Veneto

Zaia: «Punto tamponi veloci h24 in ogni Ulss»

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Luca Zaia, 19 ottobre 2020

«Oggi in Veneto il 98% dei positivi non ha sintomi. È un dato migliore rispetto al recente passato. Il virus c’è ma la situazione è sotto controllo». Lo afferma il governatore del Veneto Luca Zaia durante la presentazione del bollettino giornaliero sull’emergenza Coronavirus: «Non è il dato sui positivi che deve far riflette, piuttosto quello sui ricoverati e le terapie intensive. Per ora la situazione è sotto controllo. Stiamo smistando i pazienti per garantire l’efficacia del servizio. L’obiettivo è non arrivare a numeri preoccupanti in ospedale altrimenti non riusciremo a reggere il colpo. Quindi la prevenzione dei cittadini è fondamentale per evitare il peggio».

 

«Per quel che riguarda i tamponi rapidi per ogni Ulss apriremo un punto aperto h24». 

Per i lavoratori nelle case di riposo sarà introdotto anche il test rapido settimanale. 

 

In Veneto «in questo momento il semaforo è tra verde e arancio; non siamo in emergenza ospedaliera ma potrebbe non durare». «L'appello è ancora quello di portare la mascherina ed evitare assembramenti». 

 

«In Veneto non parliamo di autobus per le scuole ma di corriere che per chi abita in provincia mal si sposano con gli attuali orari scolastici. Studieremo la scuola in presenza a giorni alternati per i ragazzi più grandi». Il governatore ha poi rimproverato il Governo colpevole di aver «scaricato la responsabilità sulle regioni e i comuni riguardo un possibile lockdown, senza aver dato gli strumenti per affrontare questa scelta». «Se si invoca la collaborazione bisogna accedere ai dati centrali sul Covid e alle forze territoriali in capo all’Esecutivo», ha detto Zaia.

 

«Il Dpcm - ha proseguito - dice che i governatori possono fare misure restrittive, e dice che nel momento in cui vuole misure estensive, queste vanno negoziate col ministro. Noi non abbiamo un comitato tecnico, per cui il Ministero è bene che si avverta. Altrimenti scopriamo che la regione Veneto poteva fare qualcosa e non l’ha fatti, il rischio è dello scaricabarile».

 

«Se avessimo un modello di piano di salute pubblica nazionale per fasi, tutti saprebbero l’evoluzione della situazione. Eviteremo di aspettare la domenica sera, le conferenze stampa del presidente del Consiglio, di sentire i vari presidenti di Regione, Il vero tema è che oggi non c’è una road map a livello nazionale». «Se si definisse un piano, sarebbe molto più chiaro per tutti come agire. Domanda che mi faccio da cittadino: con che parametri potrebbe scattare il lockdown? Tutti lavoriamo perché ciò non succeda - precisa Zaia -. Ma sarà mica possibile che invece di navigare a vista, non si possa avere una road map?». Zaia annuncia che il Veneto «presenterà il suo piano di sanità pubblica che prevede i vari step. Ci siamo presi la briga di fissare tutta una serie di soglie rispetto alle terapie intensive, ai ricoverati e a quello che sta accadendo negli ospedali in modo che i cittadini possano avere una lettura della situazione». Dopo aver indicato che «il piano di sanità pubblica sarà sempre più calibrato sul test rapido» Zaia conclude ribadendo che «se la politica , a livello nazionale, è quella di un Dpcm ogni tanto, cercheremo di capire.... »