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12.11.2019

Addio alla famiglia che amava il mondo

Un’immagine del palasport di Schio con le migliaia di persone che hanno assistito commosse ai funerali di Anna Pieropan, il marito Daniele Minati e la figlioletta Diletta. FOTO DONOVAN CISCATODaniele Minati, Anna Pieropan e Diletta. In alto il PalaRomare gremito per i funerali.  FOTOSERVIZIO  CISCATO
Un’immagine del palasport di Schio con le migliaia di persone che hanno assistito commosse ai funerali di Anna Pieropan, il marito Daniele Minati e la figlioletta Diletta. FOTO DONOVAN CISCATODaniele Minati, Anna Pieropan e Diletta. In alto il PalaRomare gremito per i funerali. FOTOSERVIZIO CISCATO

Anna aveva giocato nel Famila, Daniele era un chitarrista. Il palasport era il loro ambiente ideale. La scelta del PalaRomare per dare l’addio alla sfortunata famiglia che ha trovato la morte poco più di una settimana fa nel terribile incidente sull’A13 nel Bolognese è stato un modo per evocare i loro sogni, le loro speranze, i progetti per il futuro che 5 mesi fa, con la nascita della figlia Diletta, avevano trovato la più gioiosa e completa realizzazione. Come ricordato dal padre di Anna qualche giorno fa, i due ragazzi «credevano nella fratellanza universale» e «avevano sempre aperto a tutti le porte della loro casa»: parole che hanno trovato conferma nei fatti, ieri mattina: un grande abbraccio collettivo, in un palazzetto gremito nel quale tutti sono potuti entrare per dare l’addio ai due sfortunati giovani e alla loro amata figlioletta. Sono le 11 quando arrivano i tre feretri, scortati dai carabinieri di Schio e dalla polizia locale del consorzio Alto Vicentino: era prevista l'affluenza di 3 mila persone e il palazzetto è praticamente pieno. I volontari dell’Associazione carabinieri in congedo e della Croce rossa presidiano affinché la cerimonia proceda regolarmente. Davanti all’altare, sono posizionati gli oggetti cari ai tre defunti: la chitarra di Daniele spicca in verticale, in mezzo a pupazzetti, libri, un casco da moto, un modellino della Tour Eiffel, un’immagine dell’Africa. I feretri vengono accolti dalle voci del coro dei Mendicanti di sogni, di cui Anna faceva parte, accompagnate da un intero gruppo musicale; prima della cerimonia l’ensemble ha animato una veglia cantata. Tra i due feretri in legno chiaro viene posta la piccola bara bianca di Diletta. Nelle prime file, subito dietro ai parenti, ci sono i sindaci Francesco Enrico Gonzo, di Isola, paese dove viveva la famiglia, Valter Orsi di Schio, città d’origine di Anna, e Paolo Garbin di Sovizzo, paese da cui proveniva Daniele. La giunta scledense è presente al completo; sono arrivati anche altri primi cittadini, assessori e consiglieri comunali della città e del territorio, in rappresentanza della Provincia c’è il consigliere e sindaco di Salcedo Giovanni Antonio Gasparini. A celebrare le esequie è don Christian Corradin di Poleo, il sacerdote che solo due anni fa aveva unito in matrimonio Daniele ed Anna. Dietro all'altare ci sono altri quattro concelebranti, ma in tutto sono più di venti i sacerdoti che hanno voluto partecipare. «Cari Anna, Daniele e Diletta, quanta fragilità sta al confine tra noi e voi, in quel confine tra cielo e terra dove non vediamo l'ora di rincontrarvi – conclude l’omelia don Christian -. In questa fragilità, voi stateci accanto, sempre». Dopo l’offertorio, nel corso del quale vengono raccolte offerte per la ricerca sulla sclerosi multipla, il fratello di Anna, Stefano “Piter”, legge una versione del Padre nostro scritta dalla sorella. I congiunti ricordano i loro cari. «Un gran respiro e via: è una frase semplice, ma è la frase di un supereroe e in questi giorni ci è stata di aiuto», ha esordito Stefano “Piter”, mentre Matteo, l'altro fratello di Anna, ha spiegato: «Dobbiamo credere che solo restando uniti, com’erano loro, potremo affrontare la vita giorno dopo giorno». «Fratellino mio, ti sento in me, con i tuoi sogni», è stato il messaggio di Sara Minati, sorella di Daniele. «Penso che i nostri figli siano particolarmente contenti di tutto questo - spiega il papà di Anna, Luigi Pieropan -. Anna, Daniele e Diletta, siete stati per noi un dono prezioso e immenso. Il vostro sorriso e la vostra voglia di vivere ci accompagneranno sempre. Ciao ragazzi, vegliate su di noi». Al termine della cerimonia, i feretri, scortati dalla polizia locale dell'Unione dei Comuni di Caldogno, Costabissara e Isola partono per il cimitero di Torreselle, a Isola. Lungo la strada sono stati appesi fiori, nastri e palloncini bianchi a forma di cuore; i residenti si affacciano ai balconi e sulle soglie. La protezione civile e gli alpini sono in campo per dare supporto al corteo. In breve il piccolo camposanto si riempie di parenti, conoscenti, amici, arrivati sotto una fredda pioggia per dare l’estremo saluto a Daniele, Anna e Diletta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo
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