Bassano del Grappa

Dramma familiare: violento con compagna e figlie. Va a processo

Dall'ottobre 2014 sarebbe la loro ossessione. Prima con le violenze fra le pareti domestiche, poi con i tormenti una volta che erano scappate di casa. È quanto ha ricostruito il pubblico ministero Parisi, che dopo una lunga indagine della stazione di Rosà ha ottenuto che il giudice Toniolo rinviasse a giudizio F. M., 51 anni, residente in paese (pubblichiamo le iniziali a tutela delle figlie minorenni, dirette vittime del supposto reato, altrimenti riconoscibili). L'imputato, difeso dall'avv. Alessia Beghetto, dovrà presentarsi davanti al collegio in maggio per rispondere di maltrattamenti in famiglia, stalking e omessa esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. La parte offesa, una rosatese di 47 anni, potrà costituirsi parte civile anche per le figlie che oggi hanno 14 e 9 anni.

Il dramma famigliare ricostruito dagli inquirenti, e che l'imputato nega con decisione, sarebbe avvenuto in casa dove F. M., che avrebbe consumato alcol e stupefacenti che lo rendevano irascibile e violento, avrebbe reso la vita impossibile alla compagna e alle figliolette fin da quando erano molto piccole: urla continue, insulti, schiaffi, spintoni, pugni in testa, suppellettili rotte e minacce. Una sarebbe stata frequente: quella di buttarle tutte fuori di casa. La compagna sarebbe stata minacciata anche del fatto che lui le avrebbe fatto perdere il lavoro in un negozio, mettendola alla carità. Per il magistrato, questi comportamenti avevano provocato fino al marzo 2019, quando la convivente aveva deciso di andarsene, «penosissime condizioni di vita fino a condurre le parti offese ad un grave stato di prostrazione che le costringeva a vivere nel timore per la propria incolumità».

Nella primavera di tre anni fa, obbligata dalle circostanze, la rosatese si era trasferita, ma i tormenti non sarebbero finiti. L'imputato, infatti, si sarebbe appostato davanti a casa, si sarebbe attaccato al citofono anche di notte; avrebbe inviato numerosi messaggi con insulti e molestie; avrebbe diffamato la ex, pubblicando offese su Facebook. Le tre avevano cercato in quel periodo di uscire di casa il meno possibile e vivevano con le tapparelle abbassate, modificando le loro abitudini per il timore di incontrare l'ex fidanzato e padre.

Ancora, dal gennaio di due anni fa l'imputato non avrebbe corrisposto l'assegno di mantenimento pari a mille euro al mese alla compagna, anche per aiutare le figlie, e non avrebbe rispettato l'ordine del giudice in merito alle modalità e ai tempi di incontro protetto con le minorenni, preferendo fare di testa sua. mDopo le denunce e numerosi interventi da parte delle forze dell'ordine, la procura ha ora ottenuto il processo per F. M., che in aula avrà l'opportunità di difendersi dalle accuse, che contesta, e di far valere le sue ragioni. Davanti al giudice sfileranno diversi testimoni, a partire dagli inquirenti, a conoscenza di quanto avveniva fra le mura domestiche, per fare piena chiarezza sul comportamento dell'imputato.