Tennis

Sfuma il sogno, Sinner ko a Miami. «Non è stata la mia giornata, ma tornerò più forte»

L'azzurro Jannik Sinner (a sinistra) e il polacco Hubert Hurkacz (a destra) durante la premiazione (Foto EPA/RHONA WISE)
L'azzurro Jannik Sinner (a sinistra) e il polacco Hubert Hurkacz (a destra) durante la premiazione (Foto EPA/RHONA WISE)
L'azzurro Jannik Sinner (a sinistra) e il polacco Hubert Hurkacz (a destra) durante la premiazione (Foto EPA/RHONA WISE)
L'azzurro Jannik Sinner (a sinistra) e il polacco Hubert Hurkacz (a destra) durante la premiazione (Foto EPA/RHONA WISE)

«Oggi non è stata la nostra giornata, ma abbiamo fatto grandi miglioramenti»: Jannik Sinner conserva il buonumore e la sportività dopo la sconfitta nella finale del Miami Open contro il suo amico, compagno di allenamenti e di doppio Hubert Hurkacz. La sfida tra i due è finita con un abbraccio e tanti sorrisi.

 

«Complimenti, in questi dieci giorni hai dimostrato tutto il tuo talento. Sei il mio migliore amico sul circuito, sono orgoglioso della persona che sei. Spero che giocheremo ancora il doppio insieme» ha detto Sinner durante la cerimonia di premiazione.
 

Il giovane e promettente tennista azzurro Jannik Sinner ha cominciato male la finale del Miami Open contro Hubert Hurkacz e l'ha finita peggio. Rimandando i sogni di vittoria ad altra occasione. L'amico-avversario polacco infatti è partito molto meglio, ingranando le battute giuste, rubandogli il servizio, e portandosi rapidamente in vantaggio in questa che era per entrambi la prima finale in un Master 1000. La sfida si è chiusa con il punteggio di 7-6 6-4 per Hurkacz in appena un'ora e 40 minuti di gioco sul campo in cemento dell'impianto dell'Hard Rock Stadium (la "casa" dei Miami Dolphins di football NFL) in Florida.

Per il tennista altoatesino è stato un match tutto in salita, all'inseguimento del rivale, che ha sbagliato e concesso poco. Sinner che aveva abituato il pubblico e i suoi tifosi a un gioco energico, fatto di corsa e di forza, di accelerazioni improvvise sotto rete, verso la fine del primo set è sembrato un po' affaticato, complice forse l'emozione di trovarsi nella finale di un torneo così importante ad appena 19 anni. Ha fatto molti errori, la battuta è stato il suo punto più debole, si è difeso come ha potuto; ha anche avuto dei guizzi alla Sinner, che hanno fatto sperare potesse riprendere in mano la sfida, ma in verità contro il suo migliore amico nel circuito, e ogni tanto anche compagno di doppio e pure di allenamento, non c'è stata partita. Per il giovane azzurro resta un inizio di stagione strepitoso, con una grandissima prova complessiva nel primo Master 1000 della sua carriera, e un notevole balzo in avanti nella nuova classifica mondiale del tennis (da domani è il n. 21), con la certezza che questo ragazzo avrà molto da dire sulla terra rossa nei prossimi anni.

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