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Cake designer morì in Moldavia dopo la fecondazione assistita, l'autopsia: uccisa dal Covid

Cristina Toncu in una foto dal suo profilo Facebook
Cristina Toncu in una foto dal suo profilo Facebook
Cristina Toncu in una foto dal suo profilo Facebook
Cristina Toncu in una foto dal suo profilo Facebook

Sarebbe morta per Covid e non a causa delle complicazioni dovute ad un intervento di fecondazione assistita in una clinica di Chisinau, in Moldavia, Cristina Toncu, la 30enne cake designer di Chivasso (Torino) ma di origini moldave. È quanto è stato comunicato alla famiglia dopo l’autopsia ordinata dalle autorità moldave per fare luce sulla morte. Un’ipotesi che la famiglia di Cristina ha respinto al mittente chiedendo, tramite i propri legali, un’altra perizia sul corpo della donna. 

Cristina e il marito si erano rivolti ad una clinica di Chisinau per il prelievo degli ovociti, per tentare di avere un figlio attraverso la fecondazione assistita. Durante l’intervento del 26 agosto, la ragazza è andata in arresto cardiaco ed è morta dopo alcuni giorni di coma. Secondo l’autopsia il decesso sarebbe stato causato dalle complicazioni provocate dal Coronavirus. Un’ipotesi che la famiglia di Cristina ha respinto al mittente chiedendo, tramite i propri legali, un’altra perizia sul corpo della donna. La positività della 30enne sarebbe stata rilevata solo il 28 agosto, due giorni dopo l’intervento, e di questo nessuno ne fece mai parola con il marito o con il resto  della famiglia.

 

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