Noventa Vicentina

«Devi salire al volo sul trattore». Bracciante diciottenne travolto: è grave

Un ragazzo di 18 anni, bracciante agricolo, residente a Noventa e regolarmente assunto (con contratto a tempo determinato per la durata di 20 giornate lavorative) nei giorni scorsi si è rivolto allo Studio legale veneziano 3A raccontando di avere subito un importante infortunio sul lavoro mentre era impiegato in un terreno agricolo nel comune di Borgo Veneto, in provincia di Padova.
Al momento dell’incidente il 18enne, era impiegato per conto della società agricola Maria Teresa, di proprietà di Adriano e Nicholas Fraron, con sede a Pojana Maggiore. Ma più che la prognosi, accertata dopo il ricovero al pronto soccorso dell’ospedale Madre Teresa di Calcutta, comunque rilevante dal punti di vista clinico; quello che ha lasciato attoniti i responsabili dello studio legale, sono state le modalità che avrebbero portato all’incidente.
Il giovane bracciante avrebbe infatti riferito ai consulenti legali che avrebbe riportato la frattura del bacino e le altre numerose ferite poiché era stato investito dal trattatore: «Il titolare - ha raccontato il 18enne - non vuole fermarsi con il trattore, vuole che saliamo al volo». 
E allora, seguendo la ricostruzione del giovane bracciante, lui, per raggiungere il lato destro del mezzo (sul sinistro era già salito un suo collega) sarebbe stato costretto a passare «dietro» al veicolo. Quindi, per salirci sopra, sarebbe scivolato sulla scaletta cadendo a terra a finendo per essere investito. Sul posto, dopo la richiesta di soccorso è intervenuto il Suem 118 che ha portato il bracciante all’ospedale da dove è poi uscito con una prognosi che riferisce di “politrauma a elevata dinamica” con fratture multiple del bacino e contusione polmonare e pneumotorace (come da referto). Sul posto sono poi intervenuti anche i tecnici dello Spisal dell’Ulss 6. Lo Studio 3A annuncia già la richiesta di un maxi risarcimento danni all’impresa agricola per la quale il ragazzo stava lavorando e al suo titolare.
«All’imprenditore - riporta in una nota lo studio legale - la “lezione”, se non altro, sembra essere servita. Adesso l’imprenditore agricolo prima di far salire i braccianti sul suo trattore fermerebbe la marcia. Ma il ravvedimento è arrivato, al solito, troppo tardi».
La versione che, tramite i suoi legali, Fraron dà dell’accaduto è invece ben diversa: «A tutti i dipendenti - spiega l’avvocato Cecchin, dello studio Bbcz - che stavano lavorando era stato spiegato che dovevano salire sul trattore solo quando era fermo. Le istruzione impartite erano state insomma precise. Il ragazzo ha quindi preso l’iniziativa di salire a bordo del mezzo in movimento di sua spontanea iniziativa».
E ancora: «Purtroppo è poi scivolato sul terreno bagnato e questo lo ha fatto cadere. Lo Spisal è comunque intervenuto immediatamente e non ha rilevato alcun problema o anomalia tanto che, una volta soccorso il giovane, il lavoro è proseguito».
Due versioni insomma diametralmente opposte che a questo punto, con ogni probabilità, finiranno per scontrarsi davanti a un giudice. L’intenzione dei legali che rappresentano il diciottenne sarebbe infatti quella di inviare la segnalazione del sinistro alla procura. Sempre ammesso che nel frattempo non lo abbiano già fatto gli ispettori dello Spisal.

Matteo Bernardini