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prima donna pommelier italiana

Monika, cento sfumature di sidro: «Dolcissimo o amaro che sia, è un'ottima alternativa al vino. Con molte meno calorie»

di Alessandra Vaccari
Ha conseguito la certificazione in Oregon, in Italia ci sono 97 esperti: «Io ne ho bevuti tanti un centinaio e non ce n’era uno uguale all’altro: certi sanno di terra, altri perfino di letame. Voglio far nascere qui la cultura della bevanda»
Monica Sut atleta ed esperta
Monica Sut atleta ed esperta
Monica Sut atleta ed esperta
Monica Sut atleta ed esperta

È la prima donna pommelier d’Italia. Sì, è scritto giusto, lei non si occupa di vino, bensì di sidro, ricavato dalle mele da sidro, piccoline, rispetto alle altre e difficili da trovare in produzione, forse perché da noi, a differenza per esempio dell’Inghilterra, la cultura del sidro ancora non c’è.

Ed è per questo che Monika Sut, 45 anni, pordenonese di nascita, personal trainer ora stabilita a Verona è decisa ad aprire un sito: «Quella del sidro», per far conoscere a tutti la sua professione e soprattutto la bontà del sidro, per evitare che le persone abbiano un primo impatto spiacevole con la bevanda, perché come dice lei «se per caso riesci a trovarlo, cosa piuttosto ardua, lo provi una volta e non ti piace, lo accantoni. Non è come con il vino che se uno non ti piace ne trovi altri da provare. Al momento, se ti va male il primo assaggio con il sidro non ci penserai mai più. Ma non è uno, sono cento. Io ne ho bevuti tanti un centinaio e non ce n’era uno uguale all’altro: certi sanno di terra, altri perfino di letame, altri sono dolcissimi o amari, per questo vorrei diffondere la cultura del sidro. Inoltre c’è un fattore non irrilevante per me che sono un’atleta: il sidro fa tre gradi, quindi tante calorie in meno, rispetto al vino e può essere abbinato a qualsiasi piatto».

Sut è intenzionata a far esplodere il mercato del sidro in Italia. La settimana prossima sarà a Milano per una degustazione, fino a ieri lei partecipava, stavolta detta i tempi avendo conseguito la certificazione dell’American cider association a Portland, in Oregon, a gennaio. Il rigoroso esame ha messo alla prova i candidati sulla loro comprensione della produzione del sidro, della storia e della valutazione sensoriale.

Nel mondo i pommelier sono 97 e lei è la prima donna italiana a farvi parte. «Il sidro adesso si può comprare in internet, non c’è richiesta in Italia perché non è conosciuto, ma se io riuscissi a diffonderne la cultura ci sarebbero anche produttori interessati a coltivare le mele adatte visto che il nostro è un territorio fortemente votato alla produzione di mele. Adesso sull’argomento si trova poco e soltanto in inglese, io vorrei portare le informazioni alla portata di tutti».

L’associazione dei Pommelier è nata lo scorso anno. Sut si è inoltre iscritta alla nostra università alla facoltà di Innovazione e sostenibilità nella produzione industriali di alimenti, partecipa al progetto dual career come studente atleta. Attenzione però a non confondere il sidro con il succo di mela. Perché il sidro è alcolico, l’apple juice è il succo. Dal succo messo poi a fermentare si produce il sidro. E ce ne sono svariate tipologie.

«È nato tutto per caso, ma mi sono appassionata così tanto da essere andata a Portland per avere la certificazione di pommelier. Come spesso accade dopo la fine di un amore importante, sono precipitata, ma questa è la mia rinascita»