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03.01.2020

Donate 1.300 tonnellate di aiuti ai poveri

L’arzignanese padre Gentilin opera a favore dei bambini di ManilaUna fase di carico dei container partiti per la missione di Manila.  D.C.Papa Francesco con padre Gentilin da 30 anni missionario nelle FilippineParte dei volontari della Onlus “Una mano aiuta l’altra”.  CONCATO
L’arzignanese padre Gentilin opera a favore dei bambini di ManilaUna fase di carico dei container partiti per la missione di Manila. D.C.Papa Francesco con padre Gentilin da 30 anni missionario nelle FilippineParte dei volontari della Onlus “Una mano aiuta l’altra”. CONCATO

Ancora pochi giorni e a Manila, per la diciassettesima volta, arriverà da Arzignano un carico di bontà e di generosità davvero speciale. Partito con anticipo grazie ai collaboratori di Babbo Natale, arriverà portato dalla Befana. Un poco in ritardo per ragioni logistiche (le attività portuali sono sospese durante le festività), ma comunque tanto atteso. Stanno infatti per raggiungere la capitale delle Filippine i due grandi container partiti da Venezia via mare in novembre e destinati ai poveri e ai bisognosi della Missione di Tondo dove opera da 31 anni padre Giovanni Gentilin, fratello dell’ex sindaco Giorgio. La nave che li trasporta, infatti, è attesa in porto subito dopo il giorno dell’Epifania. E con questi saranno ben 52 i container organizzati e inviati in 17 anni dalla Onlus “Una mano aiuta l’altra” che in totale ha raccolto 1.300 tonnellate di cibo e prezioso materiale per la baraccopoli di Manila dove il 77enne missionario arzignanese e i confratelli Canossiani portano la luce della fede e la speranza della carità. Questa nuova spedizione donerà qualche giorno di serenità nel più misero tra i sobborghi della capitale filippina, «il posto dove finiscono quanti lasciano la campagna per tentare la fortuna in città, un sogno che sempre si frantuma e lascia il posto alla disperazione». La “Missione container” si è confermata un successo. «Anche questa volta - aggiunge il presidente della Onlus Mario Cisco - siamo riusciti a riempirne due grandi container da 65 metri cubi, con pasta, farina, panettoni, scatole di tonno, caramelle, succhi di frutta, olio, caffè, articoli sanitari, giocattoli, materiale scolastico e tante altre cose utili». Nel capannone della ditta MarVi, in via Seconda Strada ad Arzignano, fino a metà dello scorso novembre si è raccolto un grande quantitativo di merce e alimenti: molte persone hanno consegnato pacchi e oggetti per la gente di Tondo. Emblematica la mobilitazione nelle scuole della vallata dove gli allievi hanno portato, fra l’altro, centinaia di vasetti di crema spalmabile per i loro coetanei meno fortunati. Ma anche aziende e vari enti partecipano con un’offerta economica. Quando i carichi arriveranno, e si tratta ormai di pochi giorni, ci sarà festa nella parrocchia di San Pablo dove i bisogni sono aumentati per rifornire “Talità Kumì” ovvero la struttura nel verde che offre cure a bambini e adulti malati di tubercolosi, asma ed altre patologie respiratorie. Intanto l’associazione prosegue nel suo impegno a favore della missione con altri interventi come i 350 sostegni (adozioni) a distanza, le ceste basiche e la cura dei malati di tubercolosi. Tante belle iniziative che sono illustrate nel sito www.unamanoaiutalaltra.org e che hanno ricevuto la riconoscenza e l’apprezzamento non solo di padre Gentilin ma anche del Governo delle Filippine, tramite il Console generale di Milano, e dello stesso sindaco di Manila che ha manifestato la volontà di impegnare maggiormente l’amministrazione verso i quartieri più svantaggiati. Padre Gentilin, nella sua opera di missionario, ha anche incontrato Papa Francesco. C’è da sottolineare come la Missione Container comporti un lavoro promozionale, organizzativo e logistico davvero notevole che impegna i volontari dell’Associazione da metà settembre a metà novembre. Sono state, fra l’altro, promosse conferenze nelle scuole per sensibilizzare gli allievi sugli effetti delle enormi diseguaglianze fra il nord e il sud del mondo. Ma l’impegno più gravoso, che è quello di raccogliere, selezionare, confezionare e movimentare fisicamente i vari carichi, coinvolge gioiosamente una squadra di evergreen composta da una ventina di volontari, tutti pensionati, qualcuno ultraottantenne. In oltre tre lustri, il gruppo di volontari è rimasto sostanzialmente compatto e ha acquisito una specializzazione tale da far invidia addirittura agli spedizionieri veri e propri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Daniele Concato
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