Confcommercio

Immatricolazioni a picco: meno 37% nei primi sei mesi

I dati sulle immatricolazioni di autovetture e fuoristrada nei primi sei mesi del 2022 sembrano impietosi: in provincia di Vicenza registrano un –36,86% rispetto allo stesso periodo del 2021, mancano all’appello quasi 5 mila vetture. 
 

I ritardi. Ma la lettura che proviene da Vittorino Bisson, presidente dell’Associazione concessionari ufficiali autoveicoli di Confcommercio Vicenza placa chi vede una débâcle del settore: «Non è così - tiene a precisare - perché il calo del venduto in verità è ben più limitato: il problema è che le consegne da parte delle case costruttrici sono al rallentatore a causa delle difficoltà nel reperire i semiconduttori e così molte concessionarie si ritrovano ad aver venduto sì le vetture, ma a non averle ancora ricevute dalla casa madre e dunque a non poterle immatricolare. Nel nostro caso, ad esempio, come gruppo, abbiamo in questo momento un numero di veicoli in attesa di consegna 5 volte superiore rispetto a tempi normali».

Prezzi alti. Il presidente dei concessionari vicentini non nasconde che gli acquisti siano però in calo rispetto allo scorso anno: «La preoccupazione per il futuro, legata soprattutto a problema energetico e al contesto internazionale, si fa sentire». E poi, ad incidere su un raffreddamento delle vendite sono anche i prezzi: «La politica messa in campo da molte case madri ha penalizzato la disponibilità dei modelli base delle vetture rispetto a quelli più costosi e dunque il cliente che ha budget di spesa più limitati non trova un’offerta sufficiente. Potrebbe orientarsi sull’elettrico, ma anche qui i prezzi, nonostante gli incentivi, sono comunque inizialmente più alti, anche se poi si recupera con i bassi costi di gestione. Chiaro che questo penalizza la ricerca del nuovo».

Usato boom. E apre le porte al boom di richieste che in questo momento sta vivendo l’usato: «Ma anche qui i problemi non mancano perché se non si vende il nuovo, non si ritira l’usato e dunque l’offerta diminuisce e salgono i prezzi». Insomma, un circolo vizioso da cui è difficile uscirne e che ha anche un’altra controindicazione non di poco conto per i consumatori: «La ricerca spasmodica di usato - avverte Bisson - rischia di far aumentare il rischio truffa, soprattutto nel rapporto tra privati, con caparre pagate e venditori che spariscono». La sua è una calda raccomandazione: «Mi sento di raccomandare a tutti quelli che cercano usato di rivolgersi a operatori qualificati, verificandone anche la storicità, prestando molta attenzione a quelle offerte dove il venditore non dà le sufficienti garanzie di solidità».