IL VINO

La bollicine di “Nostrum” ultimo nato di casa Cecchin

« A 25 anni dal celebre “Riserva” è come se fosse nato un figlio»
Roberta Cecchin, seconda generazione in azienda
Roberta Cecchin, seconda generazione in azienda

“Un vin rabioso”: così lo definivano un tempo i contadini dei monti Lessini orientali, ma gli unici a berlo erano praticamente loro. Da quel vino, rabbioso, asprigno, ottenuto da un un'uva dalla buccia coriacea, è venuto fuori un vino apprezzato anche a livello internazionale: il Durello.
La zona di produzione è sulle colline tra le provincie di Verona e Vicenza, una ventina di Comuni sparsi in sei vallate: Alpone, Illasi e Tramigna nel Veronese, Chiampo, Agno e Leogra in territorio berico. Una ventina sono anche le aziende, con una produzione annua che si attesta sulle 900 mila bottiglie. Non grandi numeri se paragonati a quelli di altri vini, ma un'enormità se si pensa che solo nel 1997 è partito il Consorzio del Durello con le prime sei aziende. «La prima bottiglia di Durello fermo non spumante l'ho prodotta nel 1975 - ricorda con una punta di malinconia Renato Cecchin, ingegnere con la passione per il vino, fondatore dell'omonima cantina ad Agugliana di Montebello - Ho impiegato poi oltre una decina d'anni per ottenere la versione spumante con il metodo classico. (...)

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Enrico Maule

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