Lotta al virus

Zaia: «Si torni alle frontiere sanitarie, controlli per chi arriva»

Per il governatore del Veneto Luca Zaia, intervistato dal Messaggero, sono due i capisaldi per fronteggiare il Covid: «il primo è non chiudere più, il secondo dare una risposta a chi si èù vaccinato». A fronte della situazione epidemiologica nei paesi confinanti, il governatore tornerebbe «alle vecchie pratiche dei tamponi agli aeroporti e dei controlli per chi arriva dai Paesi più in difficoltà. Anche la Germania li fa, non vedo quale possa essere il problema. Lì c’è una frontiera sanitaria, e ho chiesto al governo che venga imposta di nuovo anche qui». Zaia si dice soddisfatto dell’incontro con il governo: «Tutte le Regioni hanno portato la loro preoccupazione e tutte hanno rimarcato che i non vaccinati, nonostante siano minoritari nella nostra comunità, hanno un impatto notevolissimo a livello sanitario. Il governo ha preso nota delle nostre posizioni e a breve interverrà con un provvedimento». Le zone a colori «hanno dimostrato di funzionare e non avrebbe senso accantonarle. Vanno solo adattate alla situazione attuale». «Le Regioni chiedono di applicare in maniera differenziata le restrizioni tra vaccinati e non vaccinati».
Interpellato sulle divisioni nella Lega, ribatte: »Io penso che il dibattito sia assolutamente normale in un partito. Specie in uno grande come il nostro, che di certo non fa le riunioni in cabine telefoniche. E poi vorrei ricordare che la Lega è un insieme di leghe regionali che hanno storie diverse ed estrazioni politiche diverse. Il confronto è il sale delle democrazia. Ma la Lega è un partito granitico, non ci sono correnti».