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29.09.2019

Unità pastorale unica con Alte

L’esterno della chiesa di San Paolo ad Alte Ceccato.  ARCHIVIO
Don Giuseppe Tassoni
L’esterno della chiesa di San Paolo ad Alte Ceccato. ARCHIVIO Don Giuseppe Tassoni

A ottobre l’unità pastorale di Montecchio Maggiore diventa realtà. Un cambiamento radicale annunciato mesi fa e che ha portato all’unificazione delle parrocchie di San Paolo ad Alte, di San Pietro e del Duomo di Santa Maria e San Vitale a Montecchio. I tre sacerdoti che fino ad oggi hanno seguito le altrettante chiese si sono trasferiti nelle nuove destinazioni: don Guido Lovato a Montebello, don Paolo Facchin e don Guido Bottega rispettivamente nella nuova unità pastorale di Costoza-Longare e a San Pietro in Gu. Ora sono attesi i parroci in solido don Giuseppe Tassoni e don Paolo Busato con i collaboratori pastorali don Romano Zordan e don Guerrino Benin. Don Tassoni, che ha concluso il suo mandato nell’unità pastorale di Malo-Molina, sarà salutato dalla sua comunità con una messa oggi alle 19, in duomo a Malo. Il 6 ottobre, alle 18, nella chiesa di San Paolo ad Alte, il vescovo Beniamino Pizziol darà inizio alla nuova unità pastorale di Montecchio Maggiore con la nomina dei nuovi sacerdoti. Si chiude così una pagina storica per la città castellana che d’ora in poi avrà un’unità pastorale con 20 mila parrocchiani. «Sono stati 11 anni intensi, mi sono sentito benvoluto e sostenuto - spiega don Guido Bottega - e si è creato con tutti un ottimo rapporto. Soprattutto con i giovani. Lascio una parrocchia viva per la fede e non c’è stato un calo di presenze in chiesa. La partecipazione è ancora buona anche se si nota la diminuzione delle nascite». Un fenomeno generalizzato, quello della diminuzione delle nascite, in linea con i dati nazionali. In tutti questi anni il sacerdote ha celebrato 600 funerali mentre i matrimoni si attestano sui sette all’anno e sono state tante le migliorie apportate alla chiesa di San Paolo a partire dalle porte di rame al nuovo organo per arrivare alla casa parrocchiale a Santissima Trinità. «Ogni decisione è stata presa in accordo con il consiglio pastorale - aggiunge - e si è anche creato un bel gruppo di persone molto attive per la catechesi, per il campeggio e anche per la casa parrocchiale». La sua partenza ha provocato molto rimpianto fra i residenti di Alte Ceccato. Altrettanto per il quartiere di San Pietro, che la scorsa settimana ha salutato, con l’inaugurazione del nuovo ricreatorio, don Paolo. «Più che bagagli porto con me la valigia piena di ricordi, di lettere, di pensieri, soprattutto di momenti di gioia vissuti a San “Piero”», afferma. Nel 2017 a San Pietro sono stati celebrati 5 matrimoni, lo scorso anno 2 mentre nel 2019 solamente 3. Sono numerose le migliorie apportate all’edificio religioso: dal restauro e dal ripristino della copertura della chiesa al restyling dei portali d'ingresso. Grande vanto dell’attività pastorale è stato comunque anche il cinema parrocchiale che ha avuto una grande trasformazione con il passaggio all'era digitale senza comunque perdere il ruolo culturale. Bilancio ampiamente positivo anche al Duomo. «Mi sono sentito a casa e ho trovato persone disponibili - dice don Guido -. Sono state fatte tante cose, tutte condivise con il consiglio pastorale anche per quanto riguarda il Patronato. Con i parrocchiani mi sono trovato sempre bene. Lascio una parrocchia con tanti pregi anche se rimane il problema del coinvolgimento dei giovani. Ma chi verrà troverà un’apertura del cuore e dello spirito che farà crescere». Anche al Duomo i matrimoni sono in calo: nel 2019 non c’è stata alcuna unione religiosa mentre nello scorso anno sono stati 12 e il prossimo anno, stando ai dati disponibili, ne sono stati messi in programma cinque. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella Fadda
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