Cinema

Ciak alla tomba Brion, il seguito di Dune si gira anche in Veneto

Che cosa ci faceva Denis Villeneuve ad Asolo nei giorni scorsi? E dove si dirigeva quella piccola carovana di furgoni vista transitare tra il Bassanese e l’ovest trevigiano? E quella quarantina di persone, tra le quali è stato riconosciuto il regista, probabilmente in compagnia della moglie, che ha consumato una colazione ieri mattina nella pasticceria di una frazione di Altivole? La risposta non è fantascienza, ma con la fantascienza ha a che fare: alcune scene del seguito di “Dune”, il kolossal pluripremiato agli ultimi Oscar, saranno girate in Veneto. Per la precisione, a San Vito di Altivole, alla tomba Brion, capolavoro dell’architetto Carlo Scarpa. Un complesso in stile modernista, dove il cemento e le linee essenziali dialogano con l’acqua in una serie di piccoli edifici che possono richiamare architetture del futuro. 
Innamoratosi del luogo, segnalatogli su internet, il regista ha deciso di valutarne di persona l’idoneità come set cinematografico, trovando la collaborazione dell’amministrazione comunale e dalla famiglia Brion, fondatrice di Brionvega,l’azienda di elettrodomestici ed elettronica che ha fatto la storia del design industriale italiano nel mondo.
Detto, fatto: la produzione ha organizzato la spedizione, nella massima segretezza. Da Budapest, dove sono in lavorazione gli interni della seconda puntata della saga,Villeneuve si è spostato con una parte della troupe nella Pedemontana trevigiana, accompagnato dai più fidi collaboratori, tra i quali il direttore della fotografia Greig Fraser e lo scenografo Patrice Vermette, vincitori di due dei sei Oscar che hanno premiato “Dune 1” a Los Angeles il 28 marzo scorso. Anch’essi, ovviamente, in prima linea per effettuare le valutazioni sulla migliore resa cinematografica della location. Non sarebbero state rilevate controindicazioni: le riprese, che saranno blindatissime, potrebbero scattare già entro poche settimane.
In effetti il complesso monumentale, recentemente restaurato, che fonde arte veneziana e filosofie orientali, ben si presterebbe per esempio come sede di un “sietch”, uno dei rifugi dei ribelli del pianeta Arrakis, al centro della vicenda, o comunque come edificio di una qualche altra civiltà della galassia di Canopo. La struttura è perfettamente in linea con le ambientazioni scelte da Villeneuve per il primo film, girato con sorprendente fedeltà filologica al romanzo di Frank Herbert. Ma sono soltanto ipotesi accademiche: per scoprire quali scene vi verranno realizzate sarà necessario attendere l’uscita sugli schermi, prevista per l’autunno 2023. Intanto la fantasia può galoppare: ad Altivole si vedranno l’idolo delle ragazzine Timothée Chalamet (il tormentato eroe Paul Atreides), l’affascinante Rebecca Ferguson (la madre lady Jessica), la misteriosa Zendaya (Chani, la ragazza guerriera che Paul sogna e incontra) o altri attori di spicco? In ogni caso, la presenza di tomba Brion in uno dei film più attesi dalle platee di tutto il mondo sarà un colpo magistrale per il turismo veneto e l’appeal del territorio. 

Alessandro Comin