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Lastebasse

Riapre la strada per Folgaria. Si viaggia a senso unico

di Matteo Carollo
La provinciale 350 sarà di nuovo percorribile, al massimo entro sera. Era stata chiusa a Pasqua dopo la terza frana
La frana di Lastebasse CAROLLO

Sarà riaperta oggi, la strada che collega Lastebasse con Folgaria. Dopo l’ultima frana, la terza, dallo scorso novembre, oggi pomeriggio, o al più tardi in serata, i veicoli potranno tornare a circolare lungo la strada provinciale 350. Per il momento, la circolazione sarà regolata a senso unico alternato da appositi semafori installati sulla carreggiata.

Alcune settimane ancora per la riapertura completa

Per una riapertura completa dell’arteria, collegamento fondamentale tra Vicentino e Trentino, serviranno invece alcune settimane, almeno tre, secondo le previsioni dei tecnici della Provincia autonoma di Trento. Nel frattempo, proseguono a pieno ritmo i lavori per la realizzazione delle opere che, secondo i tecnici trentini, dovrebbero costituire la soluzione definitiva al problema della caduta di massi e materiale dalla montagna sulla carreggiata. La decisione è stata quella di realizzare un vallo tomo, una sorta di trincea nella quale, secondo le previsioni, dovrebbero finire i massi in caduta dal monte, evitando così di piombare sulla strada.

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«Abbiamo concluso il disgaggio del versante», spiega il direttore dell’ufficio strutture stradali della Provincia autonoma di Trento Paolo Nicolussi Paolaz. «Domani (oggi, ndr) sarà conclusa la nuova barriera paradetrito lunga circa 100 metri e alta tre. La settimana prossima inizieremo a realizzare il vallo tomo; stiamo valutando la sua profondità con il geologo, che sta analizzando alcune simulazioni di caduta di massi. L’ordine di grandezza sarà comunque pari a circa 7 metri. Per la riapertura completa della strada bisognerà vedere come procederanno le lavorazioni; è prevedibile che si potrà riaprire del tutto la carreggiata fra tre o quattro settimane». 

L'ipotesi di far brillare alcune masse rocciose

Le decisioni sono state prese durante un vertice tra i tecnici e gli addetti del servizio gestione strade e del servizio geologico trentini. Sono in corso valutazioni anche su altri aspetti, per quanto riguarda il versante dal quale si sono staccate le frane. «Stiamo esaminando, in parete, alcune masse rocciose di volumetria abbastanza consistente», continua il direttore. «Decideremo se farle brillare, per cautela. In tal caso, dovremo chiudere la strada, ma solo per qualche ora, in corrispondenza delle volate». 

L'ultima frana il giorno di Pasqua

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L’ultimo episodio franoso risale al giorno di Pasqua, quando grossi massi da 5-6 metri cubi sono finiti sulla sede stradale, distruggendo una barriera paramassi da 2 mila kilojoule posata circa 15 anni fa. La strada è stata chiusa per la terza volta in pochi mesi. Una situazione insostenibile, per i circa 200 pendolari che ogni giorno percorrono l’arteria per raggiungere i posti di lavoro, ma anche per i settori commerciale e turistico. Con la sp 350 chiusa, i lavoratori sono costretti a percorrere 50 chilometri in più per raggiungere aziende, negozi, bar, enti nei quali sono impiegati, salendo da Arsiero fino a Tonezza e all’altopiano dei Fiorentini. Per chi sceglie di passare per l’altopiano di Asiago, il tragitto è ancora più lungo.

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