La mozione

"Faccetta nera" alla radio, il caso Donazzan in Consiglio regionale. La lettera: «Mai alimentato l'odio»

«Se qualcuno in buona fede si fosse sentito offeso in qualunque misura, me ne scuso perché con altrettanta buona fede e certamente con un po' di leggerezza, ho partecipato ad una trasmissione di satira notoriamente informale, irridente ed a tratti sopra le righe». È uno dei passi della lettera che l’assessore all’istruzione del Veneto Elena Donazzan ha inviato stamane ai consiglieri regionali in relazione al caso del suo intervento di qualche giorno fa ad una trasmissione radiofonica.

La missiva è stata diffusa in vista dell’assemblea consiliare di martedì prossimo che vede l’episodio inserito all’ordine del giorno. «Un appello, nominale come la mozione, vorrei farlo io idealmente a tutti coloro che credono debba cessare il clima di guerriglia permanente creato da italiani contro gli italiani - rileva - . Che si guardi verso il futuro, si costruisca una unità di intenti, una fratellanza vera ed una vera pacificazione. Chiedo dunque che vengano giudicate allora anche queste mie parole, che sono il mio sentimento più autentico e profondo».

Donazzan rivendica «di non aver mai alimentato l’odio, ma di averlo subito. Non auguro a nessuno di vivere così come io ho vissuto questi giorni di offese - sottolinea - insulti, minacce e ringrazio di cuore le migliaia e migliaia di cittadini di estrazione diversa, di appartenenza politica diversa, italiani e stranieri, che mi sono stati vicini».

Il Consiglio Regionale, osserva, può diventare «il luogo della censura oppure ribadire ancora una volta che la "Libertà" viene prima di tutto. Come? Diventando il laboratorio per una proposta di legge nazionale che regolamenti e tuteli la libertà di espressione anche sui social, piattaforme che ormai rappresentano lo scenario di nuove guerre combattute con troll, hackeraggi e manipolazioni».

 

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LE REAZIONI. «Ho chiesto che ci fossero le scuse e mi risulta che ci siano state. Anche con una lettera presentata stamane ai consiglieri regionali», ha detto il governatore Luca Zaia nel corso dell'odierna conferenza stampa sull'emergenza Covid in Veneto. «Il fatto è infelice, da condannare senza se e senza ma - precisa - al quale non voglio aggiungere altri contenuti». Per Zaia «il contesto della trasmissione è di assoluta goliardia». «Improvvido - commenta - andare, in un momento come quello attuale, in un contesto di quel tipo». 

«Bene le scuse di Donazzan, ma non possiamo accettare che un assessore e un rappresentante delle istituzioni affronti temi così delicati con una tale leggerezza». È il commento del capogruppo in Regione Veneto della Lega, Giuseppe Pan, sul caso dell’assessore di Fdi Elena Donazzan. «Indubbiamente l’assessore Donazzan - aggiunge Pan - avrebbe potuto evitare di fare quelle esternazioni, anche per rispetto dell’incarico e delle istituzioni che rappresenta. Le scuse della interessata hanno cercato di rimediare a quanto accaduto. Come Lega, però, condanniamo fermamente qualsiasi revisionismo. Si tratta di un pensiero che decisamente non ci appartiene». «Continuare a parlare oggi di fascismo e comunismo, come entità contrapposte e totalizzanti - prosegue -, è di fatto anacronistico. Non possiamo però dimenticare ciò che è stato. Non è corretto nei confronti di tanti che hanno subito sulla propria pelle gli orrori del fascismo. Donazzan ha raccontato di aver sentito cantare in casa, fin da piccola, "Faccetta nera". Io ho una storia personale diversa: fin da piccolo ascoltavo i racconti di mio nonno, oggetto invece di violenze da parte della Camicie nere. Lui, come troppi in quegli anni sciagurati, hanno dovuto "accettare" l’olio di ricino».

 

Oltre alla mozione consigliare nei confronti dell'assessore Donazzan, in rete è spuntata anche una raccolta firme che ne chiede le dimissioniIn pochi giorni raccolte 15mila adesioni.

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