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Schermi & Visioni

Rossellini restaurato tra il Messico e Tokyo

di Luca Canini

Paisà Roberto
Rossellini (1946)
La notizia è di quelle che meritano coriandoli e stelle filanti: sulle frequenze virtuali di RaiPlay, gratis e a portata di clic, sono disponibili tredici film in versione restaurata di Roberto Rossellini. Del padre nobile del cinema italiano, e di buona parte di quello europeo, c’è l’intera trilogia della guerra, ci sono gli inevitabili «Europa ’51» e «Viaggio in Italia», c’è l’epocale «Stromboli (Terra di Dio)», ci sono i mai troppo celebrati «Il generale Della Rovere», «La macchina ammazzacattivi» e il film in due episodi «L’amore», ma anche opere meno frequentate come «La paura», il meraviglioso «India», l’intervista a Salvador Allende «La forza e la ragione», oltre a «Napoli ’43», una delle cinque parti di «Amori di mezzo secolo». Fate la vostra scelta. Io per me non posso non tornare a «Paisà», che sta al nostro cinema come «I promessi sposi» stanno alla nostra letteratura. Voto: 10+.

Adolfo
Sofía Auza (2023)
Restiamo su RaiPlay per l'opera prima della messicana Sofía Auza, che approda in Italia dopo l'Orso di Cristallo vinto al Festival di Berlino (il premio che viene assegnato ai lungometraggi in concorso nella sezione Generation). «Adolfo» è il nome del cactus che Hugo, uno dei due protagonisti, ha ricevuto come unica eredità dal padre scomparso da pochi giorni. Tra i due non c'era un buon rapporto, lo si intuisce, e in una notte in cui tutto può succedere, a contatto con l'estroversa Momo, l'altra protagonista, iniziano a emergere i dettagli di una vicenda dolorosa. Anzi, di due vicende dolorose, perché anche Momo ha la sua di storia di sofferenza e di miseria da raccontare. Insomma, il classico incontro di solitudini in un altrettanto classico coming of age che dura dal tramonto all'alba. Un esordio che promette bene. Voto: 6.5 e avanti con il prossimo.

Because WeForget Everything
Moegara (2022)
Non ne potete più di serial killer e psicopatici? Ne avete fin sopra i capelli di poliziotti burberi, investigatori scalcagnati e cittadine americane di provincia dove succedono solo le peggio cose? Fatevi un giretto dalle parti di Disneye dite a Hiroshi Abe che vi mando io. C'è tutto un piccolo mondo segreto fatto di chiacchiere sul senso della vita e dell'amore che vi aspetta. «Because We Forget Everything» è il tipico drama nel quale avvolgersi per riscaldare l'anima intorpidita dalle meschinità del quotidiano. Tutto succede davanti e dietro al bancone di un bar di Tokyo, che lo scrittore di gialli M (Hiroshi Abe, per l'appunto) usa come base d'appoggio per le sue esplorazioni a corto raggio nei fatti altrui. Un osservatore silenzioso, discreto, che poco alla volta ci fa entrare nella sua placida esistenza. Voto: 7+.

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