Il Durello ultraclassico

Ha un record: altri due suoi vini, lo “Studio” e il “Monte Alto” da due anni sono Tre Bicchieri
Emma Dalla Benetta
Emma Dalla Benetta

All'azienda agricola Ca' Rugate credono nell'uva, nel territorio e nella famiglia. Tre valori classici che danno forma moderna alla tradizione (non solo enologica) intesa come prospettiva di vita e di lavoro. Così, quando in Cantina hanno deciso di cimentarsi con le bollicine, in linea con questi valori il loro metodo classico acquista un'anima. Diventa perfino... ultraclassico. Michele Tessari, 38 anni, enologo e amministratore dell'azienda che si trova in comune di Montecchia di Crosara, località Pergola, ha deciso di battezzare con il nome del papà, Amedeo, il durello che è nato dopo anni di studio e di sperimentazioni. Amedeo è anche il nome del figlio di Michele, nato da pochi mesi: rappresenta la quinta generazione della famiglia, che proprio un altro Amedeo aveva pilotato verso la coltivazione dell'uva agli inizi del Novecento. «Consapevoli che il metodo classico è un campo di gioco molto delicato e complesso - spiega Tessari - crediamo di aver raggiunto un primo interessante risultato. Così come crediamo che le solide radici familiari, insieme allo spirito di sacrificio, costituiscano il vero senso del percorso: da un figlio a un padre, da un padre a un figlio, attraversando generazioni passate e future».
Il durello metodo classico di Ca' Rugate è per 90% durella e 10% garganega: è prodotto in appena 3.320 bottiglie. La vendemmia è quella del 2008: il vino è affinato in bottiglia per 42 mesi. Questo durello “riserva” rappresenta l'orgoglio della Cantina, che peraltro detiene un record in termini di qualità: i Tessari, infatti, nella Guida dei vini d'Italia del Gambero Rosso hanno bissato per due anni consecutivi i Tre Bicchieri con due bianchi, lo “Studio” e il “Monte Alto”, quest'anno in vendemmia 2010.
I vini di casa Tessari rappresentano l'unica realtà nel Nordest che può vantare due Tre Bicchieri, mentre in Italia, oltre a Ca' Rugate, solo altre tre aziende hanno ottenuto questo doppio riconoscimento.
Di questi ultimi vini, da sottolineare lo “Studio”: per il 60% è Trebbiano e per il 40% Garganega. «Ai Tessari - spiega Davide Pilan, esperto del settore - va il merito di aver riportato il Trebbiano di Soave nella zona doc di Soave. È un'uva difficile, ma è più longeva. Lo “Studio” è vinificato e fermentato in acciaio, poi affinato in botti di Romanée Conti per nove mesi». È stato prodotto in 7.280 bottiglie.
L'azienda produce 550mila bottiglie, suddivise in tredici etichette. Possiede 58 ettari, 35 nella zona del Soave e 23 in Valpolicella. In quest'ultimo decennio, la presenza di Michele Tessari - che ha investito molto nella qualità - ha dato nuovo sprint all'azienda, che ha avuto un autentico exploit. Ma la famiglia Tessari resta ancorata alla tradizioni, sotto vari profili. Lo dimostra un altro vino, il Corte Durlo, vin santo prodotto in 300 bottiglie che raccoglie la tradizione di Brognoligo, paese di nascita del primo Amedeo, combattente in Guerra e mancato, per ironia della sorte, il 4 novembre 1918. Il ricavato della vendita di Corte Durlo è donato alla parrocchia. Anche questo è un valore.

Antonio Di Lorenzo