Il punto stampa

Zaia: «Dati da zona gialla, ma tutto aprile in trincea». Rosi: «Ridotta la mortalità nelle terapie intensive»

Zaia punto stampa mercoledì 7 aprile 2021

Luca Zaia in diretta per dare gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza Covid in Veneto. Ad oggi sono circa 1 milione e 31mila i vaccini somministrati nella regione, il 5,8% dei veneti ha completato il ciclo di vaccinazione. Nel corso del punto stampa, Zaia e l'assessore alla Salute Manuela Lanzarin ha fornito i dati ufficiosi dei contagi che vedono il Veneto in possibile zona gialla, ma se non ci saranno modifiche al decreto nazionale, tutta Italia è prevista in zona rossa o arancio fino a fine mese. Il presidente, comunque, non gioisce troppo perché, sottolinea, la pressione negli ospedali è ancora alta.

In conferenza stampa oggi anche il dott. Paolo Rosi, responsabile veneto delle terapie intensive.

 

BOLLETTINO

«Sono 1111 i positivi nelle ultime 24 ore, pari al 2,53 per cento dei tamponi eseguiti. Sono 35.537 i positivi ad oggi, in calo; 2.298 (+11) i ricoverati totali. Il calo dei ricoveri ancora non si vede e questo  ci preoccupa. I ricoveri sono così divisi: 1.975 (+3) in area non critica  e 323 (+8 ) in intensiva. Sono 67 i morti nelle ultime 24 ore ma non è un dato reale perché abbiamo avuto un blocco del sistema, ma sono sempre tanti» 

 

DATI DA AREA GIALLA

«L'infezione c'è, lo vediamo dai numeri e dalle terapie intensive e dai morti. C'è stata una fase di arresto di qualche giorno e poi ha ripreso a salire la curva. L'Rt è allo 0.96 e incidenza a 168,4: stiamo calando, siamo da zona gialla in questo momento ma per legge non lo saremo, perché fino al 30 aprile tutta Italia è arancione o rossa. Quindi faremo tutto aprile in trincea: da un lato negli ospedali abbiamo i ricoverati e dall'altro abbiamo tutta la campagna vaccinale. Abbiamo realtà come Padova, Verona e Treviso con forte pressione ospedaliera».

«Per dire "stiamo andando bene" servono gli ospedali vuoti, non possiamo trascurare neppure le Scuole dove sicuramente si svilupperà qualche focolaio. Serve una gradualità nelle riaperture, ne parleremo con il Governo».

 

DILEMMA ASTRAZENCA

«Oggi abbiamo fatto una riunione importante con i direttori generali, ma il problema principale è quello che ci dirà Ema sull'uso di AstraZeneca. Non sono molto fiducioso, oramai si capisce che il rischio concreto è che si tolgano tutti gli under 65 se non arrivare addirittura a una sospensione. E questo ci crea non pochi problemi».

«Capisco i cittadini e i loro dubbi. Se in Italia prendiamo la "via tedesca", di somministrare AstraZeneca solo sopra i 65 anni si rischia, però, un rallentamento non da poco. A questo si aggiunge il problema dei richiami: se guardiamo i tedeschi il richiamo si fa con Pfizer o Moderna. E ci sta, ma significa che quei due vaccini dovranno coprire anche il target di tutti i richiami di AstraZeneca. A parità di forniture noi riusciremmo a fare solo richiami e questa è una tragedia» 

 

PRENOTAZIONI VACCINI DISABILI

«Stiamo pensando di modificare il sito delle prenotazioni e permettere anche a chi non è inserito come "codice" possa dichiarare di essere titolare del diritto di vaccinarsi e poi si presenti alla vaccinazione con la certificazione. È un modello che possiamo lanciare per disabili, fasce deboli e anche altre categorie».

 

RIPRESA SCUOLE

«Oltre alle "scuole sentinella" oggi si può avere anche i test salivare fai da te, e noi dobbiamo andare avanti in questo senso. I trasporti scolastici? Abbiamo saputo che oggi qualche linea è stata sovradimensionata».

 

DATI MORTALITÀ

«Stiamo cercando di scorporare i dati: ottenere la mortalità media di tutte le Regioni ogni anno, calcolare i delta e poi incrociare i dati con i tamponi fatti per avere i numeri giusti e reali. Abbiamo posto una questione: noi facciamo il tampone ogni 4 giorni in casa di riposo, è stato inevitabile che anche chi moriva per altre patologie veniva "caricato" come paziente Covid».

 

VACCINI IN FARMACIA

«Questa mattina c'è stato un incontro con le farmacie per il protocollo di vaccinazione al loro interno che redigeremo oggi, ma tutto dipende dalle forniture di dosi, - ha spiegato l'assessore alla Salute Manuela Lanzarin -. E molto dipende anche dall'arrivo di Johnson&Johnson. Credo sia un'opportunità importante che va nella direzione dei servizi e le farmacie sono presidi fondamentali. Chiaramente, le farmacie non potranno vaccinare fragili e super fragili».

«Le farmacie devono avere locali separati dalle attività ordinarie oppure somministrare i vaccini in orario di chiusura. Farmacista e collaboratori, previo la partecipazione ad un corso, possono fare le iniezioni. Noi garantiremo anche un "tutor" per farmacisti e collaboratori farmacisti dopo il corso»

 

MEDICI DI BASE E VACCINAZIONI

«Abbiamo incontrato anche i medici che ci hanno riferito delle vaccinazioni a domicilio: il 25 per cento dei gruppi di medicina integrata sono partiti, i singoli si sono organizzati per andare nei punti vaccinali. Mi hanno detto che vi sia comunque un'adesione totale. I medici di medicina generale vaccinano con AstraZeneca, i domiciliari talvolta con Pfizer».

 

TERAPIE INTENSIVE IN VENETO

«Sono 659 i letti attivi sui 1.000 disponibili ma il dato dei ricoveri sta aumentando - ha riferito il dott. Paolo Rosi, responsabile veneto delle terapie intensive -. Dal 31 marzo abbiamo una ripresa significativa. L'andamento segue quello dei ricoveri con intervallo di una settimana. Ma non assistendo ad un calo dei ricoveri, non ci aspettiamo una flessione a breve neppure nelle intensive. Pertanto, nel giro di 8 giorni dovremmo avere 320 letti occupati da pazienti Covid positivi, con picchi di 360, come avvenne a dicembre. Si riduce, invece, la mortalità in terapia intensiva, oggi passiamo dal 44 al 35 per cento: questo è un segno importante, legato anche alla riduzione delle classi di età dei ricoverati. Sono quasi scomparsi gli 80enni».

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