Schio

L’albero-cono di Natale accende solo la polemica. Ascom in difesa: «È meno costoso»

Residenti e commercianti criticano la scelta: «Non trasmette gioia ma solo austerità».
Il cono verde davanti al Duomo rappresenta l’albero natalizio (Foto R.T.)
Il cono verde davanti al Duomo rappresenta l’albero natalizio (Foto R.T.)
Il cono verde davanti al Duomo rappresenta l’albero natalizio (Foto R.T.)
Il cono verde davanti al Duomo rappresenta l’albero natalizio (Foto R.T.)

L’albero di Natale, non ancora illuminato, accende le polemiche. Tra opinioni favorevoli e contrarie, commenti ironici e sarcastici, la “Magia del Natale” scledense s’infiamma ancor prima di partire ufficialmente. L’albero dello scorso anno, 14 metri di ecosostenibilità con migliaia di luci a basso consumo, è stato rimpiazzato da un cono luminoso di poco meno di una decina di metri, con una porta per entrare per farsi i “selfie”. Un cono verde, di luci, che ricorda il cono di luce di porta Venezia, con qualche decina di metri in meno. 

«Visto il periodo - commenta Manuel Cucco, titolare del bar Duomo, di fronte all’albero incriminato - va già più che bene. Inutile sprecare corrente». «Giusto un albero piccolino, giusto risparmiare - commenta Carmelo, titolare del negozio Tim Vodafone -. Inoltre la bellezza è soggettiva e a me non dispiace. È pur sempre un simbolo del Natale». 

Le critiche di residenti e commercianti

Ma sono le poche voci fuori dal coro, perché la piazza nella mattina di ieri era molto accesa nella discussione. «È un cono di luce - commenta Carlo -. L’albero di Natale è diverso e questo dà poco spirito natalizio. Apprezzo che non sia stata abbattuta nessuna pianta, ma poteva essere più gradevole. L’albero, se vogliamo interpretarlo, rappresenta la rigidità che stiamo vivendo». «Onestamente - commenta Domenico, architetto - lo trovo squallido e povero. Non trasmette la gioia del Natale, ma austerità. Va bene solo per l’ecologia». «Quest’anno la piazza, per motivi tecnici e strutturali - commenta Lucio Velo, titolare del caffè Roma di via Carducci - sarà meno illuminata. L’albero poteva però salvare la situazione. Acceso farà la sua figura, ma di giorno è un cono verde». 

Valorizzare il presepe a grandezza naturale, fatto con i tronchi del cedro del Libano che una volta riempiva gli occhi in piazza Statuto e che di anno in anno cresce sempre di più, con le sculture intagliate a mano una all’anno dal vivo sotto il duomo, è l’idea condivisa da molti. «Se avessero messo il presepe al posto del cono, mettendoci vicino un albero, anche più piccolo, illuminato, sarebbe forse stata la soluzione migliore, nell’ottica anche del risparmio che si è intrapresa», commenta Barbara Boscato titolare del negozio d’abbigliamento Kruder. «Uno spelacchio forse era meglio - dice sorridente Carla De Munari -. Mettere il bellissimo presepe sotto l’Omo invece che lasciarlo in disparte sarebbe stato decisamente la scelta più azzeccata». 

La replica di Ascom

Guido Xoccato, presidente del mandamento scledense dei commercianti, risponde agli attacchi. «Quest’anno ci si prepara al Natale in modo puntuale, stiamo illuminando la città, faremo molte manifestazioni in piazza, ci saranno i mercatini e le casette sotto il duomo. La scelta dell’albero vedo che è molto criticata, ma è dettata dal buon senso e parte da un ragionamento di eticità in momento molto difficile per famiglie, commercianti ed aziende. Ci è sembrata la decisione corretta quella di porre un albero meno costoso dello scorso anno. Schio resterà in ogni caso una città pronta ad accogliere un Natale interessante». 

Rubina Tognazzi