L'intervista

Davide Rigon: «Quando guidi una Ferrari l’obiettivo è solo vincere»

Parte da Daytona la stagione 2023 del pilota vicentino della Rossa.
Il vicentino Davide Rigon, 36 anni, è alla sua sedicesima stagione con la casa di Maranello
Il vicentino Davide Rigon, 36 anni, è alla sua sedicesima stagione con la casa di Maranello
Il vicentino Davide Rigon, 36 anni, è alla sua sedicesima stagione con la casa di Maranello
Il vicentino Davide Rigon, 36 anni, è alla sua sedicesima stagione con la casa di Maranello

Davide Rigon è stato confermato alla guida delle vetture GT della Ferrari. Per lui due anni di contratto più uno di opzione. Per la Ferrari il pilota vicentino, che l'anno scorso ha conquistato il campionato IMSA Endurance Cup, è una certezza, tanto che quest’anno lo vedrà impegnato su più fronti. Oltre a essere il development driver della F1 assieme ad Antonio Cuoco, ha sviluppato anche le due nuove vetture del Cavallino per le gare endurance: la 499P Hypercar e la 296 GT3. La prima gara è in programma questo weekend la 24 Ore di Daytona, con il team Risi Competizione, squadra ufficiale di Ferrari per le gare di endurance negli Stati Uniti. «Nel campionato IMSA parteciperò alle quattro gare di durata, quelle superiori alle 6 ore, previste in stagione: oltre alla 24 Ore di Daytona, parteciperò alla 12 Ore di Sebring, la 6 Ore di Watkins Glen e la Petit Le Mans di 10 ore». Gli altri piloti del team Risi Competizione sono Daniel Serra, Alessandro Pier Guidi e James Calado. «Siamo un team affiatato perché corriamo insieme da alcuni anni. Conosciamo lo stile di guida uno dell’altro e ci aiuta anche a definire le strategie in gara», spiega Rigon. 

Porterai al debutto la nuova Ferrari che hai contribuito a sviluppare?
La Ferrari 296 GT3 è un’auto giovane, sviluppata con un lavoro meticoloso ma portata in pista solo ad agosto e in questi mesi abbiamo fatto tantissimi test. Potrà avere qualche problema di gioventù come tutte le nuove vetture, ma siamo certi che sarà competitiva.

Quanto è importante la strategia in una gara di 24 ore? 
È la padrona della corsa. Le strategie sono fondamentali e complesse, perché in una gara così lunga può succedere di tutto, tra le condizioni meteo, gli incidenti, le safety car che entrano a rallentare i ritmi. In un a gara normale ci sono almeno 20 pit stop, ma possiamo arrivare anche a 30 e dopo mezz’ora di gara i piani possono andare all'aria. E hai altre 23 ore e mezza di corsa durante le quali devi correre al massimo. Devi prendere in considerazione tantissime variabili: per esempio i consumi degli pneumatici e della benzina. Questi aspetti influenzano la gestione della vettura. 

Quali altre gare ti aspettano? 
Correrò anche il GT World Challenge Europe, il campionato di endurance europeo. Anche qui al volante della Ferrari 296 GT3, della quale sarò la guida principale quest'anno. Qui correrò con il team AF Corse, insieme a me ci sarà ancora Daniel Serra e questa volta si aggiunge Antonio Fuoco. Saranno cinque gare, la prima delle quali a Monza ad aprile. 

Gli obiettivi di quest'anno?
Se guidi una Ferrari guidi per vincere. L’obiettivo quindi è vincere il campionato IMSA ripetendo il titolo dell'anno scorso. Poi c’è la sfida nella sfida: Ferrari non vince la 24 Ore di Daytona dal 1998. Infine, un obiettivo personale: a Daytona sono arrivato quattro volte secondo. Quest'anno non voglio accontentarmi. 

Hai avuto un ruolo importante nello sviluppo la Ferrari 499P, la Hypercar, l'avveniristica vettura realizzata per tornare a vincere la 24 Ore di Le Mans. Però in Ferrari hanno deciso di non includerti nel team di piloti di questa vettura. Una scelta che ha sorpreso. Come mai? 
A dirti la verità sono stato sorpreso anche io. Ma ammetto che in Ferrari ho diversi impegni: mi occupo di sviluppare la monoposto di F1, per la quale lavoro moltissimo con il simulatore. Faccio parte dei team impegnati nelle gare GT. Lo sviluppo della Hypercar mi ha portato via molto tempo. Quindi per ora mi concentrerò nell’IMSA, continuando il mio impegno nello sviluppo della F1 e nelle gare GT, dove abbiamo l'obiettivo di portare alla vittoria l'altra vettura al debutto, la 296 GT3. Ma ammetto che mi dispiace non poter correre con la Hypercar, dopo aver contribuito a svilupparla». 

Un Rigon un po’ deluso ma non per questo demotivato, anzi. Il pilota originario di Lugo è molto determinato e quest’anno è chiamato a un impegno importante: portare alla vittoria la nuova Ferrari 296 GT3. Dopo tanti mesi passati a sviluppare le auto, è il momento di abbassare la visiera e premere il gas. 
 

Alessandro Da Rin Betta