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15.06.2019

«Ha ucciso la moglie» Il Comune chiede i danni

La palazzina dove viveva Anna Filomena Barretta a Marano
La palazzina dove viveva Anna Filomena Barretta a Marano

Uno sportello dedicato alle donne in difficoltà e la scelta di costituirsi parte civile nel procedimento penale a carico di Angelo Lavarra, accusato di aver ucciso la moglie. È attraverso queste due azioni concrete che il Comune di Marano ha deciso di affrontare la tragica morte di Anna Filomena Barretta, la 42enne uccisa con un colpo di pistola alla testa lo scorso 20 novembre nel suo appartamento di via Aldo Moro. Lo Sportello Donna dedicato proprio alla memoria di Anna sarà aperto nel mese di settembre in piazza Silva; per il primo anno e mezzo la sua gestione è stata affidata, per conto del Comune, alla cooperativa Con Te. Per 6 ore a settimana - 4 come front office e 2 su appuntamento - lo sportello sarà seguito da una psicologa professionista, sostenuta dalle volontarie alle quali è rivolto un corso di formazione organizzato in tre incontri nel mese di luglio. Anche la data dell'inaugurazione ufficiale dello sportello - nella quale saranno coinvolte le scuole e le colleghe di Anna - è già stata fissata: sarà il 20 novembre, una data simbolica che segna un anno dall’uccisione della donna. «In questi mesi abbiamo svolto un “lavoro sottotraccia” - spiega Paola Sbalchiero, assessore al sociale - per tutelare in primis le figlie minori di Anna. Un lavoro svolto in sinergia con i servizi sociali e l’Ulss 7, il tutore e l’avvocato della figlia minore, la parrocchia e l’Istituto Comprensivo. L'intera comunità ha sostenuto le ragazze con una raccolta fondi e il Comune ha messo a disposizione un appartamento di proprietà pubblica affinché le figlie possano usarlo nel fine settimana per stare insieme alla zia materna». Inoltre il Comune ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale dei confronti di Angelo Navarra. «Un atto simbolico - sottolinea il sindaco Marco Guzzonato - e un nuovo passo per sottolineare l’esigenza di fermare la violenza sulle donne. Le somme eventualmente percepite dall’ente a titolo di risarcimento danni, saranno poi devolute ai servizi sociali del Comune». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.D.I.
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