Sandrigo

Moria di pesci in roggia: è "duello" sulle cause

Oltre trecento pesci morti lungo la roggia Tesinella a Lupia. Una moria di trote, cavedani e barbi rilevata martedì nei circa quattro chilometri che il corso d’acqua percorre prima di confluire nella roggia Boieroni. 
A lanciare l’allarme sono stati i Pescatori associati Bacchiglione Astichello Tesina, intervenuti con la polizia provinciale e il Comune di Sandrigo. Ieri i volontari hanno recuperato circa 350 esemplari privi di vita. «Non è stata la siccità, ma probabilmente un inquinante che ha ucciso circa tre quintali e mezzo di pesci. Questi sono solo quelli di dimensioni più grandi», conferma il presidente di Pabat, Maurizio Zecchin. «Quella zona viene monitorata quasi quotidianamente: sabato abbiamo controllato proprio la roggia che corre lungo via Corbole e, nonostante i livelli bassi, non si configurava una situazione critica per la fauna ittica. Inoltre non sono presenti aziende agricole o attività industriali, perciò presumiamo che la sostanza inquinante, forse liquami, possa essersi diffusa dallo scarico del depuratore presente in via Alberetto. Un’ipotesi che dovrà essere accertata». A far luce sull’accaduto è Viacqua. Il gestore del servizio idrico integrato conferma che lunedì l’area di Sandrigo è stata interessata da intense precipitazioni, che hanno comportato un rapido cambiamento dei livelli di portata sia dei fiumi che della rete fognaria. In appena 10 minuti la rete dell’area è passata da una portata normale a una cinque volte maggiore. 
Un sovraccarico la cui prima conseguenza è stata l’attivazione dei sistemi di sfioramento che, come Viacqua ricorda, sono previsti per legge. «Le precipitazioni intense che sempre più spesso si verificano hanno conseguenze importanti sui corsi d’acqua e anche sulle nostre reti fognarie, soprattutto dove sono ancora miste. Per indirizzare queste problematiche - ha spiegato il presidente di Viacqua, Giuseppe Castaman - stiamo proseguendo con le opere di separazione delle reti, con condotte specifiche per le acque nere e linee dedicate a quelle meteoriche. Nel 2021, 6,5 milioni di euro sono stati investiti per raggiungere l’obiettivo. Anche a Sandrigo sono in corso lavori di questo tipo, nella zona a nord est del centro». I prelievi effettuati mercoledì dai tecnici di Arpav, tornati anche ieri per un ulteriore sopralluogo, non hanno evidenziato la presenza di sostanze inquinanti. «L’agenzia regionale indica che la situazione ora è nella norma. Lo stato critico in cui versano i nostri corsi d'acqua, a causa della siccità, probabilmente ha aggravato gli effetti di questo episodio: non ho mai visto il Tesina con così poca acqua», dichiara il sindaco Giuliano Stivan. 

 

Marco Billo