Veneto

Lavoro: con +72.600 posti superati i numeri del 2019

Prosegue la fase positiva del mercato del lavoro veneto, che dopo aver a lungo subito gli effetti della pandemia e delle misure restrittive per la limitazione del contagio, nel corso dell’estate ha recuperato quasi integralmente quanto perso nei mesi precedenti. Il dato emerge dalla «Bussola di Veneto Lavoro» aggiornata al 30 settembre.

La crescita da inizio anno è di 72.600 posti di lavoro dipendente, a fronte dei +74.200 registrati nel 2019. Il terzo trimestre dell’anno è andato anche meglio rispetto all’analogo periodo di due anni fa, con +5.500 posizioni di cui un migliaio nell’ultimo mese, e una crescita delle assunzioni del 4%. Il bilancio positivo - sottolinea l’agenzia regionale - è interamente imputabile ai contratti a tempo determinato, cresciuti di oltre 7.700 unità tra luglio e settembre, e con un incremento delle assunzioni pari al 6%. Lieve flessione invece per il tempo indeterminato, che mantiene tuttavia un saldo positivo.

Segno più in tutte le province, tranne quelle a maggiore vocazione turistica balneare e montana, che scontano come ogni anno la chiusura della stagione estiva. Il recupero più sostanzioso nel corso del trimestre lo fanno registrare Venezia (+14%), che rimane tuttavia la provincia più colpita dagli effetti della crisi e ancora lontana dal recuperare i livelli del 2019, Vicenza (+11%) e Padova (+9%). I settori più in difficoltà in questi primi nove mesi del 2021 si confermano turismo (-27%), commercio (-24%), occhialeria (-42%) e industria conciaria (-21%). In positivo le macchine elettriche (+8%), l’industria chimica e plastica (+3%), l’istruzione (+6%) e i servizi sanitari e sociali (+2%). Lo sblocco dei licenziamenti non ha determinato particolari scossoni, anzi il numero dei licenziamenti economici individuali e collettivi è inferiore a quello degli anni pre-pandemia, con 1.138 lavoratori di 629 aziende interessati finora.