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03.07.2019

Studi, analisi e ricordi nel Quaderno cimbro

Sergio Bonato, presidente dell’Istituto di cultura cimbra
Sergio Bonato, presidente dell’Istituto di cultura cimbra

È uscito il nuovo quaderno di Cultura Cimbra, la settantunesima pubblicazione periodica dell’Istituto cimbro di Roana. Il volume raccoglie numerosi studi e analisi dell’antica parlata altopianese a partire da una testimonianza scritta di Giovanni Vescovi “Vischofar”, redatta in cimbro, sullo sviluppo dell’idioma ai giorni nostri, seguita da un articolo dello studioso Luca Panieri dal titolo “La nuova normalizzazione ortografica del cimbro”. Partendo dalla nuova banca dati informatizzata, Panieri precisa le norme ortografiche che rendono utilizzabile il dizionario online dal punto di vista della scrittura basata su una coerente correttezza grammaticale. «Si tratta di un passo importante – spiega il presidente dell’Istituto cimbro, Sergio Bonato – per la conoscenza e l’uso della lingua cimbra ai nostri giorni e per il futuro, partendo da una rinnovata consapevolezza storica». Il quaderno prosegue con un ricordo di Mario Rigoni Stern scritto da Helène Angelini in occasione del decennale della scomparsa dello scrittore altopianese, la quale di sofferma in particolar modo sul rapporto di Rigoni Stern con l’ambiente naturale e sociale altopianese. Ancora, nel Quaderno ci sono la riproduzione di uno scritto apparso sul giornale francese “Le Monde” dedicato a Rigoni Stern, una ricerca storica di Elisabetta Girardi sull’attività mineraria dei Sette Comuni partendo dal 1200 fino al 1600 e ancora una ricerca sulla toponomastica nell’antica parlata cimbra a Gallio del prof. Danillo Finco. A completare il libretto ci sono poesie in cimbro di Oliver Bauman con la collaborazione di Enrico Sartori, Ermenegildo Bidese e Remigius Gaiser, un articolo di Giandomenico Tamiozzo che ricorda le sofferenze dei soldati durante la Grande Guerra e infine un omaggio allo scrittore galliese Roberto Tura scritto da Danillo Finco. «Abbiamo voluto come immagine di copertina una foto aerea di Fabio Ambrosini che riprende il disastro dei boschi dopo la tempesta Vaia - conclude Bonato -, una foto simbolo della crisi che pesa nella vita delle nostre montagne anche sul piano culturale e sociale, con la quale dobbiamo sempre fare i conti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

G.R.
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