La guerra in Ucraina

Mosca accusa: «Gli Usa partecipano alla guerra». Kiev: «Tutti i civili evacuati da Azovstal»

La guerra in Ucraina è arrivata al 73esimo giorno

Ore 18.30  TUTTI I CIVILI EVACUATI DA AZOVSTAL «Tutte le donne, i bambini e gli anziani» sono stati evacuati dall’acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo affermano le autorità ucraine.

Ore 16.30 - IL DRAMMA DI AZOVSTAL. Cinquanta tra donne, bambini e anziani sono stati evacuati dall'acciaieria di Azovstal oggi, ma non è stato possibile raccogliere i residenti di Mariupol sulla via del ritorno vicino a Port City a causa della violazione del cessate il fuoco da parte dei russi. Lo ha detto il vice primo ministro ucraino Iryna Vereschuk citata da Interfax Ukraine. L'evacuazione continuerà domani, ha aggiunto. «Mi scuso con la gente di Mariupol che ha aspettato invano gli autobus di evacuazione oggi. Domani dovremmo essere in grado di farlo. Ci riuniamo vicino a Port City alle 5 dl pomeriggio», ha affermato.

La guerra in Ucraina sta entrando in una fase decisiva, ma la Nato non vede in questo momento una escalation tra Mosca e l'Alleanza Atlantica: lo ha detto il vicesegretario generale della Nato, Mircea Geoana, nel corso di un'intervista ad Al Jazeera.

 

Ore 15 - NUOVO APPELLO DI ZELENSKY. «Chiedo a tutti i nostri cittadini, specie in questi giorni, di non ignorare le sirene antiaeree. Per favore, si tratta della tua vita, della vita dei tuoi figli. Inoltre, attenetevi rigorosamente all'ordine pubblico e alle norme sul coprifuoco nelle città e nelle comunità». È l'appello su Telegram del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in vista del 9 maggio, Giorno della Vittoria per la Russia che si teme possa celebrarlo quest'anno con azioni in Ucraina.

 

Ore 14.30 - BOMBARDAMENTI CONTINUI SULLA CITTÀ DI KRAMATORSK. Un attacco missilistico notturno su una zona residenziale di Kramatorsk, nel Donbass, ha provocato feriti e distrutto 15 abitazioni, un condominio, un’istituzione culturale, esercizi commerciali e infrastrutture. Lo riferiscono gli amministratori locali citati dai media ucraini. Negli ultimi giorni Kramatorsk è stata spesso presa di mira dalle forze russe: due giorni fa sulla città è stato lanciato un massiccio attacco missilistico che ha danneggiato 810 appartamenti in 32 grattacieli. Tra la notte scorsa e questa mattina l’esercito di Mosca ha colpito sempre nella stessa regione anche Krasnograd, Lyman, Skovorodynivka e altri insediamenti.

 

Ore 13.30 - NATO, «AIUTEREMO L’ UCRAINA ANCHE SE LA GUERRA DURASSE ANNI». La Nato non vede alcun cambiamento nella strategia nucleare di Mosca ed è determinata ad aiutare l’Ucraina finchè il presidente Vladimir Putin continuerà la guerra, anche se ci vorranno mesi o anni: lo ha detto il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, in un’intervista al Welt am Sonntag. Stoltenberg ha inoltre previsto «ancora più distruzione di infrastrutture critiche e aree residenziali» in Ucraina. Sottolineando che dall’inizio del conflitto l’Alleanza non ha notato alcun movimento negli arsenali nucleari russi, il numero uno della Nato ha definito irresponsabili le minacce nucleari di Mosca.

Gli Stati Uniti «partecipano alle ostilità in Ucraina». Lo afferma il presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin sul suo canale Telegram dove aggiunge: «Non si tratta solo della fornitura di armi e attrezzature, Washington coordina e sviluppa le operazioni militari» per conto del «regime nazista di Kiev», «partecipando così direttamente alle ostilità contro il nostro Paese». Il riferimento è alle informazioni di intelligence Usa passate agli ucraini per colpire obiettivi russi di cui hanno scritto nei giorni scorsi i media americani.

 

Ore 12 - KIEV: «DISTRUTTA NAVE DA SBARCO RUSSA NEL MAR NERO». Una nave russa di classe Serna, imbarcazione da sbarco con sistema a cavità aerea costruita per la Marina russa sarebbe stata colpita e distrutta da unità ucraine nelle acque del Mar Nero, vicino all’isola di Snake. Lo scrive l’Ukrainska Pravda riportando i messaggi social del Comando operativo Sud di Kiev, dell’amministrazione militare di Odessa e le affermazioni del capo del Centro di coordinamento congiunto per le forze di sicurezza e di difesa dell’ Ucraina meridionale Natalia Humeniuk. Non sono stati però forniti particolari sull’operazione, nè quando l’attacco sarebbe avvenuto. «Ora c’è una guerra e, quando possibile, verranno annunciati i dettagli. Adesso vengono fornite informazioni che possono essere date al pubblico e non danneggiano le forze armate e l’Ucraina. Tutto sarà chiarito in seguito», ha spiegato il portavoce dell’amministrazione militare di Odessa Serhiy Bratchuk.

Ieri Kiev ha dato la notizia che sempre vicino all’isola di Snake le forze ucraine hanno colpito la fregata russa Admira Makarov, ma il Cremlino ha reagito affermando di non avere notizie di mezzi colpiti nell’area.

Sono almeno 25.100 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione: lo rende noto
l’esercito di Kiev. Nel suo ultimo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca si registrano anche 199 aerei da caccia abbattuti, oltre a 155 elicotteri e 341 droni. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.122 carri armati russi, 509 pezzi di artiglieria, 2.713 veicoli
blindati per il trasporto delle truppe, 90 missili da crociera, 172 lanciamissili, 11 navi, 1.934 tra veicoli e autocisterne per il trasporto del carburante, 84 unità di difesa antiaerea e 38 unità di equipaggiamenti speciali.

 

Ore 10.30 - ESPLOSIONI NELLA NOTTE IN TRANSNISTRIA. Quattro esplosioni hanno colpito nelle prime ore di oggi una zona vicino al villaggio di Varancau, in Transnistria: lo ha reso noto il ministero dell’Interno della regione separatista filorussa della Moldavia al confine con l’ Ucraina, secondo quanto riporta Interfax. Almeno due droni, ha precisato, hanno sorvolato una unità militare a Varancau. Il mese scorso sono state lanciate granate contro il ministero per la Sicurezza statale dell’autoproclamata capitale della Transnistria, Tiraspol, sono state distrutte antenne di trasmissione della radio russa e un’unità militare vicino a Tiraspol è stata colpita.

 

Ore 9 -  MOSCA, DISTRUTTE ARMI AMERICANE ED EUROPEE. Le forze russe hanno distrutto la notte scorsa armi ed equipaggiamenti statunitensi ed europei nel corso di raid aerei nella regione orientale ucraina di Kharkiv, oltre a tre depositi di munizioni e carburante vicino a Odessa (sudovest): lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta Interfax.  Negli attacchi sono stati uccisi 280 combattenti ucraini, precisa il ministero. Il portavoce del ministero Igor Konashenkov, ha inoltre reso noto che la notte scorsa i caccia russi hanno colpito 18 siti militari ucraini, inclusi due posti di comando - sempre nella regione di Kharkiv - oltre a cinque zone in cui erano schierate truppe ed equipaggiamenti militari ucraini. Sono stati distrutti, inoltre, tre depositi di carburante e munizioni vicino al villaggio di Dachnoye, nella regione di Odessa (sudovest). Le difese aeree di Mosca, ha aggiunto il portavoce, hanno abbattuto sempre la notte scorsa 17 droni ucraini, tre missili Tochka-U e nove missili Smerch.

 

Ore 8.45 - NUOVI AIUTI MILITARI A KIEV. BIDEN: «FONDI PER L’ UCRAINA QUASI ESAURITI». Ammonta a 150 milioni di dollari l’ulteriore pacchetto di aiuti militari a Kiev annunciato dal presidente statunitense, Joe Biden. Lo ha reso noto lui stesso su Twitter. Si tratta di munizioni d’artiglieria, radar e altro equipaggiamento. Biden ha anche sollecitato il Congresso e gli alleati a continuare a garantire il flusso di armi a Kiev. Con l’annuncio dell’ultimo pacchetto, spiega, «la mia amministrazione ha quasi esaurito i fondi che possono essere usati per inviare» aiuti militari all’ Ucraina». Intanto il Wall Stret Journal rivela che alcune aziende tech cinesi si ritirano dal mercato russo senza fare annunci per le pressioni delle sanzioni e dei fornitori Usa.

 

Zelensky: "Evacuati oltre 40 civili da Azovstal"

 

La Siria è pronta a fornire assistenza alle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk eLugansk (DPR e LPR): lo ha annunciato l’ambasciatore siriano in Russia, Riad Haddad, secondo quanto riporta la Tass. «Da oltre otto anni i popoli della DPR e della LPR subiscono bombardamenti, danni costanti e un ingiusto blocco da parte dei neonazisti appoggiati dall’Occidente - ha detto Haddad -. Di conseguenza, migliaia di persone sono state uccise o hanno dovuto lasciare le loro case. Questo è il motivo per cui la Siria sta lavorando per fornire un sostegno completo alle repubbliche».

 

Ore 8 - RUSSI SPARANO SU COLONNA AUTO, 4 CIVILI MORTI. Le forze russe hanno sparato ieri su una colonna di 15 auto di civili che scappavano da una città occupata da Mosca nella regione di Kharkiv (est), uccidendo almeno quattro persone: lo riporta l’agenzia Unian. Le auto avevano lasciato la città di Volchansk, nel distretto di Chuguevsky, e sono state attaccate vicino alla città di Stary Saltov, a circa 30 km a sud. La polizia ucraina ha trovato sei auto danneggiate e quattro corpi bruciati.

 

Ucraina, decine di civili evacuati dall'acciaieria Azovstal di Mariupol

 

Ore 7 - L'ITALIA "CONGELA" IL MEGA YACHT DI PUTIN. Si chiude il cerchio attorno allo Scheherazade, il mega yacht di oltre 140 metri e 700 milioni di dollari da alcuni mesi fermo nel porto di Marina di Carrara che per i giornalisti del team del dissidente russo Alexsej Navalny apparterrebbe al presidente russo Vladimir Putin. Ieri sera il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha firmato il decreto di congelamento dell’imbarcazione il cui titolare avrebbe collegamenti con elementi di spicco del governo russo e con altri soggetti sottoposti alle sanzioni dall’Unione Europea.

 

Mega yacht sequestrato dalle autorita' italiane: si sospetta appartenga a Putin

 

L’ Ucraina sarebbe disposta ad accettare un accordo di pace di compromesso con la Russia se le forze di Mosca si ritirassero «sulle posizioni del 23 febbraio«. Lo ha detto il presidente
Volodymyr Zelensky, lasciando intendere che Kiev non pretenderebbe la restituzione della Crimea, «ma Putin vuole ancora la guerra». La Russia resterà «per sempre nel sud
dell’ Ucraina, ha affermato un esponente del Parlamento di Mosca, durante una visita a Kherson». Slitta ancora l’accordo sulle sanzioni, rimangono «resistenze sul petrolio».

 

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