Invasione cominciata il 24 febbraio

Kiev, solo ieri 70 missili russi sull'Ucraina in 44 attacchi aerei. In arrivo tank anche dalla Polonia

Si combatte in Ucraina
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Il conflitto Russia-Ucraina, iniziato il 24 febbraio 2022 con l'invasione del territorio ucraino da parte delle truppe russe, prosegue senza sosta sotto l'attenzione di tutta la comunità internazionale. Aiuti dall'Italia e dall'Europa alle popolazioni aggredite. Qui di seguito l'evoluzione della guerra, giorno per giorno.

 

27 GENNAIO - DALLA POLONIA ANCHE 60 CARRI ARMATI PT-91 TWARDY

Le forze russe hanno lanciato ieri un totale di 70 missili contro l’ Ucraina nel corso di 44 attacchi aerei, di cui 18 con l’uso di droni di fabbricazione iraniana: lo ha reso noto su Facebook lo Stato Maggiore dell’esercito di Kiev ne suo rapporto quotidiano sull’andamento del conflitto. Lo riporta Ukrinform. «Nell’ultima giornata il nemico ha lanciato 44 attacchi aerei, di cui 18 con l’uso di droni Shahed-136.

Tutti i droni kamikaze sono stati abbattuti. Il nemico ha lanciato 70 missili, 47 dei quali sono stati distrutti, e ha effettuato 125 attacchi con (lanciarazzi multipli) MLRS. Purtroppo, a seguito degli attacchi nemici, sono stati uccisi civili e distrutti obiettivi civili», si legge nel rapporto. Da parte loro, le forze armate ucraine hanno colpito nella giornata di ieri quattro posti di comando russi, due postazioni di artiglieria, un deposito di munizioni e altri due «importanti» obiettivi non meglio specificati.

Intanto anche la Polonia invierà all’ Ucraina 60 carri armati PT-91 Twardy prodotti nel Paese: lo ha reso noto oggi su Telegram Andrii Yermak, capo dell’Ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo riporta il Kyiv Independent. I carri armati saranno consegnati in aggiunta ai 14 Leopard 2 di fabbricazione tedesca che Varsavia ha promesso all’ Ucraina l’11 gennaio scorso, il cui trasferimento è stato approvato da Berlino nei giorni scorsi.

 

26 GENNAIO

Le forze russe hanno iniziato un nuovo attacco missilistico contro l’ Ucraina e l’esercito di Kiev ha già abbattuto i primi missili: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’ufficio del presidente, Andriy Yermak, come riportano i media ucraini. All'alba erano suonati gli allarmi antiaerei in tutto il paese.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ieri ha chiesto agli alleati occidentali missili a lungo raggio e aerei da combattimento per la guerra in Ucraina, dopo l’ok di Washington e Berlino all’invio di carri armati a Kiev. «Ho parlato con il Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg. Dobbiamo aprire la fornitura di missili a lungo raggio all’Ucraina, è importante: dobbiamo anche espandere la nostra cooperazione nell’artiglieria» e rendere possibile «la fornitura di aerei per l’Ucraina», ha affermato Zelensky nel suo discorso quotidiano riportato da Ukrinform.

 

 

 

25 GENNAIO - SVOLTA IN UCRAINA,USA E GERMANIA PRONTI A INVIARE I TANK

Dopo settimane di trattative e polemiche arriva la svolta sui tank per l’ Ucraina: gli Stati Uniti sarebbero pronti a inviare gli Abrams M1, punta di diamante dell’equipaggiamento militare a stelle e strisce, e la Germania, dal canto suo, a fornire i Leopard finora negati.

Sono i carri armati a lungo invocati da Kiev per cambiare le sorti di un conflitto giunto ormai all’undicesimo mese e oggetto di uno scontro senza precedenti che ha rischiato di minare la coesione dell’Alleanza. Le indiscrezioni sono arrivate dalla stampa: le notizie si sono letteralmente inseguite e alle rivelazioni del Wall Street Journal sulla fumata bianca americana hanno fatto seguito quelle dello Spiegel sulla virata tedesca.

«Le forze armate russe distruggeranno i carri armati M1 Abrams di fabbricazione statunitense e altri equipaggiamenti militari della Nato se verranno forniti all’ Ucraina», ha detto l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, sottolineando che Washington vuole infliggere alla Russia una «sconfitta strategica». Lo riporta la Tass.

 

24 GENNAIO - CORRUZIONE A KIEV, SI DIMETTONO MINISTERO DELLA DIFESA E NUMERO DUE DELLO STAFF DI ZELENSKY

Si è dimesso il vice ministro della Difesa ucraino Vyacheslav Shapovalov. Lo riportano i media ucraini citando il sito web del Ministero della Difesa di Kiev. Secondo la nota ufficiale, Shapovalov ha chiesto di lasciare il suo incarico per non «creare minacce alle Forze armate in seguito alle accuse sull’acquisto dei servizi di ristorazione». «Nonostante il fatto che le accuse annunciate siano prive di fondamento, le dimissioni sono un atto degno nelle tradizioni della politica europea e democratica, dimostrazione che gli interessi della Difesa sono superiori a qualsiasi gabinetto o presidenza», si legge sul sito del ministero.

Quella di Shapovalov è la seconda dimissione eccellente che si registra oggi nel Paese. In precedenza i media locali avevano reso noto che a lasciare il suo incarico questa mattina, con una lettera inviata ieri a Volodymyr Zelensky, è stato il vice capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Tymoshenko. Secondo i siti ucraini anche i capi di diverse autorità regionali vicini a Tymoshenko potrebbero offrire le loro dimissioni. Il nome del vice capo dell’ufficio presidenziale era finito in diversi scandali legati al suo presunto uso personale di auto di lusso, ma Tymoshenko aveva smentito qualsiasi accusa.

Intanto sul fronte di guerra, l'intervento della Nato. «Dobbiamo dare armi più forti all’Ucraina» e «dobbiamo farlo velocemente». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a Berlino, in uno statement dopo l’incontro con il neoministro della Difesa Boris Pistorius. «Sono fiducioso che ci sarà presto una decisione». Stoltenberg ha sottolineato di «salutare positivamente il chiaro messaggio» del ministro tedesco, sull’inventario in corso dei panzer, che permetterà di essere più veloci nella consegna nel momento in cui la decisione sarà presa.

 

23 GENNAIO- GERMANIA PRONTA AD AUTORIZZARE LA POLONIA A FORNIRE I LEOPARD A KIEV. LA FINLANDIA: «CONTRIBUIAMO ANCHE NOI»

Inizia stamani in aula alla Camera l’esame del dl che prolunga per tutto il 2023 l’autorizzazione al Governo a inviare armi all’Ucraina. Tajani sarà oggi a Bruxelles per il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue. La Germania, intanto, si dice pronta da parte sua ad autorizzare la Polonia a fornire i tank Leopard a Kiev. La Russia mette in guardia Usa e Nato sull’invio di armi all’Ucraina: «Porterebbe a un disastro globale». 

E sulla questione tank interviene anche la Finlandia: «È tanto che parliamo dei tank, è importante che Kiev riceva quello che chiede rapidamente, la Finlandia farà parte della coalizione sui Leopard ma è ancora da vedere come, può essere assicurando addestramento o parti di ricambio, oltre che con la donazione di qualche tank, vediamo come evolve la conversazione». Lo ha detto Pekka Haavisto, ministro degli Affari Esteri della Finlandia.

Le forze russe «sbricioleranno» tutte le armi e i mezzi militari che i Paesi occidentali forniranno all’ Ucraina. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov, citato dalla Tass. «Gli avversari della Russia - ha affermato Ryabkov - continuano ad alzare la posta, ma, come abbiamo detto fermamente o fiduciosamente in numerose occasioni, gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti».  Il servizio di intelligence russo per l'estero sostiene poi che «l’ Ucraina sta immagazzinando armi e munizioni fornite all’Occidente sul territorio delle centrali nucleari». L'affermazione arriva però senza citare alcuna prova, riferisce l’agenzia Tass. Secondo l’intelligence, ciò è stato fatto nell’aspettativa che la Russia non le avrebbe prese di mira a causa del rischio di un incidente nucleare. 

 

22 GENNAIO - NUOVE ARMI ALL’UCRAINA. MOSCA AVVISA: «SARÀ UN DISASTRO GLOBALE» 

Mosca mette in guardia Usa e Nato sull’invio di armi all’Ucraina: «Porterebbe a un disastro globale, provocherebbe una reazione con l’uso di armi ancora più potenti». Intanto via domani alla Camera all’esame del decreto legge che prolunga per tutto il 2023 l’autorizzazione al governo ad inviare armi all’Ucraina, già approvato dal Senato. Pd e Terzo Polo per il sostegno militare a Kiev, M5s contrari all’invio di armi.

IN UCRAINA GLI ELICOTTERI INGLESI SEA KING. DISAPPUNTO PER IL MANCATO INVIO DEI TANK TEDESCHI. Il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov ha dichiarato che sono arrivati in Ucraina gli elicotteri Sea King donati dal Regno Unito. Non ha specificato il numero di velivoli ottenuti. «Si tratta di un gran rinforzo per la Marina ucraina. La nostra cooperazione continuerà ad aumentare», ha detto Reznikov su Twitter ringraziando il suo omologo britannico Ben Wallace. A novembre Londra aveva annunciato l’invio di tre elicotteri Sea King in Ucraina.

Intanto Mykhailo Podolyak esprime tutto il disappunto di Kiev per il mancato via libera agli agognati tank tedeschi, ritenuti necessari per dare una svolta alle sorti della guerra. Ogni giorno di ritardo sulla fornitura dei carri armati Leopard «vuol dire la morte per gli ucraini. L’indecisione sta uccidendo sempre più persone», ha tuonato il consigliere del presidente Zelensky, chiedendo all’Occidente - ovvero a Berlino ma anche agli Stati Uniti - di «pensare velocemente». Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato al quotidiano Bild am Sonntag che ha intenzione di visitare l’ Ucraina a breve, «probabilmente entro le prossime quattro settimane».

 

21 GENNAIO - CNN, FOTO CON MISSILI DA COREA NORD A WAGNER SU TRENI RUSSI

Gli Stati Uniti hanno rilasciato foto recentemente declassificate di vagoni ferroviari russi in viaggio dalla Federazione alla Corea del Nord e ritorno a novembre, in quella che gli Usa ritengono sia stata la consegna iniziale di razzi e missili per l’uso da parte dell’organizzazione mercenaria Wagner Group in Ucraina.

Lo scrive la Cnn pubblicando immagini e mappe del trasporto di armi su ferrovia. Ieri l’amministrazione Usa ha preannunciato che il Dipartimento del Tesoro statunitense designerà l’organizzazione mercenaria russa Wagner Group come «organizzazione criminale transnazionale» e imporrà ulteriori sanzioni la prossima settimana contro il gruppo e la sua rete di supporto in tutto il mondo. Un alto funzionario dell’intelligence occidentale ha dichiarato ieri che l’Occidente è «certamente preoccupato che la Corea del Nord possa pianificare di espandersi e fornire più attrezzature militari o sostenere tali consegne».

Intanto nella città di Vovchansk, nella regione orientale di Kharkiv, una donna è morta a causa di una granata lanciata dalle truppe russe che ha colpito la sua abitazione, ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale Oleg Synegubov. «Il nemico continua a terrorizzare la popolazione civile della regione di Kharkiv negli insediamenti di confine dei distretti di Kupyan, Chuguyiv e Kharkiv. Durante la giornata di ieri, gli occupanti hanno bombardato Vovchansk, Kupyansk, Strilecha, Vilcha, Ogirtseve e altri insediamenti con artiglieria, carri armati e mortai.

 

20 GENNAIO - ZELENSKY: «NON ABBIAMO TEMPO»

«Non abbiamo tempo. Conta Il tempo è un fattore determinante. Dobbiamo agire in fretta». Lo ha detto il leader ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo all’apertura dell’incontro sull’Ucraina a Ramstein fra Usa e alleati. «Abbiamo bisogno di panzer da difesa e da combattimento», ha incalzato. «Ogni arma conta».

«È un momento decisivo per l’ Ucraina e per tutto il mondo». Ha detto il segretario della Difesa americano Lloyd Austin, aprendo la riunione del gruppo di contatto sull’ Ucraina  a Ramstein. «Ci incontriamo in un tempo molto difficile e turbolento, ma percepiamo qui determinazione e l’unità». Presente anche il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto.

 

19 GENNAIO - ZELENSKY: «NON SONO SICURO CHE PUTIN SIA VIVO»

Botta e risposta fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il Cremlino sulle condizioni di salute di Vladimir Putin. In un videocollegamento con la Russian War Crimes House a Davos, Zelensky ha infatti detto questa mattina di non essere del tutto convinto che il leader russo sia ancora vivo. «Non capisco bene con chi parlare e di cosa - ha detto -. Non sono sicuro che il presidente della Russia, che a volte appare su uno schermo verde, sia quello giusto. Non capisco bene se è vivo, se sta prendendo le decisioni o chi sta prendendo le decisioni lì». Una pronta replica è giunta dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: »Chiaramente, Zelensky preferirebbe che non esistessero né la Russia né Putin - ha detto -. Prima si rende conto che la Russia esiste ed esisterà, meglio sarà per un paese come l'Ucraina». «Il presidente ha fatto il bagno dell'Epifania nella regione di Mosca - ha aggiunto Peskov secondo quanto riporta Ria Novosti -. Questa volta non ci sono video o materiale fotografico, riportiamo solo che ha seguito la sua tradizione».

 

18 GENNAIO - ELICOTTERO PRECIPITA VICINO A UN ASILO A KIEV: «MORTO ANCHE IL MINISTRO DELL'INTERNO E TRE BAMBINI»

Aggiornamento

Il ministro degli Interni ucraino Denys Monastyrskyi è morto nello schianto dell’elicottero a bordo del quale stava volando, caduto vicino a un asilo a Brovary, nella regione di Kiev. Tra le vittime ci sono anche il suo vice Yevhen Yenin e il segretario di Stato del Ministero degli affari interni. Lo riferiscono i media ucraini citando il capo della polizia nazionale Ihor Klymenko, precisando che nell’incidente sono morte 9 persone.

Intanto è salito a 18 il numero delle vittime dell’elicottero dei Servizi di emergenza ucraini caduto oggi nella regione di Kiev: lo ha reso noto su Facebook il capo della polizia nazionale, Ihor Klymenko, come riporta Ukrainska Pravda. Klymenko ha inoltre indicato che il bilancio dei bambini morti è salito a tre.

 

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Un elicottero è precipitato oggi vicino ad un asilo e a edifici residenziali nella città di Brovary, nella regione di Kiev: lo ha reso noto su Telegram il governatore della regione, Oleksiy Kuleba, come riporta il Guardian. «Nella città di Brovary, un elicottero è caduto vicino a un asilo e a un edificio residenziale, ci sono vittime. Al momento della tragedia, nell’asilo c’erano bambini e dipendenti dell’istituto». L'incidente ha provocato 16 morti, inclusi due bambini.

Il Pentagono sta inviando all’Ucraina armi americane immagazzinate in Israele. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti. Con le scorte statunitensi in calo e i produttori di armi che non riescono a tenere il passo con le operazioni ucraine, il Pentagono sta ricorrendo a due alternative per colmare la richiesta, ovvero il magazzino in Corea del Sud e quello in Israele. Le autorità israeliane, osserva il New York Times, si erano inizialmente mostrate scettiche all’iniziativa temendo di danneggiare i suoi rapporti con la Russia.

 

17 GENNAIO - A DNIPRO CORPO BIMBO TRA MACERIE, BILANCIO SALE A 41 MORTI

I soccorritori hanno trovato questa mattina il corpo di un bambino tra le macerie del grattacielo residenziale a Dnipro colpito dalla Russia nel fine settimana. Lo annuncia su Telegram Kyrylo Tymoshenko, vice capo dell’ufficio del presidente dell’ Ucraina, aggiornando a 41 il numero dei morti del bombardamento. «Alle 09.46, il corpo di un bambino è stato trovato sotto le macerie di un edificio residenziale distrutto, era al 4 piano. In totale sono morte 41 persone (tra cui quattro bambini), 79 persone sono rimaste ferite (tra cui 16 bambini) e 39 persone sono state salvate (tra cui sei bambini)», è il triste bilancio.

Venticinque persone risultano ancora disperse.

16 GENNAIO - LA RUSSIA NEGA IL BOMBARDAMENTO SUL CONDOMINIO DI DNPRO

La Russia ha negato di avere bombardato l'edificio residenziale a Dnipro, in Ucraina. Le forze armate di Mosca "non colpiscono edifici residenziali", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Ria Novosti. "Le forniture occidentali di mezzi pesanti all'Ucraina non riusciranno a cambiare la situazione sul terreno. Questi carri armati bruciano e continueranno a bruciare" ha dettoPeskov citato dalla Tass. (ANSA).

15 GENNAIO - PIOGGIA DI RAZZI IN UCRAINA, 14 MORTI A DNIPRO, GRAVE UN BIMBO DI 3 ANNI

Ancora missili russi, ancora macerie, ancora morti tra i civili nell’orrore della guerra. Una pioggia di morte è tornata a cadere in tutta l’ Ucraina, con l’allarme aereo che è risuonato mattina e pomeriggio in ogni oblast, compresa la regione di Kiev e la capitale. Un’offensiva dai cieli che non risparmia uomini, donne e bambini, sventrando un condominio nella città di Dnipro: almeno 14 vittime e 64 feriti, tra cui dodici bambini.  A Dnipro è stato colpito un condominio; tra i feriti - ha scritto su Telegram il governatore di Dnipropetrovsk Valentyn Reznichenko - ci sono sette bambini, il più piccolo di tre anni, ha aggiunto. Finora 38 persone sono state estratte dalle macerie e le operazioni di ricerca continuano, ha detto. I soccorritori hanno anche lavorato tutta la notte per liberare una donna intrappolata sotto le macerie di una casa distrutta. L’ attacco ha distrutto decine di appartamenti, lasciando tra le 100 e le 200 persone senza casa e circa 1.700 senza elettricità e riscaldamento, ha detto il vice capo della presidenza Kyrylo Tymoshenko.

Il presidente ucraino Voldymyr Zelensky promette che non ci sarà alcuna pietà, contro il «terrore» di Mosca: «Il mondo deve fermare il male», ha invocato. Mentre il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha fatto appello a G7 e Ue per nuove sanzioni che possano «uccidere l’industria dei missili e droni» russa. È stato il decimo attacco missilistico su vasta scala, secondo i media ucraini: a Kiev sono state colpite infrastrutture critiche e 28 edifici residenziali, senza fare vittime. Secondo il capo dell’amministrazione regionale di Mykolaiv, Vitaliy Kim, 17 bombardieri russi si sono alzati in volo verso l’ Ucraina. L’allarme ha risuonato in tutte le regioni, seguito da una seconda ondata di esplosioni a Kiev e in tutte le oblast del Paese, anche a ovest. 

Nonostante l’aeronautica abbia riferito di aver intercettato 25 dei 38 missili russi, i raid hanno colpito le già martoriate infrastrutture strategiche e reti elettriche, anche a Leopoli e Kharkiv, portando nuovi blackout di emergenza nella maggior parte delle regioni. In vista ci sono «giorni difficili» sul fronte energetico, ha detto il ministro dell’Energia German Galushchenko. Mentre rimbalzano sui social le immagini drammatiche delle macerie del condominio di Dnipro spaccato a metà, la Moldavia ha denunciato che «frammenti di un missile sono caduti sul territorio» del Paese. «Questo è il terzo caso», ha ricordato Chisinau.

Mentre la Gran Bretagna è diventata il primo Paese occidentale ad offrire all’ Ucraina i carri armati pesanti che cercava da tempo, Mosca avverte che la mossa avrà l’unico effetto di «intensificare» il conflitto.

 

14 GENNAIO - GENERALE USA: «GUERRA IN BILICO FINO ALLA PRIMAVERA»

Le forze russe hanno colpito questa mattina la città di Kharkiv, nell’ Ucraina orientale, con due missili S-300: lo ha reso noto su Telegram il sindaco, Ihor Terekhov, come riporta il Kyiv Independent. L’attacco è stato «diretto verso le infrastrutture», ha sottolineato il sindaco senza fornire ulteriori dettagli sugli obiettivi colpiti. Non ci sono ancora notizie sui danni, né su eventuali feriti o vittime.

Una serie di esplosioni è stata udita nelle prime ore del mattino anche a Kiev, senza che fosse risuonato alcun allarme aereo: lo riporta il sito del settimanale Zerkalo Nedeli. «Al momento non è noto se si sia trattato di esercitazioni pianificate o di un attacco nemico», aggiunge il settimanale. Corrispondenti della testata confermano almeno due esplosioni sulla riva sinistra del fiume Dnepr, che attraversa la città. «L’ufficio del presidente ha reagito a questo incidente invitando alla calma, ma non sono stati ancora forniti altri dettagli».

Le autorità locali, riporta il Kyiv Independent, hanno riferito di un attacco missilistico russo alle infrastrutture critiche della capitale ucraina. L’entità dei danni è ancora sconosciuta e per il momento non si segnalano feriti o vittime.

Secondo il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, esplosioni hanno colpito il quartiere di Dniprovskyi della capitale, situato sulla riva orientale del fiume Dnipro. Lo riportano i media ucraini, secondo cui è stata annunciata un’allerta aerea nella capitale e nell’intera regione. Frammenti di un razzo sono caduti nel distretto di Holosiyivskyi di Kiev, «in una zona non residenziale», ha aggiunto il sindaco affermando che «non ci sono state vittime».

Intanto la battaglia di Soledar «sicuramente è un successo significativo per i russi. Il primo dopo che hanno passato sei mesi da incubo, praticamente in un tritacarne. Per Mosca, quindi, è oggettivamente una buona notizia. Ma non è una svolta decisiva e neanche un’inversione di tendenza». Così, in una intervista al Corriere della Sera, il generale Usa Keith Kellogg, consigliere di Mike Pence e Donald Trump. «Nelle ultime settimane abbiamo visto sostanzialmente delle schermaglie. Andrà avanti così per il resto dell’inverno. Non vedo le condizioni per una spallata». La guerra resterà in bilico fino alla primavera? «Credo proprio di sì. Sarà in quel momento che gli eserciti potranno ricevere i rinforzi necessari e potranno tornare a spostarsi sul terreno. Mi aspetto una doppia offensiva».

 

13 GENNAIO: KIEV: «UCRAINA ORMAI MEMBRO NATO». URSO: «QUADRANTE EUROPA DI VERONA, BASE PER KIEV» 

L’ Ucraina è ormai «di fatto un membro della Nato» e presto riceverà armi come carri armati e aerei da combattimento che finora l’Alleanza Atlantica ha rifiutato di fornirle per il timore di una escalation con Mosca. Lo ha detto il ministro della Difesa ucraino, Olekskii Reznikov, in un’intervista alla Bbc. «Queste preoccupazioni per una escalation per me sono solo una questione di etichetta», ha aggiunto.

Intanto le truppe sostenute dai russi hanno quasi il pieno controllo di Soledar: lo ha detto un funzionario installato dal governo russo a Donetsk, Andrey Baevsky, precisando che nella città ci sono ancora «piccole sacche di resistenza» da parte dell’ Ucraina. Lo riporta il Guardian. «Al momento, in effetti, ci sono ancora piccole sacche separate di resistenza a Soledar, (ma) i nostri ragazzi continuano a schiacciare il nemico in questi luoghi», ha affermato il tenente colonnello e deputato del Parlamento dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk. «In generale, l’operazione si è sviluppata con successo e la periferia occidentale di Soledar è già completamente sotto il nostro controllo», ha concluso.

Al Messaggero il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso, ieri in visita a Kiev con il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha raccontato l'incontro con Zelensky. «Abbiamo creato i presupposti per il successo della conferenza dei primi di marzo sulla ricostruzione in Ucraina che si svolgerà a Roma e gettato le basi per una effettiva cooperazione industriale e commerciale. Il ministro Kubrakov ci ha illustrato le linee direttive del loro progetto per la ricostruzione, a cui parteciperanno le imprese italiane». Si è parlato anche di logistica: «Probabilmente interverremo in attesa che si possano pienamente recuperare i corridoi marittimi. Da parte nostra c’è l’impegno a cooperare sul corridoio terrestre numero 5 da Kiev al Nord-Est italiano, perché in qualche modo diventino loro porti quelli di Trieste e Venezia e la loro base logistica il quadrante Europa, con la più grande piattaforma del continente che si trova a Verona».

12 GENNAIO - A SOLEDAR I RUSSI CAMMINANO SUI CORPI DEI LORO SOLDATI

«Oggi gli ingressi in città sono disseminati dei corpi dei soldati di Putin uccisi ma i russi si muovono direttamente sui corpi dei loro soldati caduti». Lo afferma la viceministra della Difesa, Hanna Malyar, come riporta Unian spiegando che continuano aspri combattimenti nell'area di Soledar e il nemico tenta senza successo di sfondare le difese subendo perdite significative. «Nonostante la difficile situazione, i soldati ucraini stanno combattendo disperatamente. Il nemico sta cercando senza successo di catturare Soledar», afferma Malyar.

Anche le immagini satellitari, scattate da Maxar tecnologies, rivelano che Soledar, la cittadina mineraria, nel Donetsk, dove infuria da giorni la battaglia tra russi e ucraini, è rasa al suolo. Le fotografie, pubblicate su Twitter, mostrano la città nell'agosto 2022 e la situazione adesso con palazzi completamente distrutti, crateri prodotti da missili in un paesaggio apocalittico.

Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è giunto stamane a Kiev per incontrare i vertici del governo e delle istituzioni ucraine. Lo si legge in una nota nella quale si ricorda che « Urso era già stato in Ucraina lo scorso settembre, primo esponente della coalizione di centrodestra, portando il messaggio dell’allora presidente di Fratelli d’Italia che assicurava il pieno sostegno dell’Italia anche dopo le elezioni. È tornato, come primo ministro del nuovo Governo, per ribadire la solidarietà dell’Italia al popolo Ucraino e concordare le nuove misure che il governo intende predisporre sulla base del mandato parlamentare. Urso giunge a Kiev il giorno dopo il voto espresso a larga maggioranza dal Senato al nuovo decreto che autorizza l’invio di armi e equipaggiamento nel 2023, con l’annuncio del sesto pacchetto in preparazione e la predisposizione delle misure di soccorso umanitario anche nel campo delle infrastrutture energetiche ed elettriche annunciate sempre ieri da Palazzo Chigi. La delegazione è composta anche dal consigliere diplomatico del presidente Meloni, Ambasciatore Talò e dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

 

11 GENNAIO - I RUSSI BOMBARDANO KHARKIV POCHE ORE DOPO VISITA DELLA MINISTRA TEDESCA BAERBOCK

Aggiornamento ore 19

Undici mesi dopo l’inizio dell’operazione militare, e a soli tre mesi della nomina a comandante del generale Serghei Surovikin, Mosca rimescola nuovamente le carte: a guidare le truppe in Ucraina sarà il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov in persona. Un salto di livello per garantire «un migliore coordinamento» e una «maggiore efficienza». E forse anche una risposta all’insofferenza dell’ala più dura dei nazionalisti per l’andamento del conflitto.

Il capo di stato maggiore russo Valery Gerasimov è stato nominato capo del raggruppamento congiunto delle forze impegnate nell’operazione militare speciale in Ucraina. Mosca ha deciso di affidare la conduzione delle operazioni delle forze congiunte in Ucraina direttamente al capo di Stato maggiore Valery Gerasimov a causa della «espansione delle dimensioni dei compiti» e alla necessità di una «maggiore efficienza», fa sapere il ministero della Difesa, citato dall’agenzia Interfax. I vice di Gerasimov saranno, per le forze aerospaziali, il generale Serghei Surovikin, finora comandante delle operazioni, e per l’esercito Oleg Salyukov. Il terzo vice di Gerasimov sarà Alexey Kim.

Aggiornamento ore 10

I russi hanno colpito Kharkiv in serata, poche ore dopo la visita della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, alla città ucraina devastata: lo scrive il governatore dell’oblast, Oleg Synegubov, su Telegram. «Restate nei rifugi. Gli invasori stanno bombardando di nuovo!», scrive, rivolto ai concittadini, il governatore. Fonti giornalistiche sul posto affermano di aver udito diverse esplosioni.

Intanto i mercenari russi del Gruppo Wagner rivendicano di aver conquistato la cittadina ucraina di Soledar e di averne circondato il centro, dove si combatte: lo ha affermato il fondatore e capo della milizia, l’oligarca amico di Putin Ievgheni Prigozhin. «Unità della compagnia militare privata Wagner hanno preso l’intero territorio di Soledar sotto il suo controllo. Il centro cittadino è stato circondato e si combatte una guerra urbana. Il numero dei prigionieri sarà annunciato domani», scrive Prigozhin sul canale Telegram del Gruppo Wagner.

 

10 GENNAIO - MOSCA: «IL CONFLITTO IN UCRAINA E' UNO SCONYRO TRA NATO E RUSSIA»

Il colonnello generale Alexander Lapin è stato nominato capo dello Stato Maggiore delle Forze di terra russe: lo hanno dichiarato alla Tass fonti vicine al Ministero della Difesa russo. «Il generale Lapin è stato effettivamente nominato capo dello Stato maggiore dell’esercito russo», ha confermato una fonte della Tass. Se la notizia fosse confermata, Lapin prenderebbe il posto di Valerij Vasil’evič Gerasimov.

Intanto il fedelissimo di Putin, segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev afferma che «gli eventi in Ucraina non sono uno scontro tra Mosca e Kiev, è uno scontro militare tra la Nato, e soprattutto Stati Uniti e Inghilterra, e la Russia»«.

Da Kiev la denuncia: la regione di Zaporizhzhia colpita oltre 600 volte dall’inizio di quest’anno. Gli attacchi hanno provocato quattro morti e sette feriti secondo il capo dell’Amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh, come riporta Ukrinform.

 

 

9 GENNAIO - MOSCA RIVENDICA UNA STRAGE DI SOLDATI UCRAINI, KIEV NEGA. RUSSIA: «LIBERATA BAKHMUT»

La guerra in Ucraina si combatte anche con le armi della propaganda. Il terreno di scontro stavolta è un presunto raid russo contro un insediamento di truppe nemiche a Kramatorsk. Un attacco con risultati sensazionali, secondo Mosca, che ha rivendicato di aver ucciso in un colpo solo ben 600 soldati, per vendicare il blitz di Kiev alla caserma di Makiivka la notte di capodanno. Niente di più falso, è stata invece la replica delle forze armate ucraine.

La finta tregua del Natale ortodosso ordinata da Vladimir Putin si è chiusa così com’era cominciata. Dopo la mezzanotte, ora in cui le truppe di occupazione hanno riaperto ufficialmente le ostilità, sono ripresi i bombardamenti sulle zone più calde del conflitto. A partire da Kramatorsk. Un portavoce del ministero della difesa russo, riferendo i dettagli dell’operazione condotta nella roccaforte ucraina del Donetsk, ha dato conto di un successo senza precedenti in un singolo attacco. 

Secondo il Quartier Generale della Difesa Territoriale dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, le forze russe hanno liberato l’insediamento di Bakhmut. Lo riporta la Tass. «A partire da oggi Bakhmut è stata liberata», hanno affermato i filorussi. Intorno alla città dell’Ucraina orientale feroci combattimenti sono in corso da cinque mesi, con i mercenari del gruppo Wagner, fondato dall’alleato del presidente russo Vladimir Putin, Evgeny Prigozhin che attaccano le difese ucraine per aprire una breccia nelle difese attorno a Bakhmut e al sobborgo di Soledar, epicentro della battaglia.

 

8 GENNAIO - MOSCA, COLPITA DA RAZZI UCRAINI CENTRALE ELETTRICA DONETSK

Dopo la fine della tregua, dichiarata da Mosca dalle 12 ora locale del 6 alle 24 del 7, Mosca torna a colpire con missili l’ Ucraina. «I russi stanno attaccando la regione di Kharkiv e in diverse regioni è stato dichiarato un raid aereo», afferma il presidente dell’amministrazione statale regionale di Kharkiv Oleg Sinegubov, come riporta Ukrainska Pravda citando anche il sito «alerts.in.ua». L’allarme anti-aereo è stato dichiarato nelle regioni di Kharkiv, Poltava, Dnepropetrovsk, Zaporizhzhia e nel Lugansk.

Missili d’artiglieria ucraini, intanto, hanno colpito e danneggiato la centrale elettrica di Starobeshevskaya, nella regione di Donetsk, nel Donbass occupato dai russi. Lo scrive l’agenzia russa Tass, citando fonti locali dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Le fonti affermano che almeno due persone, due addetti alla centrale termica, potrebbero essere rimaste sotto le rovine della centrale colpita, dove stanno operando i soccorritori. I missili, dicono le fonti alla Tassi, sono stati sparati da un lanciatore multiplo in dotazione alle forze di Kiev.

 

7 GENNAIO - MOSCA: «OSSERVIAMO TREGUA NONOSTANTE VIOLAZIONI UCRAINE»

La Russia continua a osservare la tregua per il Natale ortodosso in Ucraina, malgrado «gli attacchi» da parte di Kiev in violazione di essa, secondo quanto afferma il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. Secondo il portavoce della Difesa, Igor Konashenkov «l’insieme delle truppe russe nell’area dell’operazione speciale (così Mosca chiama l’invasione ucraina, ndr) dalle 12:00 del 6 gennaio osserva il cessate il fuoco lungo l’intera linea di contatto», mentre «il regime di Kiev ha continuato a bombardare gli insediamenti e le posizioni russe il giorno precedente», scrive la Tass.

Intanto l’intelligence militare ucraina ha affermato che la Russia è pronta a ordinare la mobilitazione di ben 500.000 coscritti a gennaio in aggiunta ai 300.000 richiamati a ottobre. Lo scrive il Guardian sottolineando che si tratta di un altro segnale evidente che il presidente Vladimir Putin non abbia alcuna intenzione di porre fine alla guerra. Vadym Skibitsky, vice capo dell’intelligence militare ucraina, ha affermato che l’Ucraina ritiene che i coscritti parteciperanno ad una serie di offensive russe durante la primavera e l’estate nell’est e nel sud del paese.

 

6 GENNAIO - ZELENSKY: «LA TREGUA SERVE SOLO A PREPARARE NUOVI ATTACCHI, È SOLO UNA COPERTURÀ». MEDVEDEV: «TREGUA RIFIUTATA? MEGLIO COSÌ»

«Le autorità russe vogliono usare il Natale come copertura per fermare l’avanzata dei nostri ragazzi nel Donbass, anche solo per un po', e portare attrezzature, munizioni e mobilitarsi più vicino alle nostre posizioni». Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha commentato nel suo messaggio serale la tregua di 36 ore per il Natale ortodosso chiesta da Vladimir Putin. «Questo - ha aggiunto - porterà solo un altro aumento del numero delle vittime». La tregua dovrebbe durare dalle 10 (ora italiana) di oggi fino alle 22 del 7 gennaio. Per il presidente Usa, Joe Biden, Putin «sta solo cercando un po' di ossigeno» e capisce che i Patriot funzionano.

Ucraina, Biden: "Tregua Putin? Cerca solo un po' di ossigeno"

Intanto l’ex presidente russo e attuale vice del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha dichiarato - citato dalla Tass - che «una mano di pietà cristiana è stata tesa all’Ucraina» per la Grande festa (il Natale ortodosso) e che Kiev «l’ha rifiutata», aggiungendo che questo per i russi significa «meno problemi». Secondo Medvedev, «molti dei nostri soldati credo abbiano tirato un sospiro di sollievo quando hanno saputo del rifiuto della tregua natalizia (da parte dell’ Ucraina). Meno problemi e astuzie», ha commentato sul suo canale Telegram, secondo la Tass.

 

5 GENNAIO - PUTIN ORDINA  LA TREGUA IL 6 E 7 GENNAIO PER IL NATALE ORTODOSSO. KIEV: "UNA IPOCRISIA"

Aggiornamento ore 17

Il Cremlino fa appello all’Ucraina perchè rispetti anch’essa un cessate il fuoco di 36 ore per il Natale ortodosso. «In considerazione del fatto che un gran numero di cittadini di fede ortodossa vivono nelle zone di combattimento, facciamo appello alla parte ucraina perchè dichiari un cessate il fuoco, per dare loro la possibilità di presenziare alle cerimonie della vigilia così come del giorno della Natività di Cristo», si legge in un comunicato del servizio stampa della presidenza russa ripreso dall’agenzia Ria Novosti.

Non si è fatta attendere la risposta da Kiev: "La tregua natalizia in Ucraina è una ipocrisia", ha affermato il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, su Twitter.

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La Russia si prepara a un’escalation della situazione al fronte a febbraio e allo stesso tempo si muove dietro le quinte per spingere Kiev a firmare «accordi di pace» sul modello di quelli di Minsk: lo ha detto all’emittente pubblica ucraina Suspilne il segretario del Consiglio di sicurezza e di difesa ucraino, Oleksii Danilov. «Febbraio sarà decisivo per loro - ha affermato Danilov -. Perchè le date sono importanti per loro, gli anniversari, ecc. Si stanno preparando a un’escalation». «Adesso un uomo di nome Kozak (collaboratore del politico ucraino filo-Cremlino e amico personale di Putin, Viktor Medvedchuk, ndr) è diventato più attivo - ha proseguito -. Sta organizzando incontri con i rappresentanti europei per costringerci a firmare alcuni accordi di pace, o almeno così credono, una sorta di Minsk 3. Naturalmente non accetteremo».

Nelle scorse ore la Marina russa ha varcato il Rubicone: dalla base della Flotta del Nord nel mare di Barents è partita la fregata Ammiraglio Gorshkov, nuova arma letale del Cremlino che a bordo ha in dotazione i temuti missili ipersonici Zirkon, capaci di annientare un’intera flottiglia di navi nemiche a centinaia di chilometri di distanza.

Intanto il portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha risposto duramente alla premier Giorgia Meloni, che nella conferenza stampa di fine anno aveva parlato della disponibilità dell’Italia a ’farsi garante di un processo di pace'. L’Italia non solo ha assunto un atteggiamento «molto aggressivo contro la Russia», ha detto, ma contribuisce con gli altri Paesi della Nato ad armare l’Ucraina. Considerata quindi la sua «posizione di parte», non può essere vista da Mosca «come un onesto mediatore o un possibile garante del processo di pace». 

 

4 GENNAIO - ALL'ALBA ESPLOSIONI IN CRIMEA: COLPITE BELBEK E SEBASTOPOLI

Esplosioni questa mattina a Sebastopoli e nelle zone limitrofe della città, in Crimea, sono state riferite dai canali Telegram. Nella serata di ieri ci sono state altre esplosioni vicino all’aeroporto militare di Belbek, sempre in Crimea, annessa unilateralmente dalla Russia. Anche i residenti di Simferopoli hanno scritto sui social network di aver sentito il rumore di esplosioni vicino all’aeroporto di Belbek.

Nel corso della notte l’esercito russo ha colpito più volte i quartieri residenziali di Nikopol, città dell’Ucraina orientale che si trova di fronte a Zaporizhzhia. Sono stati danneggiati oltre alle abitazioni anche un gasdotto e una rete elettrica.

 

3 GENNAIO - ZELENSKY: "MOSCA PIANIFICA ATTACCO A LUNGO TERMINE CON I DRONI"

"Nei primi due giorni del nuovo anno, le forze di occupazione russe hanno attaccato l’Ucraina con droni di fabbricazione iraniana, più di 80 dei quali sono stati distrutti dalle Forze di Difesa ucraine. La Russia sta pianificando un nuovo attacco a lungo termine con gli Shahed, quindi ora tutti coloro che sono coinvolti nella protezione del cielo dovrebbero essere particolarmente attenti". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso video citato da Ukrinform.

Nel corso delle ultime 24 ore l’esercito russo ha bombardato la regione di Kherson per 80 volte, due civili sono stati uccisi e nove feriti: ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Yaroslav Yanushevich. «Gli occupanti russi hanno bombardato il territorio della regione di Kherson 79 volte. Il nemico ha attaccato gli insediamenti della regione con artiglieria, lanciarazzi, mortai e carri armati», ha detto. Yanushevich ha sottolineato che la sola città di Kherson è stata attaccata per 32 volte.

Questa mattina l’esercito russo ha inoltre lanciato missili sulle città di Druzhkivka e Kramatorsk in Donetsk: al momento c’è notizia di due feriti.

 

2 GENNAIO - BOMBE SULLA BASE MILITARE RUSSA DI DONETSK: «UCCISI 400 SOLDATI»

Aggiornamento ore 13

Un attacco lanciato ieri dalle forze di Kiev contro «un alloggio militare» russo nella città ucraina di Makiivka, nella regione di Donetsk (est) occupata dalle forze di Mosca ha provocato ha provocato la morte di 400 soldati russi e il ferimento di altri 300. Lo riportano i media ucraini che pubblicano foto e video del luogo dove si trovavano i militari russi per la maggior parte mobilitati completamente distrutto. Alexander Sladkov, corrispondente di guerra del canale televisivo Rossiya, ha dichiarato che nella base c’erano russi mobilitati. Il colpo alla base è stato sferrato a mezzanotte, mentre i soldati russi erano a tavola per festeggiare il Capodanno.

 

Ucraina, colpita una base russa nel Donbass: strage di soldati

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Durante la scorsa notte sono state segnalate esplosioni nelle regioni ucraine di Kiev, Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk. L’emittente Strana riporta di un’esplosione a Dnipro. L’agenzia Tass parla di tre deflagrazioni segnalate a Zaporizhzhia e di una a Melitopol. L’allarme antiaereo è scattato nelle regioni di Kiev, Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia, Kherson, Mykolaiv, Kirovohrad, Vinnytsia, Cherkasy e Poltava. A causa di questi bombardamenti russi, nella capitale ucraina un ragazzo di 19 anni è rimasto ferito e un edificio residenziale è stato danneggiato. Nel corso dell’attacco la difesa ucraina ha «abbattuto 20 obiettivi aerei sopra la capitale», ha precisato l’amministrazione senza fornire altre informazioni. L’attacco russo della notte scorsa sulla città di Kiev ha danneggiato le infrastrutture energetiche della capitale ucraina. «In città sono state dichiarate interruzioni d’emergenza di corrente. Alcune strutture per la fornitura di calore sono state scollegate dalla rete elettrica. L’acqua viene fornita in modo regolare», ha scritto Klitschko.

L'Ucraina a sua volta ha saputo difendersi: le forze di Kiev hanno abbattuto la notte scorsa tutti i 42 obiettivi aerei - 41 droni e un missile - lanciati dai russi: lo ha reso noto l’Esercito su Telegram, come riportano i media locali. «Nella notte tra l’1 e il 2 gennaio 2023, gli invasori russi hanno lanciato un attacco massiccio con droni kamikaze Shahed 131/136 di fabbricazione iraniana. 

 

1° GENNAIO 2023 - KIEV, ABBATTUTI 45 DRONI KAMIKAZE RUSSI NELLA NOTTE DI CAPODANNO. MOSCA AVREBBE MISSILI PER TRE SOLI ATTACCHI SU LARGA SCALA

Sono proseguiti anche nella notte di Capodanno gli attacchi russi sull’Ucraina. La contraerea di Kiev avrebbe distrutto 45 droni kamikaze Shahed-131/136 di fabbricazione iraniana lanciati dalle forze russe, secondo quanto reso noto dal comando delle forze aeree. L’esercito avrebbe respinto ieri attacchi russi vicino a nove villaggi, mentre Mosca ha lanciato 31 attacchi missilistici, 12 raid aerei e oltre 70 attacchi con lanciarazzi multipli. Secondo gli 007 ucraini, la Russia ha a disposizione missili da crociera per lanciare al massimo altri tre attacchi su larga scala contro il Paese.

 

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