Ovest Vicentino

Falda sotto di 20 metri, arrivano le autobotti anti-siccità

Autobotti: il gestore idrico “Acque del Chiampo” le sta usando in alcune contrade per contrastare la siccità
Autobotti: il gestore idrico “Acque del Chiampo” le sta usando in alcune contrade per contrastare la siccità
Autobotti: il gestore idrico “Acque del Chiampo” le sta usando in alcune contrade per contrastare la siccità
Autobotti: il gestore idrico “Acque del Chiampo” le sta usando in alcune contrade per contrastare la siccità

Scarseggia l’acqua e arrivano le autobotti per i rifornimenti. L’emergenza idrica causata dalle mancate precipitazioni di stagione sta creando varie criticità nella gestione del servizio idrico e in particolare nella distribuzione dell’acquedotto dei dieci Comuni che fanno riferimento ad Acque del Chiampo. Per questo la società pubblica corre ai ripari. Per compensare il calo registrato in particolare nei pozzi presenti ad Arzignano, Chiampo e Montorso, il gestore idrico è intervenuto nella rete di distribuzione e sta integrando l'approvvigionamento.

Siccità e autobotte Sono rifornite con autobotte della società, da 10 mila litri d’acqua, le contrade Fongari e Salvadori ad Arzignano e le contrade Ortomani e Tonche a Marana di Crespadoro. In media tra i 20 e i 30 viaggi a settimana divisi fra le 4 zone, quindi 5 o 6 trasporti a settimana per ogni sito. Se necessario può intervenire anche un’autobotte di una ditta esterna. La siccità ha fatto abbassare di ben 20 metri la falda da cui attingono i pozzi di fondovalle e c’è stata anche una rilevante riduzione dell’apporto idrico dalle sorgenti montane e da quelle collinari. Secondo i dati contenuti nel “Rapporto sulla risorsa idrica in Veneto” di Arpav, nei primi mesi dell’anno le precipitazioni sono calate del 40 per cento rispetto alla media degli ultimi 30 anni. Un dato che a marzo è peggiorato ulteriormente segnando un meno 80% sulla media.

Ordinanze in vista Il direttore generale di Acque del Chiampo ha inviato ieri una lettera ai sindaci dei dieci Comuni soci (Arzignano, Montecchio Maggiore, Lonigo, Chiampo, Brendola, Montorso, Altissimo, San Pietro Mussolino, Crespadoro e Nogarole) per chiedere «l’emissione dei necessari provvedimenti di competenza, finalizzati a limitare l’utilizzo dell’acqua per usi non essenziali, al fine di preservare l’uso potabile della risorsa idrica fornita dalla rete acquedottistica». Intanto il 24 marzo il Comune di Lonigo aveva già emesso un’ordinanza che impone agli utenti di tipo domestico di usare l’acqua dell’acquedotto solo per gli usi alimentari ed igienico-sanitari vientando l’impiego per il lavaggio di cortili, piazzali e veicoli e per il riempimento di vasche da giardino, fontane ornamentali e simili. L’ordinanza limita inoltre la possibilità di innaffiare orti e giardini esclusivamente tra le 21 e le 7 del mattino successivo.

Chiuse le fontane A fine marzo Acque del Chiampo, come già riportato dal nostro Giornale, aveva chiuso 13 fontane pubbliche a Durlo e a Campodalbero di Crespadoro per preservare l’acqua e il servizio dell’acquedotto. La società sta inoltre monitorando costantemente tutte le sorgenti che alimentano i Comuni di Crespadoro, Altissimo, Nogarole e San Pietro Mussolino e le località Conche, Pugnello e Calvarina ad Arzignano. E per quanto riguarda la tutela dell’ambiente e in particolare del fiume Fratta, in cui vengono convogliati i reflui depurati attraverso la condotta di Arica, Acque del Chiampo ha emesso un provvedimento urgente per ridurre i limiti per i cloruri e i solfati presenti negli scarichi delle attività produttive. 

Giorgio Zordan