Il giorno delle manifestazioni

Green pass, le proteste nel Vicentino. Autotrasportatori: «Ingiusta deroga per gli stranieri»

La protesta dei lavoratori "no pass" davanti al municipio di Vicenza (Colorfoto)
La protesta dei lavoratori "no pass" davanti al municipio di Vicenza (Colorfoto)
La protesta "No pass" in Campo Marzo /1 (K.Z.)

Aggiornamento ore 16.30. Malumore anche fra i trasportatori artigiani vicentini dopo l’interpretazione congiunta fornita solo nella giornata di ieri dai ministeri delle Infrastrutture e della Salute, che precisa come gli autotrasportatori provenienti dall’estero possono liberamene circolare senza Green Pass a condizione che le operazioni di carico/scarico siano effettuate da altro personale. Da parte sua, Confartigianato Trasporti nazionale ha smentito con forza quanto afferma la nota dei ministeri in merito alla condivisione di tale decisione. E questa singolare interpretazione è avvenuta oltretutto nell’imminenza dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass anche nei luoghi di lavoro privato, contribuendo così ad aumentare incertezze, preoccupazione e difficoltà tra imprese e operatori.

«La norma così com’è - afferma Igor Sartori, presidente della categoria Trasporto Merci di Confartigianato Vicenza - oltre che essere ingiusta e discriminatoria, acuisce un problema di concorrenza sleale da parte degli autotrasportatori stranieri. Oggi il green pass ci mette in forte difficoltà, dovendo ad esempio spostarci per lunghi viaggi e avendo magari la necessità di eseguire il tampone. Ricordo a tutti che in farmacia è praticamente impossibile prenotare e che se anche un nostro autista ci riuscisse, il bilico di 18 metri farebbe fatica a parcheggiarlo. Il Governo comprenda una volta per tutte che le norme, che condividiamo nel loro obiettivo generale, devono essere pensate per essere applicabili da imprese di diversa dimensione e con forti peculiarità, come ad esempio la nostra».

«Ci uniamo perciò - conclude Sartori - alla richiesta di Confartigianato Trasporti in difesa delle imprese di autotrasporto, chiedendo fermamente che venga rivista la nota ministeriale e che siano garantite, anche per le imprese estere, le medesime condizioni applicate a quelle nazionali».

Sit-in di un gruppo di docenti delle scuole di Vicenza che hanno fatto lezione ad un drappello di studenti in piazza Matteotti, a Vicenza, in segno di protesta contro la certificazione verde.

 

Ore 12. Tra i manifestanti del Cub in corso Palladio (circa una cinquantina) a Vicenza, per protestare contro la certificazione verde Covid, anche la vice sindaca di Sarego e agente della polizia locale di Vicenza, Veronica Dalla Pria, che rincara la dose: «Misura ai limiti della legalità. Come figura istituzionale del mio comune, sono a casa, da dove farò tutte le mie attività e faremo i consigli comunali online».

Intanto, alle 14 davanti a palazzo Chiericati, dovrebbero incontrarsi i professori senza la certificazione verde, sospesi, per fare una lezione agli studenti "open air" come simbolo di protesta.

 

Ore 9. È iniziata poco prima delle 10 la manifestazione dei "No pass" a Campo Marzo a Vicenza. Un migliaio di persone si è riunito nel giorno in cui il green pass è diventato obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro. Dopo l'invito a lasciare la piazza come è stata trovata e un attacco ai mezzi di informazione, gli interventi: «Il pass è una identità digitale per il controllo sociale. Adesso è per i vaccini e i tamponi e poi?».

 

Nel Bassanese - Manifestazioni sono in corso anche nel Bassanese. Un piccolo corteo - non preavvisato e già finito - di una quarantina di lavoratori della Baxi è andato in scena stamattina a Bassano. I lavoratori  non sono entrati in ditta. Nessun intralcio al traffico. La manifestazione non autorizzata verrà segnalata all'autorità giudiziaria per eventuali provvedimenti.

Un'altra protesta è stata organizzata alle 8 in viale Vicenza a Marostica davanti alla sede della Vimar. Diversi operai sprovvisti del certificato hanno manifestato contro il green pass , «legge demoniaca, discriminatoria che lede la Costituzione, toglie il lavoro, lo stipendio e mette i lavoratori in uno stato di sopravvivenza». «Tutto questo è inaccettabile e illegittimo, visto che la direttiva 953/2021 vieta proprio la discriminazione come lo vieta la Costituzione Italiana. Diciamo "No al Green pass", il governo si deve dimettere» si legge in un comunicato diffuso dai lavoratori della Vimar.

Karl Zilliken