Sandrigo

L'uomo del kayak riprende i remi: ora sfiderà il Danubio

Inseparabili: Faresin e il kayak
Inseparabili: Faresin e il kayak
Inseparabili: Faresin e il kayak
Inseparabili: Faresin e il kayak

Dopo più di un mese, esattamente 34 giorni dopo la partenza, Beppe Faresin è riuscito a recuperare la sua canoa. Era stata persa a inizio luglio dalla compagnia aerea a Francoforte, uno smarrimento che aveva compromesso il viaggio programmato sul Noatak River in Alaska, obbligando il sandricense a rientrare in Italia. Una delusione, dopo tanta preparazione, che non ha gettato nello sconforto l'uomo del kayak. Si è subito rimboccato le maniche per organizzare un'impresa "last minute" tra le acque del secondo fiume più lungo d'Europa: il Danubio. Quattrocento chilometri da solcare a colpi di pagaia in una settimana, a bordo di una canoa canadese lunga sei metri. Il viaggio inizia nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 agosto con il trasferimento in auto fino a Passau, città tedesca vicina al confine austriaco, dove l'Inn e l'Ilz confluiscono nel Danubio. A remare con Faresin saranno Simone Campagnolo, già compagno di viaggio del sandricense nel 2017 sul Rio delle Amazzoni, e Marco Billo, giornalista del nostro quotidiano.

«Un itinerario che prevediamo di completare in 7 o 8 tappe per un totale di circa 20 mila pagaiate. Dalla Germania il fiume ci farà attraversare l'Austria, transitando per Linz e Vienna. Giungeremo infine nella capitale della Slovacchia, Bratislava. L'arrivo è previsto per venerdì 19 agosto», spiega il 69enne vicentino. «Lungo il percorso ci saranno 9 dighe da superare, con le relative chiuse, che richiederanno almeno un'ora ciascuna. Dopo otto ore al giorno di canoa ci fermeremo lungo gli argini per allestire il campo e montare le tende». L'avventura segue, 12 anni dopo, un primo viaggio sul Danubio: nel 2010 Beppe aveva già affrontato mille chilometri in solitaria da Vienna a Turnu Severin in Romania, attraversando sei nazioni, quattro capitali e incontrando sindaci e delegazioni Unicef. All'organizzazione aveva donato un euro per ogni chilometro percorso da destinare ai bambini di Haiti, paese colpito nel gennaio di quell'anno da un catastrofico terremoto.

Anche le prossime pagaiate sul fiume europeo saranno solidali perché destinerà 5 euro per ogni chilometro superato a Medici con l'Africa Cuamm. «Dopo i problemi logistici che mi hanno impedito di iniziare l'impresa sul Noatak, che ho rimandato al prossimo anno, e il rientro in Italia, ho subito deciso di affrontare il Danubio, completando l'itinerario del 2010. Non sarò da solo e nemmeno in un selvaggio angolo di mondo distante dall'uomo. Il viaggio, però, sarà tutt'altro che una passeggiata: con il tempo ho imparato che ogni fiume riserva sorprese e incognite. Quello che affronteremo nei prossimi giorni è un corso d'acqua con una gran bella portata e molto trafficato. Anche in questo caso la preparazione è importante. Nella canoa, infatti, ho installato uno specchietto retrovisore per monitorare la posizione delle barche e delle chiatte», racconta. «Fondamentale, infine, sarà la sinergia, la coesione e la capacità di adattamento dell'equipaggio».

Sarà possibile seguire la spedizione in tempo reale tramite il link disponibile sulla pagina Facebook "Danubio 2022". Gli aggiornamenti, con foto, video e racconti di viaggio, verranno anche pubblicati sul sito internet del Giornale di Vicenza. .