fame», ha commentato Denis Spinella. «Una bella esperienza, positiva - hanno aggiunto Emanuela Dalle Rive e Andrea Faccin - Sicuramente ha fatto capire ai nostri figli ciò che vivono tanti bambini nel mondo. Noi poi avremmo donato volentieri anche più di 50 centesimi per questa causa». «Non sono contraria, anzi. I nostri ragazzi devono capire che non è tutto scontato», ha evidenziato Dana Mereuta. «Con questa iniziativa sicuramente hanno capito, e in parte conosciuto, il senso della fame, come quello che vivono molti altri bimbi nel mondo», ha sottolineato la nonna Anna Amatori. «La guerra, la fame, la cultura araba: è stato raccontato tutto con toni adeguati alla loro età», ha spiegato Marzia Miolo. «I bambini si sono sentiti fin da subito parte del progetto. Nessuno è stato obbligato e, in fin dei conti, hanno saltato solo una merenda. Forse quei pochi genitori che si sono lamentati dovrebbero recarsi in Siria a capire cos’è la fame», ha concluso Rosaria Picarelli. Adesione anche dei docenti che hanno dato il buon esempio: oltre alla donazione, hanno rinunciato per tutta la mattina al caffè.

Marco Billo

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